24 dic 2015

IL 2015 DEL GOVERNO RENZI.....una precisazione al M5S

IL 2015 DEL GOVERNO RENZI



Come di consuetudine il Premier Matteo Renzi, attarverso l’uso dei social network, ci informa dei traguardi raggiunti dal Governo da lui presieduto.
Di qualche minuto fa l’ultimo post su Facebook che qui riportiamo integralmente.
E’ stato un anno complicato ma dei risultati si sono raggiunti, speriamo veramente che il processo riformatore continui nel 2016.
Già  sappiamo da tempo che nell’ Autunno 2016  ci sarà il Referendum sulla Riforma Costituzionale del Senato, una “partita” importantissima dove il Governo si gioca tutto.
Un anno fa – l’8 novembre 2014 – ho scommesso con l’ad di Autostrade Castellucci, che saremmo riusciti ad aprire la variante di valico prima di Natale 2015.
Non ci credevano in tanti.
Come non credevano all’Expo, come non credevano all’eliminazione dell’Imu e della Tasi, come non credevano al JobsAct, come non credevano alla legge elettorale e alle riforme, come non credevano all’assunzione degli insegnanti, come non credevano ai 16 miliardi di flessibilità europea.
E invece questo 2015 si chiude con risultati e fatti concreti. L’Italia è forte.
E domani andiamo a inaugurare sei restauri a Pompei. Buona giornata a tutti.


Di Maio e company, attraverso l’uso dei social network e blog, stanno facendo girare la notizia che la Banif, Banca Portoghese, è stata salvata con gli aiuti di stato.
Dietro questa affermazione priva di fondamento c’è la critica piena di demagogia al decreto salva-banche varato dal governo per salvare quelle  quattro banche.
Tentiamo di spiegare per sommi capi cosa è accaduto.
Lo stato secondo alcune regole europee può intervenire solo dopo l’azzeramento delle obligazioni subordinate e delle azioni.
Infatti  come afferma un comunicato della Commissione Europea:  “Gli azionisti di Banif e i possessori delle obbligazioni subordinate hanno pienamente contribuito ai costi di risoluzione riducendo la necessità di aiuti di Stato, in linea con i principi di ripartizione degli oneri”.
Ci sono delle differenze tra il caso portoghese (tanto osannato da Di Maio e il M5S!) e quello italiano. Nel caso portoghese una parte delle perdite è stata stata coperta con fondi pubblici, quindi mettendo le mani nelle tasche dei contribuenti, in quello italiano è intervenuto soltanto il Fondo di Risoluzione alimentato dalle risorse private di altre banche.
Inoltre come afferma Irene Tinagli nel suo profilo Facebook: “Nonostante BANIF fosse pubblica e abbia risucchiato i soldi di azionisti, risparmiatori e contribuenti, per poter salvare il salvabile lo Stato dovrà comunque venderla al Santander. E questo sarebbe il modello che secondo i 5 stelle dovremmo seguire…“
di Massimo Minetti Filosofo



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