11 ago 2015

Stipendi d'oro in CIsl: “Io verrò espulso. Cosa succederà a chi intasca i soldi?”



Stipendi d'oro in CIsl: “Io verrò


 espulso. Cosa succederà a chi


 intasca i soldi?”


Parla Fausto Scandola, il pensionato che ha fatto esplodere il caso. E annuncia una denuncia penale
di PAOLO GRISERI per RepubblicaEconomiaFinanza.it

FAUSTO Scandola, in Cisl dal 1968, è il pensionato della Fisascat che ha fatto esplodere il caso degli stipendi d'oro. Ora i probiviri nazionali lo hanno espulso e lui annuncia la denuncia penale.


Signor Scandola, lei è in Cisl da quasi 50 anni. Perché denunciare proprio oggi?
"La storia dei mega-stipendi non la conoscevo. Ho cominicato ad incuriosirmi quando è scoppiato il caso della mega-pensione di Raffaele Bonanni. Ho cercato di capirne di più e il 13 aprile ho scritto una lettera al segretario Furlan".


Chiedendo le sue dimissioni per "incompatibilità morale ed etica con chi rappresentiamo".
"Quella frase era per dire che noi non possiamo chiedere soldi a chi guadagna 10 mila euro all'anno e finanziare stipendi da 300 mila".


E per questo l'hanno espulsa?
"Il primo maggio, visto che non ricevevo risposta dal segretario generale, ho mandato copia della lettera a una parte dei membri dell'esecutivo. Nella lettera si facevano gli esempi di dirigenti che arrivavano a cifre enormi ".


Lei come aveva avuto quelle cifre?
"Da quando ho cominciato a interessarmi di questa faccenda hanno iniziato ad arrivare a casa mia segnalazioni anonime di persone che mandavano, scandalizzate, informazioni di questo tipo. Poi ci sono dei modi più semplici: molti sindacalisti sono al Cnel e lì devono rendere pubblici i redditi".


Che cosa è accaduto dopo?
"L'intera segreteria nazionale mi ha deferito ai probiviri del Veneto per aver tenuto un comportamento indegno. Mi hanno punito con un richiamo. Allora Furlan e l'intera segreteria hanno fatto ricorso ai probiviri nazionali ottenendo di trasformare il richiamo scritto in espulsione".


E adesso lei che cosa farà?
"Sto contattando un avvocato per oppormi in tribunale all'espulsione. Ma non è importante quel che accadrà a me. Piuttosto vorrei sapere quel che accadrà a chi ha intascato in tutti questi anni i soldi dei lavoratori".


E che cosa dovrebbe accadere? Dicono di aver rispettato il regolamento e che da adesso ne entrerà in vigore uno più duro.
"Non è vero. Il regolamento di oggi è uguale a quello del 2008 e quei cumuli di pensioni, stipendi e indennità non erano consentiti in quella misura già da allora. Ma sono stati fatti e sono stati tollerati. Mi risulta che lo stesso segretario generale abbia uno stipendio molto alto. Allora, adesso non si può dire "chi ha dato ha dato, mettiamoci una pietra sopra ed espelliamo Scandola". Un sindacalista quando porta a casa i soldi alla fine del mese deve sempre ricordarsi che arrivano dai lavoratori".


Lei è in Cisl da molti anni. Non le pesa fare questa denuncia verso i dirigenti del suo sindacato?
"In queste ore mi arrivano molti attestati di stima da parte di amici e persone iscritte alla Cisl. Non sono cose che si fanno alla leggera. Ci sono amici che in questi mesi non ho più chiamato per evitare di danneggiarli".





Che strano ,un sindacalista denuncia

 un fatto scandaloso

 e offensivo verso chi per guadagnare 

1.200 euro deve lavorare un mese 

intero e viene licenziato dal proprio 

datore di lavoro, ossia il sindacato stesso...cosa 

dovrebbe pensare di questi infami esseri, 

un operaio o un Vigile del fuoco..?.

 già questi signori alla faccia di chi 

dovrebbero proteggere li prendono anche per il 

culo......ora chiedo vogliamo dare 

uno sguardo anche alla CGIL , UIL, e altri ?

 Visto che i vecchi segretari e vice 

sono tutti imbucati in parlamento ?

Google diventa Alphabet, cosa cambia con la rivoluzione societaria

Google diventa Alphabet, cosa cambia con la rivoluzione societaria

Le azioni Google verranno trasformate, alla pari, in azioni Alphabet. Page, amministratore delegato di Google, assumerà lo stesso ruolo nella nuova società mentre il cofondatore Sergey Brin sarà presidente e Eric Schmidt presidente esecutivo



NEW YORK – Una manovra manageriale per dividere business redditizi e meno redditizi e i relativi gestori? Una tattica finanziaria che consentirà di acquisire e cedere più rapidamente società nei vari settori, di concentrare o separare attività secondo le opportunità del momento? Una risposta da lungo tempo dovuta agli investitori che chiedono maggiore trasparenza sull’effettivo valore delle varie attività del gruppo? Puro teatro aziendale? Si discuterà per mesi, forse anni, della decisione, comunicata lunedì sera da Larry Page a mercati finanziari Usa chiusi, di trasformare Google Inc in una conglomerata, ribattezzandola Alphabet.
Trasformazione
Le azioni Google verranno trasformate, alla pari, in azioni Alphabet. Page, amministratore delegato di Google, assumerà lo stesso ruolo nella nuova società mentre il cofondatore Sergey Brin sarà presidente e Eric Schmidt presidente esecutivo. Il «mago dei numeri» Ruth Porat, arrivato a marzo dalla banca Morgan Stanley, sarà direttore finanziario tanto di Alphabet quanto di Google. Questa società, infatti continuerà a esistere e sarà il cuore del gruppo, il principale produttore di ricchezza, ma restringerà il suo perimetro alle attività più importanti e remunerative: il motore di ricerca sul quale sono state costruite, fin dall’inizio, le fortune del gruppo di Mountain View, YouTube, il sistema operativo Chrome e la piattaforma Android. Restringere è un modo di dire: è da qui che vengono quasi tutti i 66 miliardi di fatturato registrati dal gruppo l’anno scorso, (soprattutto grazie alla pubblicità dalla quale deriva l’89% del giro d’affari). Questa società, la portaerei del gruppo, avrà un nuovo amministratore delegato: Sundar Pichai, l’uomo che già da anni gestisce lo sviluppo dei prodotti principali di Google. E’ lui il personaggio emergente di questa riorganizzazione finanziaria. In un certo senso lo ha fatto capire lo stesso Page che, spiegando l’operazione e la scelta del nome Alphabet («è una collezione di lettere che rappresentano il linguaggio, la più grande innovazione dell’umanità»), ha aggiunto che “da un bel po’ di tempo a questa parte Sundar dice cose che direi anche io, e a volte le dice meglio».
Nuova organizzazione
Nella nuova organizzazione societaria, sotto l’ombrello di Aphabet e a fianco di Google, verranno create varie società sperate, ognuna col suo CEO per ogni singolo business (reale o potenziale) tra quelli sviluppati negli ultimi anni nei campi più disparati dalla febbrile ansia d’innovazione di Page e Brin. Business spesso promettenti, a volte avventurosi, quasi sempre rischiosi e a redditività differita. Gli investitori in Google chiedevano da tempo maggiore trasparenza su costi e redditività delle scommesse sui trasporti, la sanità o i palloni aerostatici per portare Internet in tutta l’Africa. La mossa dei capi del gruppo va in questa direzione, anche se chi vuol sapere quanto è costata l’auto che si guida da sola o la lente a contatto che misura il diabete, probabilmente resterà deluso: sotto Alphabet, oltre a Google, ci saranno sicuramente Google Ventures, la società di «venture capital» del gruppo, Capital, la società di «private equity», Google Fiber, che gestisce servizi Internet ultraveloci. Per la medicina (soprattutto ricerca contro l’invecchiamento e le malattie senili come l’Alzheimer) Google ha già creato la società Calico (sta per California Life Company) insieme alla Arthur D. Levinson. E poi c’è GoogleX, i laboratori del gruppo che probabilmente terranno sotto il cappello di un’unica società vari programmi, come quello dell’auto senza pilota.
Decisione a sorpresa
Una decisione presa a sorpresa, quella di Page, che i mercati hanno mostrato di apprezzare: nel dopoborsa ieri sera il valore dell’azione Google è salito del 7 per cento fino a quota 708 dollari. Una sorpresa relativa: con la creazione di Alphabet, il gruppo assume una struttura analoga alla Berkshire Hathaway, la conglomerata di Warren Buffett. Il capo di Google non aveva mai nascosto la sua ammirazione per l’«oracolo di Omaha» e, in un incontro riservato con gli investitori del dicembre scorso, Page aveva detto di guardare alla Berkshire come a un modello da seguire per costruire un gruppo imprenditoriale più vasto e complesso.

10 ago 2015

Meglio “sorridenti” che “musi lunghi”

Meglio “sorridenti” che “musi lunghi”

Enzo Puro risponde ad un appello di una certa Bruna Dini, dalemian-bersaniana, che sull’Unità community ha tentato di dare lezioni di democrazia a chi dirige oggi il PD. E gli rinfresca un po’ la memoria sull’epoca Bersani
Scritto da  Enzo Puro


Meglio “sorridenti” che “musi lunghi”
In una sua nota la compagna dalemian-bersaniana Bruna Dini fa un appello a quelli che Lei chiama la “tribù dei sorridenti” invitandoli a fermarsi ed a discutere. I sorridenti sarebbero quelli della maggioranza del partito.

Credo nel mio piccolo, come semplice militante del PD, di identificarmi nell’appellativo di “sorridente”. E non perché penso che ci sia in questo nostro paese molto da ridere ma perché penso che le difficoltà si affrontano meglio con il sorriso sulla bocca, dimostrando serenità a chi aspetta da te soluzioni ed iniziative.

Ho fatto parte in passato della “tribù dei musi lunghi”, cioè di quelli che ti parlano con la faccia crucciata, lo sguardo severo, il ditino alzato, che ti fanno sentire il destino del mondo tutte sulle tue spalle e ti parlano solo di disgrazie, sacrifici e problemi.

Mi sono vaccinato dopo aver assistito ad una campagna elettorale demenziale nel 2013 dove il segretario Bersani, che io appoggiavo, ha prima sbagliato un goal a porta vuota, con quella che lui ha chiamato una mezza vittoria, mentre era una sconfitta piena venuta dopo la crisi del Berlusconismo e poi ne ha inanellata una dopo l’altra dalla cattiva gestione del rinnovo della Presidenza della Repubblica alla nomina di Enrico Letta in un governo di larghe intese insieme a Berlusconi.

E da lì sono ripartito all’indietro rivedendo gli errori compiuti sotto la segreteria Bersani (di cui ahimè sono stato sostenitore), dal non aver utilizzato i suoi 3 anni di segreteria per riformare il Partito che è rimasto come lui lo ha trovato se non addirittura peggio (sempre più in mano sui territori a capibastone e capibastoncini) alla esperienza drammatica del governo Monti.

Ed è proprio partendo dall’atteggiamento di Bersani durante il governo Monti che voglio rispondere alla compagna Dini.

Nella parte finale del suo articolo accusa noi “sorridenti” (almeno non ci chiama autistici o malati di mente come il suo compagno di corrente Mineo) di non sapere cosa sia il confronto democratico di cui avremmo timore.

E questa è davvero grossa.

Perché vorrei chiedere alla ineffabile Dini in quale sede è mai stata discussa, ai tempi della segreteria Bersani, la modifica costituzionale che inseriva (sotto dettatura della destra europea) il pareggio di Bilancio in Costituzione. (E non mi risulta che ci fu una grande discussione neanche sulle riforme Fornero dove ricordo un Bersani che timidamente, quasi vergognandosi, pietiva un po’ più di equità, veniva preso a pesci in faccia dal governo e lui si adeguava).

Una modifica, quella del pareggio di bilancio in Costituzione, così dirompente non fu discussa né in Direzione nazionale né nei gruppi Parlamentari.

Come ricorda Orfini tutto fu deciso in un caminetto nello studio della Bindi ed i Parlamentari furono avvisati che dovevano votare sì e basta.

A proposito di sapere cosa sia il confronto democratico!!!!

Al contrario le riforme del governo Renzi sono state lungamente discusse (ed anche modificate dopo queste discussioni) sia in tante Direzioni nazionali che ancora di più nei gruppi Parlamentari.

Non credo quindi che i “sorridenti” possano prendere lezioni di democrazia dai “musi lunghi”.

A meno che la richiesta di discutere ancora (facendo finta di non sapere che se ne discute da tempo) non significhi semplicemente che si deve discutere fino a che le posizioni della minoranza della minoranza non si impongano contro le posizioni della maggioranza.

E quando questi compagni dicono che c’è stata poca discussione non intendono altro che questo. E cioè la discussione può terminare ed una decisione essere presa solo quando la maggioranza si arrende.

Cara compagna Dini non credo che Renzi ed i sorridenti si fermeranno.

Statene certi.

La Dini poi si avventura a parlare addirittura di pericoli di cui sono portatori le riforme istituzionali. Ed è qui che scatta l’appello a fermarci.

La Dini non li elenca questi pericoli ma li conosciamo dalle cose che dicono Bersani ed il senatore normodotato di razza ariana Corradino Mineo.

E sarebbero un premio di maggioranza che consegna un controllo stretto del premier sul Parlamento e sul governo, il controllo del Partito che vince le elezioni sulla nomina dei giudici della Consulta e sul Presidente della Repubblica.

Se fosse così sarebbe davvero terribile.

Ma non è così.

Con l’Italicum il premio è di 340 deputati (di cui 240 eletti con le preferenze) su un totale di 630, e rispetto alla metà più uno ci saranno soltanto 25 deputati in più (che come dice il senatore Tonini sono una piccola pattuglia di vietcong che possono mettere in difficoltà tranquillamente il governo, ammesso che il Partito che vince le elezioni debba avere come obiettivo di mettere in difficoltà il proprio governo).

Per le elezioni del Presidente della Repubblica poi sarà difficile (grazie ad un emendamento della minoranza) eleggerlo come avviene oggi con la maggioranza assoluta dopo un certo numero di scrutini.

Così come non ci sarà nessun controllo della maggioranza sulla elezione dei 5 giudici Costituzionali per i quali rimane il quorum dei 3/5 per la loro nomina.

Quindi non è come dicono i musi lunghi.

Ma io penso che il merito delle questioni c’entri ben poco nelle loro prese di posizione. Sperano solo di cacciare l’invasore, il ragazzo di provincia che gli ha tolto il giocattolino dalle mani.

Sperano solo di cacciare quello che gli ha tolto il potere, quel potere utilizzato in maniera autoreferenziale e che ha portato i Democratici di Sinistra (il mio precedente partito) a contare appena per il 16% nella competizione elettorale.

Io non ho molte certezze in questa fase. Ne ho però una di sicuro.

Non so dire se Renzi sarà il futuro del centrosinistra, se riuscirà a durare ma indipendentemente da questo so che dopo la ramazzata di Renzi nulla sarà per fortuna più come prima e quelli che in passato decidevano tutto (tra cui nel suo piccolo la signora Dini e tutte le groupdies) con quegli atteggiamenti boriosi che ben conosco, come fosse cosa loro, non ritorneranno mai più.

E noi continueremo ad essere serenamente sorridenti.
di http://manrico.social/blog

Senato, la task force sugli emendamenti: stamparli tutti costerebbe un milione di euro

Senato, la task force sugli emendamenti: stamparli tutti costerebbe un milione di euro


IL segretario generale Serafin mobilita 150 addetti. I tomi peserebbero 80 tonnellate

Di Dino Martirano per IL Corriere Della Sera.it

Elisabetta Serafin è il segretario generale del Senato dal 2011 e per la prima volta ha dovuto chiedere a funzionari, ingegneri, impiegati, addetti alle segreterie delle commissioni, tipografi e informatici di Palazzo Madama di modificare in corso d’opera il piano ferie di agosto per selezionare e catalogare i 513.449 emendamenti presentati al testo della riforma costituzionale del bicameralismo paritario: «In realtà - si lascia sfuggire la dottoressa Serafin prima di ribadire che preferirebbe non commentare in prima persona - si poteva rimandare il lavoro ai primi di settembre ma i nostri funzionari hanno inteso prendere il toro per le corna. E devo dire che c’è stata molta disponibilità da parte di tutti».
Così, se il senatore Roberto Calderoli (Lega) ha assoldato un esperto informatico per sfornare dal computer oltre 500 mila emendamenti (altri 6,5 milioni in preparazione per l’aula), gli uffici del Senato hanno allestito una task force in 48 ore composta dal vicesegretario generale Federico Toniato, dal funzionario della I commissione Affari costituzionali Alessandro Goracci e dall’ingegnere del servizio informatico Giampaolo Araco. Sono state allestite nuove postazioni speciali di lavoro per chi ha ricevuto l’ingrato compito di catalogare e selezionare 513.449 emendamenti: due schermi collegati a un solo computer per trascinare «a pettine», da un file all’altro, gli emendamenti di tutti i gruppi (circa 3 mila) nell’indice naturale costituito da 15 cd consegnati alla commissione da Calderoli con mezzo milione di proposte emendative.
Il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha voluto ringraziare per lo sforzo tutti gli uffici coinvolti, è stato tenuto al corrente dell’operazione «ferie di agosto» con una serie di dati impressionanti. Una sola copia cartacea degli emendamenti (100 tomi da 1.000 pagine ciascuno) pesa 2,5 tonnellate e costerebbe solo di stampa 2.900 euro. Bene, a norma di regolamento (del 1971) il Senato dovrebbe «di regola» stampare almeno 321 fascicoli degli emendamenti, uno per ogni senatore. Così ragionando, però, i tomi da stampare diventerebbero 32.100, le pagine impiegate 32 milioni e 100 mila per un peso complessivo di 80.290 chili (insopportabili dai solai antichissimi di Palazzo Madama) e un costo stratosferico di 930.900 euro.
Il segretario generale Elisabetta Serafin ha dunque preso i dati sul budget annuale concesso per la stampa degli atti (681 mila euro già largamente corrosi dai 50 mila emendamenti presentati da Calderoli e dagli altri gruppi al testo dell’Italicum) e si è fatta due conti. Per cui la linea più probabile sarà quella di offrire il massimo dell’informazione a tutti i senatori utilizzando però il supporto informatico mentre alla commissione presieduta dalla senatrice Anna Finocchiaro verranno riservate le uniche copie cartacee. Il punto sullo stato dell’arte verrà fatto domani quando la task force si riunirà al Senato: l’obiettivo di produzione dei 150 addetti coinvolti è quello di arrivare 50 mila emendamenti catalogati. Se sarà raggiunto c’è un certo ottimismo nel rispettare la tabella di marcia e arrivare così preparati all’appuntamento dell’8 settembre. Ma potrebbe essere tutto inutile se la mancanza di un accordo politico facesse slittare il ddl direttamente in aula.
Perché non addebitare il costo a Calderoli visto 

che lo prende come gioco con i soldi del popolo 

italiano ?


Pd, Staino: «Compagno Cuperlo non vi sopporta più nessuno. Così uccidete la sinistra»

Pd, Staino: «Compagno Cuperlo non vi sopporta più nessuno. Così uccidete la sinistra»



Sergio Staino, il papà di Bobo, scrive una dura lettera, pubblicata dall'Unità, in cui attacca la sinistra Pd, i vecchi dirigenti del partito e in particolare Gianni Cuperlo, definito «un amico fraterno che stimo tantissimo e su cui ho sperato e operato per averlo come segretario».
«Oggi, così come vi comportate con Renzi, a mio avviso state pericolosamente aiutando una futura tragica vittoria di un Salvini o di un Grillo. Io considero Renzi un frutto amaro del nostro partito, un frutto che ci pone ogni giorno problemi difficili e non sempre positivi - scrive Staino nella lettera -. Ma detto questo, non mi riconosco certo in chi vede in lui il rappresentante di una feroce destra neoliberista totalmente asservita al capitale finanziario».
Poi Staino mette nel mirino i vecchi dirigenti del Pd: «Tutti loro, Gianni, sono ormai fuori dalla storia, nel bene e nel male hanno fatto il loro tempo e sono, come capita a tutti, finiti. Un sano atteggiamento riformista deve quindi, oggi, partire da questa constatazione: il lavoro fatto fino a ieri dai nostri dirigenti ha portato Renzi alla segreteria del partito e al governo e quindi, fino a prova contraria, non esistendo altre forze alternative di sinistra, Renzi è quanto di più progressista si possa avere in Italia in questo momento storico».
«Allora, ti chiedo, che senso ha fare una guerriglia interna al Pd quando non si hanno obbiettivi su cui spostare l’opinione, le speranze e la forza dei nostri militanti e dei nostri elettori? Cosa stai offrendo di concreto al loro smarrimento? Nulla. Solo la coscienza che Renzi è una merda. E allora? È chiaro che questo genera scoramento, amarezza e anche al miglior compagno viene la voglia di dire “ma andate a fare in culo tutti quanti”, e non va a votare, o vota grillino, o comincia ad ascoltare Salvini, o tenta la carta disperata di Cofferati, accumulando delusioni su delusioni e aprendo pericolosissime porte. Allora, un compagno serio e io, te lo giuro, ti considero un grande compagno e una persona onesta, seria e generosa, deve farsi carico di questa sofferenza generale e collettiva e lavorare per costruire un’alternativa».
«In questo modo - continua Staino - state uccidendo la sinistra, date un’immagine di voi stessi come degli estremisti disperati che urlano su tutto e tutti senza sapere cosa proporre. Addirittura state rincorrendo le spinte più corporative che sempre sono state presenti nella nostra società, nella scuola, nell’apparato pubblico, nelle fabbriche. Quando le vostre parole d’ordine coincidono con quelle dei Cobas o dei tanti sindacati autonomi, non vi vengono dei dubbi? Dovete smetterla con questa strategia suicida».
«Vai fra la gente, esci fuori dal gruppetto della Sinistra Dem e dai quattro vecchi marpioni che vi sovrastano. Vai fra la gente, come ho fatto io in varie situazioni, in un cinema affollato, in una trattoria, in un autobus e urla: “questa Sinistra Dem ci sta veramente scassando i coglioni”. Avrai come risposta una standing ovation, non vi sopporta più nessuno tranne, ovviamente, Renzi il quale con il vostro atteggiamento così assurdo e fuori dalla storia del nostro partito, si può permettere di twittare “Tanti auguri ai gufi”».
«Questo è tutto quello che mi allontana da te e da quel che rappresentate politicamente - conclude il papà di Bobo -. Io mi sento sempre di sinistra e cerco di portare le idee di sinistra dove posso, a cominciare dal giornale. Un grande abbraccio, Sergio».

8 ago 2015

Dai test genetici alle Tac, la lista nera degli esami che lo stato non pagherà più

Dai test genetici alle Tac, la lista nera degli esami che lo stato non pagherà più

ROMA - Cure dentistiche ospedaliere solo ai ragazzi sotto i 14 anni e ai pazienti economicamente disagiati, stretta sui test genetici, su alcuni esami di laboratorio e sulle prestazioni ad alto costo: in particolare Tac e risonanze magnetiche agli arti, oltre che l'Rmn con mezzo di contrasto per la colonna vertebrale. Sarebbero in tutto 180 le prestazioni, soprattutto diagnostiche, che il ministero della Sanità sta per inserire nella lista nera degli esami "inappropriati" previsti nel decreto sugli enti locali appena convertito dal Parlamento: l'obiettivo del governo è tagliare le spese, dunque queste prestazioni passeranno a totale carico del cittadino. Una spending review che ridisegna le regole che i camici bianchi dovranno seguire prima di prescrivere visite o esami sulla ricetta rossa. La lista dettagliata sarà contenuta nel decreto che il ministero della Salute dovrà adottare entro 30 giorni dall'entrata in vigore del Dl enti locali.
PDF - Il documento del ministero con i criteri di appropriatezza
"Una lista condivisa con i medici". In linea di massima, a giudizio degli esperti del ministero, si tratta di esami a maggiore rischio di uso 'scorretto'. Il ministro Beatrice Lorenzin ha detto che le misure saranno "condivise con i medici" e i sindacati di categoria. Per quanto riguarda i tipi di vincolo, le condizioni di erogabilità prevedono che la prestazione a carico del Ssn sia "limitata a specifiche categorie di destinatari, e/o per particolari finalità, condizioni o indicazioni cliniche". Per conoscere nel dettaglio i criteri prescrittivi per le 180 prestazioni sanitarie bisogna ancora attendere, ma esiste già un documento con "le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva". Inoltre, il dl enti locali prevede che la prescrizione non appropriata possa essere contestata al medico dipendente che rischia sanzioni sul salario accessorio.
Odontoiatria. Nello specifico, per quanto riguarda l'odontoiatria, verranno tutelati soprattutto i ragazzi fino a 14 anni e le persone economicamente disagiate. Le Regioni già da tempo applicano programmi di tutela nell'età evolutiva e l'assistenza odontoiatrica e protesica a determinate categorie vulnerabili. La bozza del documento "si limita a omogeneizzare le condizioni già applicate definendo esplicitamente i criteri utilizzati e specificando per ciascuna prestazione quali sono i soggetti beneficiari (minori fino a 14 anni, vulnerabili per motivi sanitari, vulnerabili per motivi sociali), lasciando comunque alle Regioni il compito di fissare le soglie di reddito o di Isee che discriminano la vulnerabilità sociale". Le prestazioni di odontoiatria interessate sono 35 su 180 (20% circa).
Genetica. Anche per quanto riguarda i test genetici si prevedono tagli. "Si tratta di prestazioni molto onerose - si legge nella bozza - che vengono prescritte da specialisti ed eseguite una sola volta nella vita. Nel decreto saranno riservate alla diagnosi di specifiche malattie genetiche definite in un elenco a parte" Non sarà più possibile prescriverle per una generica mappatura del genoma o a fini di ricerca. Le prestazioni di genetica interessate sono 53 su 180 (30% circa) e alla loro individuazione hanno contribuito esponenti di rilievo della Società italiana di genetica umana (Sigu).

Allergologia. Fra le voci che verranno sottoposte a controlli più rigidi anche l'allergologia. Alcuni test allergologici e le immunizzazioni (cosiddetti vaccini) dovranno essere prescritti solo a seguito di visita specialistica allergologica.
Esami di laboraorio. In tema di esami di laboratorio il provvedimento riguarda: alcune prestazioni di basso costo (il cui importo spesso è già coperto dall'assistito non esente col ticket), per le quali vengono descritte condizioni di erogabilità (non si possono prescrivere per generici follow-up, ma solo in base a precise indicazioni cliniche). In particolare, si prevede che in assenza di qualsiasi fattore di rischio (familiarità, ipertensione, obesità, diabete, cardiopatie, iperlipemie eccetera) il colesterolo e i trigliceridi siano ripetuti ogni 3 anni. Infine prestazioni specifiche potranno essere erogate per la diagnosi e il monitoraggio di specifiche patologie (ad esempio test del sudore per la fibrosi cistica).
Tac e Rmn. Per la diagnostica per immagini il provvedimento si è concentrato solo su Tac e Rmn degli arti e la Rmn della colonna con mezzo di contrasto, per un totale di 9 prestazioni. Il ministero ritiene che la prescrizione di queste prestazioni secondo i livelli di appropriatezza proposti possa contribuire anche a ridurre le liste di attesa.
Dialisi. Per quanto riguarda la dialisi, "le condizioni di erogabilità sono riservate alle metodiche di base (domiciliari e ad assistenza limitata) che risultano appropriate solo per pazienti che non presentano complicanze da intolleranza al trattamento e/o che non necessitano di correzione metabolica intensa. Si tratta di 2 prestazioni".
Medicina nucleare. Infine, per la medicina nucleare le indicazioni di appropriatezza sono limitate a "4 prestazioni di interesse assolutamente specialistico (prescritte dallo specialista), per le quali vengono definite condizioni di erogabilità e indicazioni prioritarie legate a patologie gravi di tipo neoplastico".
Medicina difensiva. In questo contesto verrà affrontata anche la questione della medicina difensiva. Il ministero si è impegnato a contrastare un fenomeno che costa caro al Sistema sanitario nazionale e incide fortemente sull'appropriatezza prescrittiva. Nei prossimi giorni consegnerà un dossier  alla Commissione Affari sociali della Camera, che da tempo lavora sulla responsabilità professionale. L'idea è che le misure sull'appropriatezza viaggino insieme alle norme sulla medicina difensiva. Tra le indicazioni c'è la distinzione tra medico dipendente e libero professionista in caso di presunto errore. La responsabilità civile del medico dipendente del Ssn dovrà essere di natura extracontrattuale con tempi di prescrizione di 5 anni e non di 10 anni come avviene oggi. Inoltre si prevede la definizione nei codici di una fattispecie ad hoc per la colpa medica. Si prevede inoltre una limitazione della rivalsa da parte dell'azienda nei confronti del medico. Ci dovrebbe essere inoltre l'obbligo di una preventiva conciliazione con il cittadino per le strutture pubbliche.

Da msn Notizie.it di VALERIA PINI per Repubblica.it

«Dateci soldi per vivere e condizioni umane» immigrati devastano hotel in Campania

«Dateci soldi per vivere e condizioni umane»
immigrati devastano hotel in Campania

Una protesta clamorosa, in un albergo sulla Domiziana, arteria costiera che collega Napoli a Formia e Gaeta.

Circa trecento immigrati hanno devastato l'hotel Di Francia, dove sono ospitati, lamentando condizioni di vita disumane, dalle scarpe consunte ai servizi igienici inservibili, e il mancato pagamento da parte del Prefetto del ticket money (del valore di circa 2,50 euro al giorno).

I manifestanti hanno gettato in strada materassi e mobili, rallentando anche la sostenuta circolazione verso il mare. E' dovuta intervenire la polizia di Giugliano per sedare il clima di minuto in minuto più teso.

Da IL Messaggero.it
A casa loro avevano una camera da letto cosi ?
Ecco il risultato ad essere caritatevoli....ed ecco come Salvini vincerà le elezioni prossime

3 Scafisti tengono a bada 500 persone, nessuno che si azzarda a fiatare, qui mentre li si aiuta come si può si ribellano e sfasciano tutto ....chissà cosa avrà da dire il buon Francesco ?
O si usa la mano decisa o l' Italia la regaliamo a Salvini e soci.