Di Maio (involontariamente) spiega perché la parola dei M5S non vale nulla
Di
Fabrizio Rondolino per L' Unità.TV
Perché
Renzi sceglie Alfano? La spiegazione è sul Fatto
“Perché?”,
si chiede oggi la prima pagina del Fatto a caratteri cubitali.
“Perché – spiega il sommario – Renzi, anziché svendere i
diritti civili ai ‘catto-dem’ e ad Alfano, Formigoni, Giovanardi,
Schifani & C., non consente ai senatori di votare da oggi una
legge che l’Italia attende da 30 anni?”.
Legge
che, secondo il grafico che accompagna il titolo, sarebbe approvata
– stepchild adoption inclusa – da 199 senatori del Pd, di Sel, di
Ala (Verdini oggi è nell’elenco dei buoni), del gruppo misto
e del M5s.
E’
una domanda importante: il Fattone è tra coloro che considerano la
parità fra matrimonio eterosessuale e matrimonio omosessuale un
principio elementare di civiltà, che giudicano il ddl Cirinnà
nella sua interezza nient’altro che il mimimo sindacale, che non
sopportano le ingerenze clericali nella vita democratica dello
Stato laico.
Ma
esiste anche la realtà, ed è sufficiente leggere la terza
pagina del Fatto per avere la risposta alla domanda che campeggia in
prima.
E’
Luigi Di Maio, il giovane portavoce della Casaleggio Associati, a
spiegare come stanno le cose in una lunga e istruttiva
intervista. Secondo la ricostruzione del Fatto, i senatori
grillini “erano pronti a votare il ‘supercanguro’, purché
spacchettato. Poi in aula hanno virato all’ultimo minuto
perché la Lega aveva ritirato 4500 emendamenti”.
“Non
è così – risponde Di Maio –. Quella sera ho telefonato
alla capogruppo […] e mi ha confermato che il gruppo è sempre
stato per il no all’emendamento Marcucci”.
Eppure
c’è un sms “mandato dai vostri senatori a Monica Cirinnà
con il sì al canguro, ‘sia integro che spacchettato’”,
incalza l’intervistatore. E Di Maio risponde: “Cirinnà ha
scelto di non parlare con il nostro capogruppo. Ha scelto di
credere che una valutazione a titolo personale fosse un
accordo ufficiale”.
Dunque
nella Casaleggio Associati le cose funzionano così: i senatori
possono liberamente discutere al proprio interno e decidere il
sì al “supercanguro”; possono altresì liberamente parlare
con senatori di altri gruppi, comunicare loro le decisioni prese in
assemblea e impegnarsi a rispettarle; possono infine annunciare
via sms come voteranno in aula – finché Di Maio non alza il
telefono e stabilisce che si fa in un altro modo.
Ecco
perché il ddl Cirinnà sarà approvato senza stepchild adoption,
ecco perché Renzi ha dovuto ripiegare su Alfano: perché la
parola del M5s non vale nulla.

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