IL 2015 DEL GOVERNO RENZI
Come
di consuetudine il Premier Matteo Renzi, attarverso l’uso
dei social
network,
ci informa dei traguardi raggiunti dal Governo da lui presieduto.
Di
qualche minuto fa l’ultimo post su Facebook che qui riportiamo
integralmente.
E’
stato un anno complicato ma dei risultati si sono raggiunti, speriamo
veramente che il processo riformatore continui nel 2016.
Già
sappiamo da tempo che nell’ Autunno 2016 ci sarà il
Referendum sulla Riforma Costituzionale del Senato, una “partita”
importantissima dove il Governo si gioca tutto.
Un
anno fa – l’8 novembre 2014 – ho scommesso con l’ad di
Autostrade Castellucci, che saremmo riusciti ad aprire la variante di
valico prima di Natale 2015.
Non ci credevano in tanti.
Come non credevano all’Expo, come non credevano all’eliminazione dell’Imu e della Tasi, come non credevano al JobsAct, come non credevano alla legge elettorale e alle riforme, come non credevano all’assunzione degli insegnanti, come non credevano ai 16 miliardi di flessibilità europea.
E invece questo 2015 si chiude con risultati e fatti concreti. L’Italia è forte.
E domani andiamo a inaugurare sei restauri a Pompei. Buona giornata a tutti.
Non ci credevano in tanti.
Come non credevano all’Expo, come non credevano all’eliminazione dell’Imu e della Tasi, come non credevano al JobsAct, come non credevano alla legge elettorale e alle riforme, come non credevano all’assunzione degli insegnanti, come non credevano ai 16 miliardi di flessibilità europea.
E invece questo 2015 si chiude con risultati e fatti concreti. L’Italia è forte.
E domani andiamo a inaugurare sei restauri a Pompei. Buona giornata a tutti.
Di
Maio e company, attraverso l’uso dei social
network e blog,
stanno facendo girare la notizia che la Banif, Banca Portoghese, è
stata salvata con gli aiuti di stato.
Dietro
questa affermazione priva di fondamento c’è la critica piena di
demagogia al decreto salva-banche varato dal governo per salvare
quelle quattro banche.
Lo
stato secondo alcune regole europee può intervenire solo dopo
l’azzeramento delle obligazioni subordinate e delle azioni.
Infatti
come afferma un comunicato della Commissione Europea: “Gli
azionisti di Banif e
i possessori delle obbligazioni subordinate hanno pienamente
contribuito ai costi di risoluzione riducendo la necessità di aiuti
di Stato, in linea con i principi di ripartizione degli oneri”.
Ci
sono delle differenze tra il caso portoghese (tanto osannato da Di
Maio e il M5S!) e quello italiano. Nel caso portoghese una parte
delle perdite è stata stata coperta con fondi pubblici, quindi
mettendo le mani nelle tasche dei contribuenti, in quello italiano è
intervenuto soltanto il Fondo di Risoluzione alimentato dalle risorse
private di altre banche.
Inoltre
come afferma Irene Tinagli nel suo profilo Facebook: “Nonostante
BANIF fosse pubblica e abbia risucchiato i soldi di azionisti,
risparmiatori e contribuenti, per poter salvare il salvabile lo Stato
dovrà comunque venderla al Santander. E questo sarebbe il modello
che secondo i 5 stelle dovremmo seguire…“
di
Massimo Minetti Filosofo


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