Oltre l’Isis, le vere ragioni del trionfo di Marine Le Pen
Il segreto di Marine Le Pen sta in un mix di abilità retoriche e acume politico
C’è
poco da dire, il Front National di Marine Le Pen ha stravinto il
primo turno delle elezioni regionali francesi svoltosi ieri in
Francia. Primo
partito nazionale con
oltre il 28% dei voti,
è in testa in 6 delle 13 nuove super-regioni della Francia
metropolitana nate dalla fusione delle precedenti 22.
Comprensibilmente,
di fronte ad un fatto politico di simile portata, già abbondano
analisi di ogni tipo. C’è poco da dire o scrivere che non sia già
stato detto o scritto su questo risultato, sulle sue cause e sulle
sue possibili conseguenze, per cui vorrei solamente sottolineare tre
ingredienti secondo me fondamentali nella ricetta vincente del nuovo
Front National di Marine Le Pen. Li chiamerei, azzardando un po': il
passaggio di successione perfetto; la forza rispettabile e
rassicurante; la gestione perfetta del dopo Parigi.
In
primis, ciò che realmente stupisce è il modo in cui Marine abbia
saputo non solo ereditare dal padre Jean Marie la guida di un partito
che nel 2002 aveva raggiunto lo storico traguardo del ballottaggio
presidenziale, ma anche fare di tale passaggio di successione il
crocevia per una nuova avvincente e fortunata storia. L’ereditarietà
della leadership di un partito populista della destra radicale
fortemente personalizzato – come è il FN – costituisce, nel
panorama mondiale della scienza politica, un elemento delicatissimo e
altamente controverso che spesso dà adito a processi fallimentari
che vedono il partito in questione dissolversi o comunque perdere
consenso. Nel caso dei Le Pen sembra essere accaduto esattamente
l’opposto, con l’effetto rivitalizzante della nuova leadership di
Marine. Abilità retoriche e comunicative, revisione o rimodulazione
degli elementi maggiormente legati al bagaglio ideologico
dell’estrema destra neofascista, abbandono dei tratti
eccessivamente nazionalistici, xenofobi e razzisti: ecco il segreto
del rilancio del FN guidato da Marine Le Pen, la quale – credetemi
– non potrà che gioire e rallegrarsi dei continui e ripetuti
strali lanciati dal padre verso la figlia e la sua nuova creatura.
Il
secondo elemento vincente della strategia di Marine Le Pen sta
nell’accreditarsi agli occhi di tutta l’opinione pubblica come
il leader
di una forza rispettabile e rassicurante –
altro che il cordone sanitario necessario ai tempi del padre! Marine
rispetto al padre è giovane e donna, meno eccessiva nei toni e
raramente fuori luogo, e benché la sua proposta politica sia quella
di un partito populista, nazionalista di destra, antieuropeista e
sostanzialmente anti-immigrati, è sempre attenta a presentare sé e
il suo Front National come in perfetta sintonia con gli umori, le
opinioni e i bisogni del francese medio. Come scriveva il politologo
Taggart “il nuovo populismo si presenta a destra, contro il sistema
e tuttavia si definisce come nella ‘mentalità corrente’”.
Marine Le Pen in questo è bravissima.
Terzo,
e in connessione, c’è l’ottima gestione della fase successiva
agli attentati di Parigi (peraltro erano giorni di piena campagna
elettorale). Il Front National ha sospeso i propri appuntamenti, si è
stretto attorno al dolore della Nazione e ha lasciato che a parlare e
ad agire fossero il Presidente
Hollande e
il governo Valls. Ha
rinunciato al facile sciacallaggio, ha preferito il silenzio e il
cordoglio,
e con ciò ha incrementato il proprio potenziale di credibilità e
rassicurazione.
“Siamo
noi l’unico vero fronte repubblicano”, ha affermato stanotte
Marine Le Pen. Ecco, uno dei punti di forza del doppio turno francese
è sempre stata l’extrema ratio di un “fronte repubblicano”al
secondo turno per tagliare fuori le forze estremiste.
Il fatto che dopo questo primo turno Marine Le Pen si accrediti come
unico autentico fronte repubblicano di Francia – e che ciò risulti
credibile e perfino rassicurante – è un fatto nuovo e che merita
molta attenzione.
Di
Francesco Pignotti per L' Unità.TV

Nessun commento:
Posta un commento