Una nuova sezione di partito? Con librerie, seminari e spazi aperti
Per
ridare ai partiti il loro ruolo nella società serve una
regolamentazione trasparente per finanziamenti, lobby e fondazioni.
Ma anche per le candidature
Lo
schema della Nazione fondata sui valori della Resistenza attraverso
la grandissima forza aggregante dei partiti di massa che hanno dato
vita alla nostra Costituzione (la cosiddetta “Repubblica dei
partiti”) non esiste più e i partiti oggi non rappresentano il
cuore pulsante degli strumenti di partecipazione alla cosa pubblica
da parte dei cittadini.
Come
potremo recuperare quello spirito che portò la Repubblica dei
partiti a partorire un sentimento nazionale intorno alla Resistenza e
alla Costituzione?
Secondo
me, bisogna assolutamente dare attuazione all’articolo della
Costituzione che conferiva ai partiti il ruolo di strumento dei
cittadini per concorrere alla formazione delle politiche nazionali.
Ricostituire quel sistema per il quale sono i partiti, con regole
certe e trasparenza strutturale, a formare la politica nazionale,
escludendo quel modo di far politica liquido e inconcludente di cui
stiamo diventando ormai indigesti.
Siano
i partiti ad essere più presenti nella società, attraverso attività
che coinvolgano i cittadini non solo per quanto riguarda le mere
attività di elaborazione politica: i partiti devono diventare
dispensatori di cultura, sedi di arricchimento personale per i
cittadini, luoghi aperti e che offrano spazi anche, perché no, per
lo studio, la lettura e attività ricreative. Mi piacerebbe vedere le
sedi di partito con delle aule computer, librerie sul modello book
sharing,
con un angolo bar, aule dove tenere settimanalmente seminari con
amministratori locali, economisti e personalità varie della società
civile, corsi di lingue straniere, ma anche sulla valorizzazione e la
riscoperta del patrimonio artistico, nonché sulle basi del diritto e
dell’educazione civica, temi troppo spesso dimenticati e messi da
parte a scuola.
Tutto
questo passa anche e soprattutto dal riconoscimento della personalità
giuridica dei partiti, una chiara legislazione per le strutture sul
territorio e degli strumenti di democrazia interna per i processi
decisionali. Un sistema di regolamentazione trasparente dei
finanziamenti, una legge su lobby e fondazioni che stabilisca i
rapporti che i partiti possono instaurare con altri soggetti della
società. E lasciatemelo dire, anche per le candidature, dove approdo
naturale sarebbero le primarie per legge.
Ho
elencato alcune delle cose che andrebbero fatte, e non sono temi
secondari. La qualità della nostra democrazia è fondamentale.

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