22 gen 2016

Ilva, l'amministrazione straordinaria chiede due miliardi agli eredi Riva

Ilva, l'amministrazione straordinaria chiede due miliardi agli eredi Riva


I tre commissari Piero Gnudi, Corrado Carruba ed Enrico Laghi hanno depositato al Tribunale civile di Milano una causa con cui chiedono di recuperare a favore della procedura risorse che la famiglia avrebbe sottratto alla società



MILANO - “Ridateci due miliardi di euro”. I tre commissari dell’Ilva, Piero Gnudi, Corrado Carruba ed Enrico Laghi hanno avviato una causa civile contro gli eredi dell’ex patron del gruppo dell’acciaio, Emilio Riva. La richiesta, depositata al Tribunale di Milano, poggia sulla convinzione che la famiglia abbia sottratto quei denari all’azienda attraverso triangolazioni finanziarie con la Riva Forni elettrici, la Riva Fire e una società lussemburghese, soldi che invece di finire nelle casse della società sarebbero volati all’estero.

La richiesta dell’amministrazione straordinaria ricalca in parte il tentativo della magistratura milanese di recuperare un miliardo e 200 milioni di risorse sequestrati ai Riva per reati fiscali e depositati in Svizzera. L’ordinanza del giudice milanese Fabrizio D’Arcangelo è stata però bloccata dai colleghi elvetici che hanno negato il trasferimento dei denari in Italia in quanto “costituirebbe un esproprio senza un giudizio penale”. Gli eredi di Emilio Riva hanno rinunciato all’eredità solo in Italia, mentre in Svizzera
si sono opposti allo sblocco del tesoro. Anche in questo caso si tratta di somme che per la magistratura italiana sono state sottratte dai Riva alle loro stesse aziende e soci, accantonate su trust in paradisi fiscali e poi fatte rientrate illecitamente in Italia attraverso lo scudo fiscale.
Di di EMILIO RANDACIO per Repubblica.it


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