30 mag 2015

Segrate, Berlusconi sbaglia festa e va dal centrosinistra: "Come si chiama il candidato? Votatelo"

Segrate, Berlusconi sbaglia festa e va dal centrosinistra: "Come si chiama il candidato? Votatelo"

In piazza la manifestazione per i ragazzi, l'ex premier arriva alle 23. "L'ex premier ci ha messo un po', raccontano, prima di capire che non era quella della loro candidata"
"Votate per Paolo", dice Silvio Berlusconi a tarda sera. Peccato che sia il candidato del centrosinistra. L'ex premier ieri sera si è presentato a una festa in piazza per giovani organizzata dalla lista civica di centrosinistra che corre per le elezioni al Comune di Segrate, nel Milanese, ed è rimasto là per circa cinque minuti "prima di accorgersi che aveva sbagliato manifestazione e che quella non era la festa della candidata del centrodestra".

Lo ha raccontato Paolo Micheli, consigliere regionale candidato sindaco del centrosinistra al Comune di Segrate, che visto l'appoggio insperato, scrive su Facebook: "Dopo l'endorsement del Cavaliere posso dire che è fatta". "E' accaduto verso le 23 - ha spiegato - Berlusconi si è messo a parlare con alcuni giovani, ha chiesto loro quale fosse il nome del candidato e poi ha detto 'allora domenica trovate un'ora per andare a votare Paolo', prima di rendersi conto che era la festa sbagliata".

"Abbiamo prima visto arrivare un paio di auto - ha raccontato ancora Micheli - e poi è sceso Berlusconi, accompagnato dalla sua scorta, e ha iniziato a muoversi tra gli stand della festa, dove c'erano soprattutto ragazzi". Si trattava della 'Street Fest', evento per giovani organizzato dalla lista civica 'Paolo Micheli-Segrate Nostra' nella piazza principale di Segrate dove "non c'erano - ha precisato - bandiere o simboli di partito, solo un gazebo politico della nostra lista".

Secondo il racconto di Micheli, l'ex premier ha iniziato a parlare con alcuni ragazzi, che intanto ne approfittavano per scattare alcune foto. A un certo punto, ha chiesto loro il nome del candidato, seguito dall'esortazione a partecipare al voto per sostenerlo. Poco dopo, però, sempre stando alla versione di Micheli, "si è reso conto che era la festa sbagliata, anche perché il candidato del centrodestra è una donna". Mentre si consumava la gaffe in piazza, infatti, al PalaSegrate era in corso la manifestazione di Tecla Fraschini, appoggiata anche da Forza Italia. "Dopo circa 5 minuti che era con noi - ha detto Micheli - Berlusconi si è accorto di aver sbagliato e se ne è andato, forse un pò imbarazzato".

Da Repubblica.it

Esplora il significato del termine: Milano Expo, primo bilancio: 2,5 milioni di visitatori

Esplora il significato del termine: Milano Expo, 
primo bilancio: 2,5 milioni di visitatori

Calcolati gli ingressi di maggio. Ma il trend non consente di raggiungere l’obiettivo di 20 milioni nel semestre. Tensioni sul caso Bracco, i grillini chiedono le dimissioni
di Elisabetta SoglioMilano Expo, primo bilancio: 2,5 milioni di visitatori Lo speciale
Calcolati gli ingressi di maggio. Ma il trend non consente di raggiungere l’obiettivo di 20 milioni nel semestre. Tensioni sul caso Bracco, i grillini chiedono le dimissioni
di Elisabetta Soglio per il Corriere Della Sera.it
Almeno due milioni e mezzo. La società Expo rinvia la comunicazione dei dati di ingresso nel mese di maggio. «Ne parleremo con il presidente Renzi», ribadisce il commissario unico Giuseppe Sala. Che però giudica «realistica» la stima annunciata ieri mattina da Federalberghi, che ha parlato di 1,9 milioni di visitatori calcolati sulla base di un’indagine esclusiva svolta in queste ore con le previsioni turistiche degli italiani per il ponte del 2 giugno. Il numero di visitatori dell’Expo, ha spiegato il presidente Bernabò Bocca, è «tendenzialmente in crescita rispetto alla nostra previsione di un mese fa che indicava per l’intera durata della manifestazione un totale di 9 milioni di italiani». I conti sono presto fatti: se si aggiungono i 300 mila studenti, i 100 mila biglietti da 5 euro per l’ingresso alle 19 e un po’ di stranieri, anche se mai ufficialmente quantificati, è semplice calcolare che almeno due milioni e mezzo di persone hanno visitato il sito espositivo. Certo, se questa resterà la media mensile, non si arriverà ai 20 milioni attesi (e necessari per garantire, alla fine dell’evento, il pareggio di bilancio): ma Sala e la società continuano a garantire che il grosso dei turisti non è ancora arrivato e comincerà ad affollare cardo e decumano da metà di giugno, dopo la fine delle scuole.


L’annuncio ufficiale dei dati di maggio potrebbe arrivare già il 2 giugno quando, in occasione della giornata nazionale del Paese, sarà all’Expo il premier Matteo Renzi (che nei giorni scorsi aveva parlato di quindici milioni di biglietti venduti: «Credo sia il suo auspicio, anche se ci siamo vicini», ha precisato ieri Sala). Sala e il ministro Maurizio Martina commentano la nota di Federalberghi all’unisono: «È la prova del successo di questo evento». Così il governatore Roberto Maroni, che ieri ha partecipato alla riapertura dello spazio della Lombardia alla fine del restyling che lo ha reso più colorato (con il murales degli studenti di Brera che ricorda la rosa camuna): «Expo è davvero una grande attrazione, basta vedere anche oggi quanta gente c’è in giro, malgrado sia un giorno feriale, a smentire i gufacci della vigilia». Sala aggiunge un altro elemento: «L’amministratore delegato di Carta Sì, che ha un osservatorio che raggruppa tutte le carte di credito, mi ha detto che nei primi tre mesi dell’anno le transazioni su Milano, anno su anno, hanno registrato un più 4-5 per cento, poi più 10 in aprile e i primi 27 giorni di maggio hanno segnato addirittura il 16 per cento in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Non sarà magari tutto associabile a Expo - ha concluso Sala - ma in grandissima parte sì».


La giornata di festa è stata in parte rovinata dalla notizia che Diana Bracco, presidente di Expo e commissario di Padiglione Italia, è indagata per una presunta evasione fiscale da un milione di euro che riguarda la sua azienda. I legali hanno chiarito che non c’è stata alcuna frode, «ed è già stato definito il ravvedimento operoso con l’Agenzia delle Entrate». Ma il sindaco Pisapia ha ammesso che, in attesa di chiarimenti, «potrebbe esserci un danno di immagine grave». I cinquestelle attaccano: «Bracco lasci la carica di presidente di Expo»




Inps: al 90% dei pensionati della Difesa e sicurezza importi doppi rispetto al contributivo

Inps: al 90% dei pensionati della Difesa e sicurezza importi doppi rispetto al contributivo

Difesa, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Forestale: la nuova pubblicazione della serie della trasparenza Inps. Se si applicassero i parametri attuali, gli assegni verrebbero decurtati del 40 o 60%
MILANO - Il 90% delle pensioni del comparto difesa e sicurezza (Difesa, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Forestale) prevede un assegno che quasi doppia la cifra che si dovrebbe percepire se quei trattamenti previdenziali si ricalcolassero con il metodo contributivo. Così un dossier Inps, secondo cui il 90% degli assegni ha un'età alla decorrenza inferiore a 57 anni e subirebbe quindi una decurtazione del 40-60% se si calcolasse con il contributivo.
Nella nuova pubblicazione della serie della trasparenza dell'Istituto, si precisa che gli iscritti al Comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico sono circa 536.000. L'Inps ricorda che in Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia penitenziaria, Corpo nazionale dei vigili e Corpo Forestale dello Stato, ancora nel corso del 2015, i lavoratori possono accedere al pensionamento di vecchiaia con limiti di età inferiori rispetto al resto del personale dipendente dello Stato (cosiddetto personale civile) iscritto alla Cassa dei dipententi dello Stato: per i lavoratori del comparto sicurezza l’età massima per la permanenza in servizio è ricompresa tra i 61 anni e tre mesi e i 66 anni e tre mesi.
Ancora, questi lavoratori maturano il diritto alla pensione di anzianità a 57 anni e tre mesi con 35 anni di anzianità contributiva, oppure - a prescindere dall’età anagrafica- con 40 anni e tre mesi di contributi. Gli iscritti che, alla data del 31 dicembre 2011, hanno già raggiunto la massima anzianità contributiva prevista (aliquota massima di pensione pari all’80% della retribuzione pensionabile), possono accedere alla pensione di anzianità all’età di 53 anni e tre mesi.
I lavoratori del comparto sicurezza usufruiscono di maggiorazioni di servizio in relazione alla natura del servizio svolto. Dal 1° gennaio 1998, l’accredito di queste  maggiorazioni convenzionali è stato limitato ad un massimo totale di 5 anni. Dallo studio - che documenta come le pensioni del Fondo con decorrenza successiva al 2009 si rapportano con le prestazioni che sarebbero state erogate applicando il metodo contributivo - si evince che più del 90% dei trattamenti in essere subirebbe, con il calcolo contributivo, una riduzione dell’importo compresa tra il 40% e il 60%.

da RepubblicaEconomia.it

29 mag 2015

Pipistrelli come soluzione green per combattere le zanzare

Pipistrelli come soluzione green per combattere le zanzare

CRISTINA INSALACO per La Stampa.it
Non riuscirà a debellare completamente il fastidio delle zanzare d’estate, ma può essere una buona soluzione al problema. Stiamo parlando del pipistrello, che in una notte si nutre di un tale quantitativo di insetti che è pari alla metà della propria massa corporea. Secondo l’Unep (United Nations Environment Programme) una popolazione di chirotteri all’interno di una grande area urbana può arrivare a consumare fino a 14 tonnellate di insetti in una sola notte. Quindi, se quest’anno volete abbandonare gli insetticidi, potete provare ad affidarvi ai pipistrelli. 

Come? Acquistando o costruendo una bat - box. Sono delle piccole scatole di legno che potete installare sulle pareti esterne della casa, su pali o alberi, per invitare gli animali a trasferirsi lì per un po’. «Non è detto che un chirottero la utilizzi subito come casa – spiega l’esperta di pipistrelli Elena Patriarca -, a volte ci impiegano anni, altre volte rimangono vuote». Ci vuole pazienza, e anche un po’ di fortuna. «In linea generale, però, quelle posizionate sugli edifici moderni hanno più chance di attirare gli animali – prosegue Patriarca -, perché difficilmente ci saranno interstizi nel quali i volatili potranno rifugiarsi».
 Di solito i pipistrelli seguono una strategia alimentare opportunista: catturano le prede gradite in proporzione alla loro disponibilità nell’ambiente. Se una specie diventa estremamente abbondante, i pipistrelli concentrano la propria caccia proprio su questa. Tutto ciò fa sì che i chirotteri abbiano un ruolo ecologico importantissimo ed insostituibile. E la presenza delle bat – box può essere un buon rimedio per l’uomo contro le zanzare. «Se da un lato però non è certo che la collocazione di cassette-nido sugli edifici contribuisca a incrementare il numero dei pipistrelli – prosegue Paolo Debernardi, esperto di chirotteri -, le bat- boards hanno senza dubbio un’efficacia indiretta: chi le appende al muro di casa non crede nei luoghi comuni e nelle superstizioni negative sui pipistrelli». Come quella di chi è convinto che si attacchino ai capelli, come fossero una preda.  


23 mag 2015

Lotta alla mafia, studenti in sei piazze così l'Italia ricorda Falcone e Borsellino

Lotta alla mafia, 40 mila studenti ricordano Falcone e Borsellino: 6 piazze italiane collegate con Palermo

Lotta alla mafia, 40 mila studenti ricordano Falcone e Borsellino: 6 piazze italiane collegate con Palermo


Il premier su Twitter. «Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro #ionondimentico». Così su twitter il premier Matteo Renzi nel 23mo anniversario della strage di Capaci.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella partecipa oggi, insieme al presidente del Senato Pietro Grasso, a 'Palermo chiama Italia'. Riprendiamoci i nostri sognì, la manifestazione organizzata dalla Fondazione Falcone in occasione del ventitreesimo anniversario delle stragi mafiose di Capaci e Via D'Amelio. Ad ospitare l'evento, a partire dalle 11, è l'aula bunker del tribunale del capoluogo siciliano, con la partecipazione di oltre 40mila studenti italiani e stranieri. 
L'iniziativa. Quest'anno si estende a tutto il Paese. Non si svolgerà solo aPalermo, ma anche in diverse piazze italiane in cui cittadini e studenti saranno presenti per dare testimonianza del loro impegno per la legalità. Per poter soddisfare la richiesta di partecipazione che ogni anno arriva da centinaia di scuole, il Miur e la Fondazione Falcone, grazie alla collaborazione con la Rai, hanno infatti deciso di collegare il capoluogo siciliano con sei piazze di altrettante città (Milano, Gattatico, Firenze, Napoli, Rosarno, Corleone), unendo tutto il Paese nel ricordo di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, del giudice Francesca Morvillo, moglie di Falcone, e degli uomini delle loro scorte Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano. Alle piazze reali si uniranno quelle virtuali, attraverso i profili MiurSocial e 23maggioitalia.

Su Twitter è già partita una garà di selfie di chi vuole dire no alla mafia aderendo alla manifestazione di domani attraverso l'hashtag
#PalermoChiamaItalia.

«Le piazze che si uniranno domani in un solo coro per la legalità sono un segnale importante, sono la fotografia di un Paese che dice con chiarezza da che parte vuole stare e di una scuola che sa di avere un ruolo chiave nell'educazione alla legalità e lo esercita con passione e grande impegno. Un impegno di cui ringrazio profondamente i nostri insegnanti», sottolinea il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Stefania Giannini, che domani sarà in Aula Bunker a Palermo. «In questo ventitreesimo anniversario delle stragi, che hanno segnato una pagina tristemente indelebile nel nostro Paese, è giunto a compimento l'obiettivo che ci eravamo posti da qualche tempo. L'obiettivo di fare rete, di portare testimonianza di una cittadinanza attiva e unita contro il sopruso e l'illegalità in tutte le piazze d'Italia - sottolinea Maria Falcone, presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone - Abbiamo cominciato con sei città, ma non ci fermeremo. Sono tali e tante le richieste da parte delle scuole italiane di partecipare ai nostri Protocolli di educazione alla legalità da farci ormai considerare il 23 maggio una giornata nazionale, un manifesto trasversale che unisce l'Italia nella lotta civile e culturale per la legalità. I tempi sono maturi. Palermo chiama Italia».

Domani, grazie alla collaborazione con la Rai, gli studenti italiani saranno protagonisti di una staffetta di emozioni e celebrazioni che unirà l'intero Paese. A Palermo, l'evento principale si terrà presso l'Aula Bunker del carcere Ucciardone, quella del maxiprocesso alla mafia. Qui, dalle 9.30 alle 12.30, si terrà la cerimonia istituzionale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente del Senato Pietro Grasso, del Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, del Sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone, del Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, della Presidente della Commissione Antimafia Rosi Bindi, del Presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri, del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini, del Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Rodolfo Maria Sabelli, del Presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia Carlo Smuraglia e della professoressa Maria Falcone.

A Palermo ci saranno iniziative (spettacoli teatrali, letture, seminari, mostre, concerti) in Piazza Politeama e nell'omonimo Teatro, al Teatro Massimo, in Via D'Amelio e sotto l'Albero Falcone, in via Notarbartolo. Anche quest'anno si terranno i due cortei aperti a tutta la società civile. Il primo partirà alle 15.30 da Via D'Amelio, il secondo si muoverà alle 16.00 dall'Aula Bunker. Entrambi raggiungeranno l'Albero Falcone in Via Notarbartolo, presso il quale la Polizia di Stato suonerà il Silenzio alle 17.58, ora in cui deflagrò la bomba a Capaci il 23 maggio 1992.

A Palermo saranno presenti anche ragazzi provenienti da 10 paesi Ue e un gruppo di studenti americani. Oltre al capoluogo, diverse cittadine in provincia di Palermo, tra cui Partinico, Caccamo e Capaci, hanno organizzato iniziative parallele: cortei, dibattiti, spettacoli e attività che vedranno la partecipazione attiva degli studenti e dei cittadini. Contemporaneamente, in sei città d'Italia si terranno incontri e iniziative con le testimonianze di familiari di vittime della mafia e rappresentanti delle associazioni.

A Milano, al Teatro Parenti, ci saranno Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso il 3 settembre 1982, e Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, assassinato il 30 aprile dello stesso anno; a Gattatico (Reggio Emilia), alla Casa Cervi, sarà presente Margherita Asta, familiare delle vittime della strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985; a Firenze, allo Stadio Ridolfi, interverrà Betta Caponnetto, vedova del giudice Caponnetto che guidò il Pool Antimafia in cui operarono, tra gli altri, i giudici Falcone e Borsellino; a Napoli, in piazza del Municipio, dove nel 1997 è stato piantato un Albero Falcone, ci saranno Paolo Siani, fratello di Giancarlo Siani, il giornalista assassinato dalla camorra il 23 settembre 1985, il magistrato Federico Cafiero de Raho e il Coro giovanile del San Carlo; a Rosarno, presso l'Istituto di Istruzione Superiore Piria, parlerà Adriana Musella, familiare di Gennaro Musella, ucciso dalla 'ndrangheta il 3 maggio 1982; a Corleone, infine, interverrà il presidente dell'Associazione Addio Pizzo, Daniele Marannano.

Ogni città si collegherà con l'Aula Bunker nel corso della cerimonia istituzionale che sarà trasmessa in diretta su Rai Uno a partire dalle 10.55.

Il Miur, attraverso il suo canale MiurSocial, ha chiamato a raccolta tutti gli studenti e i cittadini d'Italia affinché raccontino le iniziative in corso con gli hashtag #23maggio e #PalermoChiamaItalia. È stato anche attivato il profilo 23maggioitalia. Sono già numerosi i ragazzi che hanno aderito e che si stanno incontrando sulla piazza virtuale, inviando i loro selfie con il cartello «Io il #23maggio ci sono.
#PalermoChiamaItalia», mettendoci la faccia contro le mafie. Rai Cultura per il XXIII anniversario delle stragi di Capaci e Via D'Amelio ha inoltre realizzato video e speciali disponibili sui portali di Rai Storia, Rai Scuola e Rai Letteratura.


Per dare massimo risalto alla Giornata della Legalità 2015 tutti gli account social (Facebook e Twitter) di Rai Cultura cambieranno il loro logo e le loro cover, promuovendo l'iniziativa «Palermo chiama Italia». Tutta la giornata sarà caratterizzata da un live tweeting che seguirà gli eventi, le trasmissioni televisive e promuoverà i video e le interviste disponibili on demand sui portali di Rai Cultura.

22 mag 2015

L'Anticorruzione è legge: torna il falso in bilancio Via libera definitivo della Camera al ddl. Contrari M5s e Fi. Esulta il Pd.

L'Anticorruzione è legge: torna il falso in bilancio

Via libera definitivo della Camera al ddl. Contrari M5s e Fi. Esulta il Pd.



Sì definitivo dell'Aula della Camera al ddl anticorruzione. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 280 voti a favore, 53 contrari e 11 astenuti. Contro hanno votato M5s e Fi. La Lega si è astenuta.
Il ddl, approvato in via definitiva e senza modifiche rispetto al testo del Senato, diventa così legge.
La lettura del risultato della votazione è stata segnata da un lungo applauso levatosi dai banchi del Pd.
IL TWEET DI ORLANDO. «Corrotti e corruttori tradiscono il Paese. La nuova legge da oggi rende più forte l'Italia. Il governo mantiene gli impegni», ha scritto su Twitter il ministro della Giustizia Andrea Orlando.
 
Corrotti e corruttori tradiscono il Paese. La nuova legge #anticorruzione da oggi rende più forte l'Italia. Il Governo mantiene gli impegni.
— Andrea Orlando (@AndreaOrlandosp) 21 Maggio 2015


RENZI SODDISFATTO. Il premier Matteo Renzi ha commentato: «Soltanto pochi mesi fa sarebbe stato impensabile il risultato raggiunto oggi dal parlamento sulla lotta alla corruzione» per creare «strumenti più stringenti contro il crimine. È una pagina importante che riavvicina la politica, quando decide, alle aspettative degli italiani».
TORNA IL FALSO IN BILANCIO. Il testo prevede la riforma del falso in bilancio nella sua attuale versione, l'inasprimento delle pene per la corruzione, la previsione di una stretta collaborazione tra inquirenti e Autorità nazionale anticorruzione, il patteggiamento condizionato alla restituzione del maltolto. Ecco le principali novità contenute nel testo.

Corruzione e peculato, pene più severe


Le pene per il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio aumentano di 2 anni sia nel massimo, passando da 8 ai 10 anni; sia del minimo, da 4 a 6. Questo ha l'effetto di allungare i termini di prescrizione del reato. Riviste al rialzo anche le pene massime per peculato, corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione in atti giudiziari.

CONCUSSIONE NON SOLO PER PUBBLICO UFFICIALE. Il reato di concussione scatta non solo per il pubblico ufficiale, ma anche per l'incaricato di un pubblico servizio. La pena resta da 6 a 12 anni.

PIÙ SCONTI DI PENA PER 'COLLABORATORI'. Chi fornisce le prove o aiuta a individuare gli altri responsabili o il sequestro delle somme rischia una condanna ridotta da un terzo a due terzi.

PATTEGGIAMENTO SOLO DOPO RESTITUZIONE MALTOLTO. Prevista la possibilità di ricorrere al patteggiamento solo nel caso in cui ci sia stato il versamento anticipato ed integrale del prezzo o del profitto del reato.

RIPRISTINATO IL REATO DI FALSO IN BILANCIO. Il falso in bilancio, con cui spesso vengono costituiti 'fondi neri', torna ad essere reato. Ma non un reato di danno, bensì di pericolo: non si dovrà provare di aver alterato il mercato o di aver prodotto un danno alla società, come invece chiedevano FI e Ncd. Già il ddl Grasso prevedeva una riscrittura della disciplina in materia. Il testo ora approvato prevede una distinzione tra società quotate e non quotate. Chi falsifica il bilancio di società quotate in borsa, rischia da 3 a 8 anni di reclusione. Per le altre società, nel caso in cui «consapevolmente» si espongano «fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero» o li si omettano, la reclusione va da 1 a 5 anni: niente intercettazioni, dunque, previste per i reati con condanne sopra i 5 anni. Per le piccole società che da codice civile non possono fallire è prevista la procedibilità a querela di parte. I fatti di lieve entità sono puniti con il carcere da 6 mesi ai 3 anni; prevista, la non punibilità per particolare 'tenuità del fatto'. Per tutti i tipi di società salgono le sanzioni pecuniarie: i vertici rischiano di pagare dalle 200 alle 600 quote.

ASSOCIAZIONE MAFIOSA, PENE PIÙ SEVERE. Per l'associazione mafiosa si arriva a 26 anni. Per coloro che fanno parte di un'associazione mafiosa formata da 3 o più persone la reclusione va da 10 a 15 anni (ora 7-12); da 12 a 18 (ora 9-14) per i promotori, gli organizzatori e coloro che dirigono l'associazione mafiosa; se l'associazione è armata, da 12 a 20 (ora 9- 15); per i boss, da 15 a 26 anni (ora 12 - 24).

OBBLIGO PM INFORMARE AUTHORITY ANTICORRUZIONE. Il Pm che eserciti l'azione penale per i delitti contro la pubblica amministrazione, deve informare il presidente dell'Autorità Anticorruzione dando notizia dell'imputazione.


21 mag 2015

DISASTRO AMBIENTALE ...California, fino a 400 mila litri di petrolio in mare ( foto )

DISASTRO AMBIENTALE

California, fino a 400 mila litri di petrolio in mare ( foto )

Da Lettera43.it

Greggio fuoriuscito da un oleodotto. Il governatore proclama lo stato d'emergenza a Santa Barbara. Foto.

Stato d'emergenza in California, nella contea di Santa Barbara, per la fuoriuscita di petrolio da un oleodotto (foto).

Secondo le cifre ufficiali circa 80 mila litri di petrolio sarebbero finiti nell'oceano Pacifico, ma la società che gestisce l'oleodotto ha avvertito che lo scenario potrebbe essere peggiore: il rischio è che in mare siano finiti fino a 400 mila litri di greggio.

PRECEDENTE NEL 1969. Per Santa Barbara è un disastro ambientale che si ripete. Già nel 1969, infatti, una 'marea nera' aveva inquinato le sue acque. La marea nera si va ad aggiungere all'altra preoccupazione della California, quella della siccità.

ECOSISTEMA A RISCHIO. L'incidente delle ultime ore a Santa Barbara fa temere per l'equilibrio dell'ecosistema, con particolari rischi per alcune specie di balene che migrano nell'area. All American, la società che gestisce l'oleodotto, si è detta «profondamente dispiaciuta» per la fuoriuscita e assicura di collaborare per limitare i danni. L'oleodotto è stato costruito nel 1991 con l'obiettivo di trasportare 150 mila barili al giorno.










Quando la faremo pagare ai 

signori del petrolio ?

15 mag 2015

BARRY WHITE (COLLECTION) HD

Venditti tifa Renzi: «Finalmente uno veloce. Sulla scuola fa bene, ma deve coinvolgere di più»

Venditti tifa Renzi: «Finalmente uno veloce. Sulla scuola fa bene, ma deve coinvolgere di più»

di Mario Ajello per IL Messaggero.it

Non solo «Compagno di scuola» e tante altre canzoni famosissime. Anche «Tortuga», l'ultimo disco di Antonello Venditti, parla della scuola, del suo liceo - il Giulio Cesare di Roma - e del bar lì di fronte dove «Nietzsche e Marx si davano la mano, e parlavano insieme dell'ultima festa e del vestito nuovo».
Antonello, le piace questa riforma della scuola?
«Non l'ho letta tutta. Comunque gli anni del mio liceo erano un inferno rispetto a questi. C'era la classe docente, lontana e staccata da tutto, un mondo a sè. C'erano gli studenti, soli davanti agli insegnanti. E le famiglie completamente fuori dalla scuola. Adesso, mettere in comunicazione queste tre componenti fondamentali, più i bidelli e tutti gli altri che vivono nella comunità scolastica, mi sembra una cosa confortante. Ci siamo finalmente posti il problema che la situazione di un Paese si vede da poche cose: e una di queste è la scuola».
Si può cambiare la scuola?
«Qualora ci fosse una scuola come edificio, direi di sì».

La ristrutturazione e l'adeguamento dell'edilizia scolastica infatti sono una priorità.
«A me, sembrano cose importantissime. Dobbiamo cominciare dai luoghi della scuola, poi da come si sta nella scuola e poi da quello che ci si aspetta dalla scuola. Io penso ancora che il fine della scuola sia culturale. E che quindi, fino a una certa età, si debba studiare senza pensare a ciò che si farà da grandi. Io il liceo lo intendo così. Le specializzazioni verranno dopo».


Leggere l' intervista completa sul Messaggero

L’ambulanza-drone che può salvare vite!

L’ambulanza-drone che può salvare vite!



Ogni anno quasi un milione di persone in Europa soffrono di un arresto cardiaco. Un misero 8% sopravvive grazie a rallentare i tempi di risposta dei servizi di emergenza. L'ambulanza-drone è in grado di salvare vite umane con un defibrillatore integrato. L'obiettivo è quello di migliorare le infrastrutture di emergenza esistente con una rete di droni. Questo nuovo tipo di fuchi può andare oltre 100 km / he raggiunge la destinazione entro 1 minuto, che in parole povere significa triplicare fore anche più il numero di persone salvabili

Notizia appresa da http://www.mezzo-pieno.it


14 mag 2015

Fca,( Fiat ) premio di redditività anche ai cassintegrati

Fca, premio di redditività
anche ai cassintegrati

di Redazione Economia Corriere Della Sera.it

Il premio legato ai risultati del gruppo

Se un lavoratore ad esempio fa un mese di cassa perde un dodicesimo del premio. «È una giornata molto importante  che ci dà aspettative di andare verso l’affondo finale il 21 maggio», dice Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm. «Abbiamo chiesto all’azienda di fare uno sforzo - spiega Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim - per riconoscere una quota del premio di efficienza di stabilimento anche a chi non dovesse raggiungere il rateo mensile ma ha lavorato durante l’anno».






Mattarella: «In Italia troppo pessimismo, ora si riparta»

Mattarella: «In Italia troppo 
pessimismo, ora si riparta»

Il capo dello Stato al Salone del libro di Torino: «I cittadini
 non siano lasciati soli davanti alle istituzioni».
Un appello contro «l'individualismo» e del «pessimismo» per innescare la ripartenza dell'Italia.
Nell'intervento all'inaugurazione del Salone del libro di Torino, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato il suo messaggio di ottimismo sulla ripresa del Paese.
«IL CITTADINO NON SIA SOLO DAVANTI ALLE ISTITUZIONI». «Il futuro è nelle nostre mani: il mio augurio al Salone del libro è l'augurio all'Italia che vuole dire la sua, che vuole promuovere il bene comune, che non si rassegna alle difficoltà ma ha in animo di superarle», ha detto Mattarella.
«Avvertiamo il rischio di un individualismo che disgrega le reti di comunità, di una rottura del patto generazionale, di una contrazione dei corpi intermedi così che il cittadino, o l'utente, o il consumatore, si ritrovino soli davanti alle istituzioni, al mercato, alle reti di comunicazione», ha proseguito il capo dello Stato. «A questi pericoli di solitudine dobbiamo reagire. Talvolta in Italia c'è un eccesso di pessimismo ma bisogna volgere il nostro sguardo al futuro per dare una ripartenza all'Italia. Anche l'Expo è una grande occasione per il Paese».
«LA CULTURA HA UN RUOLO DECISIVO NELLA SOCIETÀ». «Dobbiamo impedire che si rompano le maglie della comunità», ha aggiunto il presidente, «quei fili, cioè, che consentono agli individui di essere integralmente persone. In quest'impresa così importante per la qualità delle nostre vite, la cultura è decisiva, ed è sollecitata nella sua creatività. Anche per questo una manifestazione come il Salone del Libro ha un grande valore. Il nostro è un Paese meraviglioso: dobbiamo esserne consapevoli. La storia ci ha consegnato uno straordinario patrimonio di civiltà, di arte, di bellezza, di creatività, di esperienze, di conoscenze diffuse. Un dono tanto grande ci impone però altrettanta responsabilità. E altrettanto coraggio».
Da Lettera43.it


07 mag 2015

Milano No Expo, Savina: «Perché non abbiamo attaccato i black bloc»

Milano No Expo, Savina: «Perché non abbiamo attaccato i black bloc»


Di
 Gianni Santucci per IL Corriere Della Sera.it




Luigi Savina

Il questore di Milano: «La scelta è stata fatta durante il corteo, per tutelare tutti gli altri manifestanti. Chi sfila pacificamente dovrebbe andarsene»


Sulla scrivania conserva una cartina. Una fotocopia in bianco e nero del centro città. Il percorso del corteo risalta in giallo, segnato da un evidenziatore; gli «obiettivi» sono sottolineati in arancione. È la mappa del rischio messa a punto prima del corteo. Il questore di Milano, Luigi Savina, scorre il dito su quella carta e racconta: «L’intelligence ha funzionato, la strategia degli incappucciati era arrivare in centro, in corso Vittorio Emanuele e alla Scala, per portare la guerriglia tra i passanti. In alternativa puntavano la Borsa o, sull’altro fronte, il palazzo che ospita gli uffici della Comunità europea, un bersaglio soprattutto dei greci». Su quella carta il questore ha continuato a riflettere nei giorni successivi, tenendo in mente le immagini delle devastazioni del Primo maggio: «Oggi posso dire di esserne ancora più convinto: se avessimo agito d’impeto, e non con l’intelletto e la freddezza, le conseguenze sarebbero state dieci volte più gravi».
Macchine incendiate, assalti alle banche. Qualcuno dice che è andata bene. Condivide? 
«L’aver evitato danni gravi alle persone resta un dato di fatto, anche se di certo non possiamo commentarlo con toni trionfalistici». 
Come era organizzata la difesa? 
«Sul fronte Sud abbiamo sbarrato l’accesso con i mezzi e gli idranti, che permettono di respingere gli assalti senza far male a nessuno. Così è andata in piazza della Resistenza partigiana». 
Come hanno reagito gli «incappucciati»? 
«Hanno cambiato strategia, con due obiettivi tattici ben definiti: cercare di farci attaccare, affinché scoprissimo un fronte, per poi muoversi tra la folla e infilarsi nel lato scoperto. Soprattutto, cercavano di farci avanzare durante il corteo, per creare ancora più caos». 
È per questo che non avete reagito? 
«In alto, a Cadorna, c’era uno sbarramento massiccio. E allora hanno deciso di colpire in largo d’Ancona, come si vede dalle immagini. Si sono divisi in due gruppi, per attaccare in contemporanea su due lati, sempre con lo stesso scopo: provocarci, farci scoprire per entrare alle nostre spalle». 
È lì che hanno incendiato le prime auto, perché non li avete contrastati subito? 
«Erano oltre 600, decisi e organizzati. Ma all’inizio dell’attacco le 10 mila persone del primo spezzone di corteo erano ancora lì, a contatto, mentre la coda si stava avvicinando. Entrare in quel momento avrebbe permesso ai devastatori di tornare a farsi scudo del corteo “normale”, per poi uscire di nuovo. Sono stati i 15-20 minuti più critici». 
Come vi siete riorganizzati? 
«Abbiamo fatto due cose. Primo, spostare una squadra sul retro, per isolare la coda del corteo; secondo, far sfilare via il primo spezzone, per allontanarlo il più possibile dai disordini. A quel punto, radunata la forza, abbiamo iniziato ad avanzare. Loro arretravano, coprendosi con decine di fumogeni e molotov». 
Cinque arresti per danni così gravi non sono pochi? 
«Iniziata la “ritirata”, avremmo potuto chiuderli alle spalle e bloccarli, ma tenere qualche centinaio di persone armate di martelli, bastoni e molotov dentro una strada stretta avrebbe potuto scatenare una violenza pesantissima». 
Significa, allora, che in casi simili non si può reagire? 
«Non c’è stata a priori una scelta di contenimento e riduzione del danno, né una direttiva di evitare contatti. Non ci siamo chiusi gli occhi, e sono dispiaciuto per le conseguenze. Ma in pochi secondi abbiamo dovuto fare scelte complesse e abbiamo deciso di tutelare l’incolumità degli altri manifestanti, di eventuali cittadini di passaggio, degli uomini delle forze dell’ordine». 
I cortei così a rischio potrebbero essere vietati? 
«L’autorità prende atto delle manifestazioni, il riferimento fondamentale resta l’articolo 17 della Costituzione. Due giorni prima, il 29 aprile, un gruppo di 60-70 devastatori ha provato a inserirsi in una manifestazione antifascista che contestava la commemorazione per la morte di Sergio Ramelli. In quel caso gli organizzatori del corteo li hanno isolati e contenuti, per evitare che la situazione degenerasse. Una cosa simile è avvenuta il giorno dopo, con gli studenti. Li ringrazio per questo comportamento». 
Il Primo maggio non è successo? 
«Un ragazzo sparava razzi contro la polizia, altri cominciavano a picchiare contro le vetrine. E ciò, all’inizio, è accaduto nell’indifferenza più totale degli altri manifestanti. Non voglio criticare nessuno, ma in quei casi mi aspetterei che chi è in strada soltanto per manifestare si allontanasse, dicendo “questo non è il mio corteo”». 
Cosa si può fare per evitare nuove giornate di guerriglia in futuro? 
«Per contrastare la violenza negli stadi sono state introdotte due armi giudiziarie, da una parte l’arresto in differita, dall’altra il Daspo, cioè l’obbligo di firma in commissariato, prima e dopo le partite, per le persone con precedenti di violenza. Sarebbe molto utile anche per le manifestazioni, soprattutto per chi arriva da altre città». 




06 mag 2015

Fisco, Tesoro: entrate primo trimestre -0,1%, lotta evasione +23%

Fisco, Tesoro: entrate primo trimestre -0,1%, lotta evasione +23%



Secondo i dati diffusi dal Mef, nel primo trimestre 2015 le entrate tributarie erariali risultano sostanzialmente stabili rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso (-103 milioni di euro). In aumento il gettito derivante dall'attività di accertamento e controllo

ROMA -  Nel primo trimestre 2015 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, pari a 88,536 miliardi, risultano sostanzialmente stabili rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso (-0,1%, pari a -103 milioni). Lo comunica il ministero dell'Economia. Le imposte dirette registrano un gettito complessivamente pari a 50,244 miliardi (+2,5%). Le imposte dirette registrano un gettito pari a 38,292 miliardi (-3,3%) con il gettito Iva che risulta in calo del 2,4% per effetto della flessione di entrambe le componenti relative agli scambi interni (-2,8%) e alle importazioni (-0,8%).
Il gettito derivante dall'attività di accertamento e controllo registra un aumento del 22,7% (+385 milioni), rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Per quanto riguarda le imposte dirette, è positivo il gettito dell'Irpef (+0,4%) che riflette sia gli incrementi delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (+2,6%) e dei lavoratori autonomi (+1,2%) sia la flessione delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (-2,2%). Tale flessione è determinata dal meccanismo di regolazione contabile del bonus degli 80 euro fino ad oggi corrisposto (700 milioni), che per il settore pubblico avviene l'anno successivo a quello di attribuzione.
L'Ires presenta un gettito di 674 milioni (-35,7%) ma il dato - spiega il Tesoro - non è significativo di una tendenza, in considerazione del numero limitato di versamenti che vengono effettuati nei primi tra mesi dell'anno. Tra le altre imposte dirette, l'imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze aumenta del 61,8% (+504 milioni), mentre quella sostitutiva sul valore dell'attivo dei fondi pensione cresce del 92,1% (+528 milioni).
Per quanto riguarda le imposte indirette, l'andamento dell'Iva sugli scambi interni è stato influenzato dalla circostanza che il gettito relativo agli acquisti effettuati dalla Pa nel primo trimestre 2015 (cd Split payment) affluirà al bilancio dello Stato solo a partire dal mese di aprile. Sulla base dei dati preliminari - si legge nella nota - si può ritenere tuttavia che l'andamento del gettito dell'Iva del primo trimestre sia in linea con l'analogo periodo dell'anno precedente.
L'imposta di bollo segnala una variazione positiva del 12,1%. Tra le altre imposte indirette, il decremento del gettito dell'accisa sui prodotti energetici (oli minerali) risulta pari al 6,7% e quello dell'accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) è pari al 38,1% (per effetto della diminuzione dei consumi dell'anno 2014 rispetto al 2013. Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, un aumento del 3,0% (+86 milioni di euro).
Tra le altre imposte dirette, l'imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze aumenta del 61,8% (pari a +504 milioni di euro), mentre quella sostitutiva sul valore dell'attivo dei fondi pensione cresce del 92,1% (pari a +528 milioni di euro), rispetto al primo trimestre dello scorso anno.

  Da Repubblica.it




03 mag 2015

Tuta nera e sedia a rotelle, il disabile antagonista

Tuta nera e sedia a rotelle, il disabile antagonista: "L'Expo sul cibo è di chi ci affama"

di VALERIA TEODONIO per Repubblica.it
Le sue foto hanno fatto il giro del web. Pasquale Valitutti, 67 anni, non si perde una manifestazione. "Colpite solo le auto dei ricchi, gli agenti mi hanno detto 'ti facciamo saltare le cervella'"
Lello Valitutti si muove svelto sulla sedia a rotelle. Ieri era in prima linea al corteo dei NoExpo a Milano. Le foto che lo immortalano con il casco in testa in mezzo al fumo e ai Black Bloc hanno fatto il giro del web. Ma lui in piazza c'è da sempre se ci sono gli anarchici. Pasquale Valitutti - questo il suo vero nome - finì anche nella retata disposta dalla magistratura sulla pista anarchica seguita inizialmente dagli inquirenti all'indomani della strage di Piazza Fontana, nel 1969. Fu fermato per accertamenti con Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico che morì precipitando da un finestra della questura di Milano. Valitutti, 69 anni, ha origini milanesi, ma vive a Roma. E non si perde una manifestazione.
Come è andata ieri?
Sorride, strizzando gli occhi azzurri. "Bene, giornata tranquilla..."
È venuto da solo?
"Sì, ma qui ho tanti compagni".


 
Ed era in prima linea.
"Esatto. Quando è arrivata la polizia, gli agenti in divisa mi hanno colpito alla testa. Ma solo con le mani, non con i manganelli. Così, giusto per stordire. Poi sono arrivati gli altri in borghese, e mi hanno minacciato: "Guarda che ti conosciamo, sappiamo dove abiti. Veniamo a casa tua e ti facciamo saltare le cervella". Non si minaccia così una persona".
  Ieri, però, il centro di Milano è stato devastato. Hanno distrutto vetrine, automobili...
"Hanno colpito dei simboli: banche, macchine da ricchi. Nessuna macchina povera. Anche se, a volte, in queste situazioni può succedere, può capitare per sbaglio".
 
Ma cosa c'entrano i proprietari di quelle automobili?
"Deve capire che questi ragazzi vengono qui e rischiano la loro incolumità per i loro ideali. Lo fanno perché sono disperati, è l'angoscia che li muove. Se li prendono possono farsi anche 10 anni di galera. Cosa ci guadagnano? Io sono vecchio, anche se mi beccano non rischio molto. Loro sì, ma vengono comunque. E colpiscono i simboli del mondo che non vogliono".
L'obiettivo, stavolta, era l'Expo.
"Ma anche l'Expo è solo un simbolo. E poi non ha senso che proprio quelli che ci affamano facciano un'esposizione sull'alimentazione. Dentro ci sono anche le multinazionali. Pensi che il debito per l'Expo, secondo gli ottimisti, vale un miliardo di euro. E lo paghiamo noi".
 
Per terra, alla fine del corteo, c'erano le tute nere abbandonate. Era tutto organizzato?
"No, non siamo organizzati come tutti pensano. Ci sono persone diversissime tra loro che manifestano insieme. Poi, certo, in corteo, se serve, ci si aiuta a vicenda..."

Colpite auto dei ricchi ??? Chi si è comprato una macchina di media cilindrata con enormi sacrifici e sta pagando le rate  il signor Pasquale Valitutti ha deciso che sono ricchi e per tanto  vanno incendiate....Incredibile ! Ma dico io dove sono i parenti di questo signore , ?