24 feb 2016

Fiat Cassino, Bentivogli: perché gli operai non fanno lo sciopero Fiom

Fiat Cassino, Bentivogli: perché gli operai non fanno lo sciopero Fiom

Di Mario Lavia per L' Unità.TV
Hanno incrociato le braccia 30 operai su 2003

30 operai su 2003. Lo sciopero della Fiom alla Fiat di Cassino è andato male. Lo aveva previsto, il segretario della Fim Cisl Marco Bentivogli che, con Unità tv, prova a spiegare la situazione che riguarda lo stabilimento laziale, da tempo sull’orlo di una crisi molto seria ma adesso alla vigilia di un rilancio.
Bentivogli, se Cassino si riprende è una buona notizia: non era questa la valutazione dei sindacati?
Sì, quello di Cassino è un buon accordo. Il 14 marzo va in linea la Giulia, questo è il primo passo per il rilancio dell’Alfa Romeo. Fra l’altro c’è da dire che si tratta di un piano che prevede un miliardo e mezzo di euro di investimenti, non poca cosa, grazie al quale tutti i lavoratori potranno rientrare in fabbrica. E se i sindacati non appoggiano questo risultato, che ci stanno a fare?
Lo sciopero delle Fiom tuttavia riguardava alcuni aspetti specifici della condizione di lavoro… 
La Fiom ha chiesto ai lavoratori di scioperare su due questioni. Primo, la riduzione della pausa da 40 a 30 minuti: faccio solo osservare che alla Lamborghini, dopo un accordo apprezzatissimo da Landini, gli operai fanno una pausa di 24 minuti. Secondo, la Fiom protesta per lo spostamento della pausa a fine turno: questo è un dogma un po’ ideologico perché la realtà dice che ai lavoratori questo spostamento piace molto e spesso sono proprio i lavoratori a chiederlo.
E quindi?
Quindi la conseguenza inevitabile è che scioperano in 30 su 2003. E l’altro giorno alla Sevel, in Abruzzo, hanno aderito allo sciopero Fiom in 78 su 6300, quindi neanche tutti i delegati Fiom. No, è necessario che aprano una riflessione perché così – come diceva Pintor – si va di sconfitta in sconfitta fino alla vittoria finale…


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