21 dic 2015

Roma a caccia di idee, la ricetta dei quarantenni

Roma a caccia di idee, la ricetta dei quarantenni

di Mario Ajello per IL Messaggero.it
Non si tratta di schieramenti politici. Ma di idee. Quella che si impone su tutte, e che potrebbe rappresentare una svolta o almeno la condizione preliminare per ridare a Roma lo slancio che ha perduto, emerge con chiarezza da uno studio sul campo condotto da una ventina di giovani studiosi e professionisti tra i 30 e i 40 anni per l'associazione Italia Decide, presieduta da Luciano Violante. Roma deve essere dotata di una nuova forma di governo. La sua organizzazione amministrativa non può più essere identica a quella di Pinerolo o di Acireale o di altre città medie d'Italia. Violante fornisce alcuni dati che spiegano l'inadeguatezza dell'attuale forma di governo dell'Urbe: «Roma ha 1285 chilometri quadrati, Milano 181, Torino 130. Quanto alle capitali straniere, Berlino ha 891 chilometri quadrati. Parigi 105. Soltanto Londra supera Roma in estensione, con 1577 chilometri quadrati. La capitale inglese, ma non solo questa, è costituita da tante municipalità autonome, anche fiscalmente». Roma deve adeguarsi, dunque, al modello Londra? «Il modello - spiega Violante - si vedrà, anzi va visto al più presto. L'importante, intanto, è capire che la rinascita di Roma passa anche attraverso una nuova forma di governo della città».
NUOVA LEADERSHIP

La Questione Capitale - in questa fase in cui si è toccato il fondo - ha estremo bisogno di essere affrontata attraverso stimoli e contributi da parte di qualsiasi soggetto. Per battere anzitutto l'indifferenza che ha pesato su questa città, da parte delle élites e dell'insieme dei cittadini, e l'ha resa spaesata e fragile. Un'associazione come Italia Decide è proprio l'esempio di quanto serva un nuovo protagonismo pubblico e collettivo, per fornire strumenti di intervento e di governo a chi poi, dalla destra alla sinistra, passando per le liste civiche e per tutti i protagonisti elettorali, dovrà amministrare Roma. E questo ruolo di stimolo non è rivolto solo ai soggetti politici, ma anche a quelli imprenditoriali e alle forze sociali. Dal sondaggio di Swg illustrato a Italia Decide emerge una indicazione importante: i romani sono più attenti alla squadra di cui il nuovo sindaco si doterà piuttosto che al nome del sindaco. Concentrano cioè le loro aspettative su chi si occuperà di trasporti, chi di scuola, chi di welfare, chi di rifiuti, chi di decoro urbano. E' maggioritaria la convinzione che serva una leadership allargata in una città complessa. Osserva ancora Violante: «Roma offre servizi alla nazione. Mentre le altre città offrono servizi a se stesse. A Roma operano tutti i grandi corpi politici, tutte le grandi magistrature, molte sedi internazionali a partire dalla Fao. Aggiungerei che Roma offre servizi al mondo. È la sede del Vaticano. Roma inoltre ha circa la metà del patrimonio culturale italiano, che è tra i più importanti del mondo. Questi aspetti nazionali e globali non possono essere estranei alla forma di governo che Roma deve avere». Nel corso della ricerca Italia Decide ha ascoltato anche Giuseppe De Rita, il quale ha battuto sul tasto del dissolvimento della borghesia ma soprattutto sulla necessità di un nuovo «civismo urbano». Di cui Roma lamenta storicamente un deficit, quasi che il suo status di Capitale, e la sua falsa credenza di poter continuare per sempre ad essere protetta dal proprio nome, abbiano de-responsabilizzato tutti. Producendo quella distrazione, assai poco civica, che ha contribuito ad allargare la distanza tra società e politica nella quale ha prosperato il «mondo di mezzo» del malaffare e perfino della mafia.
IL TESSUTO

Dunque, come dice Violante, «c'è da costruire un tessuto connettivo in questa città». E intanto emergono, sul piano pratico, alcune proposte targate Italia Decide. Cambiare la forma di governo. Rigenerare l'economia edilizia attraverso la ricostruzione, l'efficientamento e l'ampliamento dell'esistente. Limitare l'uso del mezzo di trasporto privato, puntando sul completamento del sistema infrastrutturale: conclusione della metro C, creazione di tramvie, ripartenza del progetto della metro D. Grande campagna di fundraising internazionale (per i grandi investitori) e di crowdfunding (per i cittadini del mondo) per il restauro delle opere artistiche della città, che sono un tesoro universale. Fare di Roma una Capitale di salute, ossia un distretto medico-sanitario-universitario di grande eccellenza. E ancora: incentivare un mercato del lavoro professionale e giovane che animi il settore terziario, con particolare attenzione alle professionalità digitali. Il menù è questo? Ce ne possono essere tanti altri. Basta che ci si sbrighi, da parte di tutti, a metterli sulla tavola di un futuro necessario.

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