Professoroni in campo, Renzi ha già vinto
Zagrebelsky e Rodotà contro il referendum previsto dalla legge chiedono un referendum
I
professoroni, li ricordate? Bene, eccoli di nuovo insieme per una
“reunion” che parte con toni bellicosi ma in realtà è un
piagnisteo.
Già,
perchè Zagrebelsky, Rodotà, Villone, Ferrara, Carlassare e i soliti
noti giuristi “contro” scendono in campo, sponsorizzati dal Fatto
e da Eugenio Scalfari, non contro la legge Boschi che trasforma il
Senato, abolisce il Cnel, riduce il numero dei parlamentari e rende
più snello e veloce il procedimento legislativo (tutte cose che
quando erano più giovani i suddetti giuristi sostenevano): ma contro
il referendum già previsto dai proponenti (Boschi).
E
no, mica possono essere i favorevoli a fissare il referendum.
Questa è dittatura. Anzi come piace dire a tutti gli antiriformisti,
un plebiscito. Dobbiamo essere noi giuristi democratici, magari
con Grillo e Fratoianni, a convocarlo. Questa è democrazia.
Non
è dunque lo strumento in sé in discussione. Ma il soggetto che lo
attiva. Mah.
L’attenta
Paola Zanca sul Fatto ci informa anche che gli stessi arzilli
professoroni vogliono un referendum sull’Italicum (Pippo
Civati gli potrebbe fare una lezione sul fallimento della raccolta
delle firme su questo tema) ma su questo Grillo non è d’accordo
mentre altri “soggetti” come Arci, Cgil, Anpi “stanno
riflettendo” (c’è da preoccuparsi?).
Insomma,
la campagna elettorale è già partita. Lo slogan è di facilissima
comprensione nella sua linearità: No al referendum, Sì al
referendum. Poi dice che perdono sempre.
Fabrizio
Rondolino per L' Unità.TV

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