Velista italiano che viaggiava in solitaria salvato al largo della Martinica
L’imbarcazione
“Tarabaralla” su cui viaggiava il velista
Si
è conclusa alle prime ore della mattina, intorno 4.30 circa, la
drammatica avventura di un velista solitario italiano nell’oceano
Atlantico, tratto in salvo mentre la sua imbarcazione era in procinto
di affondare. Il velista si trovava a bordo della barca
«Tarabaralla», partita dalle Canarie alla volta della Martinica
francese, per la traversata oceanica solitaria.
Nel
tardo pomeriggio di ieri la Centrale Operativa della Guardia Costiera
di Roma, del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ha
ricevuto notizia dai famigliari e da un amico del velista, che questi
si trovava in pericolo a bordo della propria imbarcazione in balia
del mare, in pieno Oceano Atlantico, a circa 1000 miglia ad est delle
Antille francesi, le coste più vicine, con l’unità disalberata
dall’imperversare del mare e priva di motore.
La
Centrale Operativa della Guardia Costiera ha avviato, così, le
operazioni di soccorso da Roma, dapprima con un messaggio circolare
via satellite con cui ha allertato tutte le possibili unità in
transito in quel punto dell’Oceano Atlantico e, nel contempo,
attraverso i propri sistemi satellitari di monitoraggio, mediante i
quali ha potuto individuare le unità più vicine al «Tarabaralla»,
reperendone i contatti e passando tutte le informazioni all’autorità
marittima della Martinica che ha successivamente coordinato il
soccorso all’imbarcazione.
L’autorità
martinicana ha potuto così dirottare sul punto una delle unità
segnalatele dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma,
il trialbero olandese «Oosterschelde», una nave scuola-museo di
inizio secolo dello stato olandese, che, dopo diverse ore di impervia
navigazione, è riuscito a raggiungere l’unità «Tarabaralla»,
affondata subito dopo, riuscendo a salvare il velista. L’unità
olandese con a bordo il velista italiano è ora diretta verso
Martinique
da
La Stampa.it

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