Lo strano Natale di Roma. Due mesi dopo Marino non si sta peggio
Il
prefetto Tronca fa quello che può, e ora ha anche la grana dello
smog
Parafrasando
Don Abbondio verrebbe da chiedersi: Marino, chi era costui? Già,
sono passati meno di due mesi dalle dimissioni più rocambolesche
della storia umana e da allora, come capita in questi casi, lo
sventurato non rispose – siamo in vena di citazioni manzoniane –
tranne che per una partecipazione ad una iniziativa di Sel, partito
sempre attento alle sorti del Paese e della Capitale, ma per il resto
di Ignazio Marino non s’è più saputo niente.
Ma,
chiediamoci, da quando al Campidoglio non c’è più il
chirurgo-senatore-marziano la situazione a Roma è migliorata o
peggiorata? Sentiamo già la voce del popolo: ma perché, a Roma le
cose possono migliorare?
E
invece sì, ci sono stati momenti in cui Roma è migliorata –
dovrebbero mandare ogni giorno un saluto a Renato Nicolini, quelli
che c’erano in quelle estati romane – quindi non facciamo i
soliti qualunquisti, scettici, anche un po’egoisti. Pure in anni
più recenti le cose andavano meglio – un saluto a Francesco
Rutelli e Walter Veltroni, altro che storie.
Negli
ultimi tempi, dopo la gestione Alemanno – un saluto anche a lui,
recentemente rinviato a giudizio – c’è stato il tempo anarchico
di Marino, nel quale la città si è come autogovernata, che è una
bella parola per dire che è stata abbandonata a se stessa. Inutile
tornarci sopra. Ora c’è il prefetto Tronca, molto austero, di
poche parole.
Non
è l’uomo che può risolvere i problemi di Roma, nessuno gli chiede
questo. Gli è anche capitata la strana sorte di questo magnifico
tempo, cielo azzurro, sole e temperature che sembra di essere in un
mite aprile più che a Natale e visto che abbiamo riposto gli
ombrelli da tempo immemorabile, sui sette Colli aleggia un
conseguente aumento dello smog, e quindi vai con le targhe alterne e
relative imprecazioni dei romani con targa pari quando si circola con
targa dispari e viceversa, e immaginiamoci fin d’ora una
situazione surreale nei giorni in cui ci sarà lo stop totale.
L’apertura
del Giubileo è andata nel migliore dei modi – merito di Gabrielli
– e ci sembra che la sicurezza sia garantita. E non era scontato.
I
romani escono a godersi il sole, Piazza Navona vuota è bellissima,
c’è il solito traffico, la gente guarda le vetrine e non
compra niente – ma no, qualcosina compra – e insomma a farla
breve la situazione non è né migliorata né peggiorata. È come
sempre, Roma, un casino di incommensurabile bellezza e di
intollerabile incuria. Fra Tronca e Marino non c’è molta
differenza: il che è molto preoccupante per la Politica. Per Marino.
Già, ma chi era costui?
Di
Mario
Lavia per L'Unità.TV

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