27 dic 2015

Lo strano Natale di Roma. Due mesi dopo Marino non si sta peggio

Lo strano Natale di Roma. Due mesi dopo Marino non si sta peggio


Il prefetto Tronca fa quello che può, e ora ha anche la grana dello smog

Parafrasando Don Abbondio verrebbe da chiedersi: Marino, chi era costui? Già, sono passati meno di due mesi dalle dimissioni più rocambolesche della storia umana e da allora, come capita in questi casi, lo sventurato non rispose – siamo in vena di citazioni manzoniane – tranne che per una partecipazione ad una iniziativa di Sel, partito sempre attento alle sorti del Paese e della Capitale, ma per il resto di Ignazio Marino non s’è più saputo niente.
Ma, chiediamoci, da quando al Campidoglio non c’è più il chirurgo-senatore-marziano la situazione a Roma è migliorata o peggiorata? Sentiamo già la voce del popolo: ma perché, a Roma le cose possono migliorare?
E invece sì, ci sono stati momenti in cui Roma è migliorata – dovrebbero mandare ogni giorno un saluto a Renato Nicolini, quelli che c’erano in quelle estati romane – quindi non facciamo i soliti qualunquisti, scettici, anche un po’egoisti. Pure in anni più recenti le cose andavano meglio – un saluto a Francesco Rutelli e Walter Veltroni, altro che storie.
Negli ultimi tempi, dopo la gestione Alemanno – un saluto anche a lui, recentemente rinviato a giudizio – c’è stato il tempo anarchico di Marino, nel quale la città si è come autogovernata, che è una bella parola per dire che è stata abbandonata a se stessa. Inutile tornarci sopra. Ora c’è il prefetto Tronca, molto austero, di poche parole.
Non è l’uomo che può risolvere i problemi di Roma, nessuno gli chiede questo. Gli è anche capitata la strana sorte di questo magnifico tempo, cielo azzurro, sole e temperature che sembra di essere in un mite aprile più che a Natale e visto che abbiamo riposto gli ombrelli da tempo immemorabile, sui sette Colli aleggia un conseguente aumento dello smog, e quindi vai con le targhe alterne e relative imprecazioni dei romani con targa pari quando si circola con targa dispari e viceversa, e immaginiamoci fin d’ora una situazione surreale nei giorni in cui ci sarà lo stop totale.
L’apertura del Giubileo è andata nel migliore dei modi – merito di Gabrielli – e ci sembra che la sicurezza sia garantita. E non era scontato.
I romani escono a godersi il sole, Piazza Navona vuota è bellissima, c’è il solito traffico, la gente guarda le vetrine e non compra niente – ma no, qualcosina compra – e insomma a farla breve la situazione non è né migliorata né peggiorata. È come sempre, Roma, un casino di incommensurabile bellezza e di intollerabile incuria. Fra Tronca e Marino non c’è molta differenza: il che è molto preoccupante per la Politica. Per Marino. Già, ma chi era costui?
Di Mario Lavia per L'Unità.TV

 

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