Quarto, il patto segreto: "Mandare avanti i nuovi ma dietro noi vecchi". Grillo: farò tour anti-Pd
di
ANNALISA CUZZOCREA e DARIO DEL PORTO
per Repubblica.it
L'inchiesta
che scuote gli M5S. Oggi sesto interrogatorio in Procura per la
sindaca Rosa Capuozzo, espulsa dal movimento. In una intercettazione
l'ex pd Ferro tratteggia un piano per "pilotare" la giunta
del sindaco 5Stelle. Ultimatum agli altri consiglieri comunali:
dimettetevi o siete fuori. Le conversazioni con Di Maio: "Non
sapeva"
Un
patto segreto: le facce nuove avanti, in prima fila, con il simbolo
dei Cinque Stelle. E i vecchi politici dietro, a tirare le fila. Come
l'ex Pd Mario Ferro, ora indagato per voto di scambio aggravato dalla
finalità mafiosa. Emerge anche questo retroscena, dalle carte
dell'inchiesta su Quarto che sta scuotendo il movimento di Beppe
Grillo. Intanto continua il pressing della Procura sul sindaco della
città flegrea. Evidentemente più di tre ore di faccia a faccia non
sono bastate, martedì sera, a Rosa Capuozzo, per colmare tutte le
lacune della storia e fornire elementi utili ai pm che indagano sul
ricatto di cui il primo cittadino fu vittima.
"Quarto
è un caso chiuso". Beppe Grillo in fuga fra gli stand di Pitti
Uomo
E dunque alle 14 di oggi l'attende un nuovo appuntamento con i magistrati: per lei è la sesta volta, sempre nella veste di testimone. A rivolgere le domande ci sarà anche il procuratore aggiunto antimafia Giuseppe Borrelli, che coordina l'inchiesta del pm Henry John Woodcock con il procuratore aggiunto Filippo Beatrice. Saranno verosimilmente affrontati, ancora una volta, i nodi della tentata estorsione messa a segno ai danni del sindaco dall'ex consigliere grillino Giovanni De Robbio, indagato anche per aver ricevuto il sostegno elettoreale dell'imprenditore delle pompe funebri Alfonso Cesarano, ritenuto vicino al potente clan camorristico Polverino.
Caso
Quarto, il Pd lancia l'hashtag #Quaterloo
Rosa Capuozzo, espulsa dal Movimento Cinque stelle ma determinata a non lasciare la guida dell'amministrazione, sarà invece martedì prossimo a Palazzo San Macuto per rispondere alla commissione parlamentare Antimafia. Adesso tutti i consiglieri di maggioranza, se continueranno a sostenere la giunta Capuozzo, rischiano l'espulsione dal M5s. Nel verbale di martedì sera, il sindaco ha spiegato di non aver denunciato le pressioni di De Robbio per tutelare il Comune. E ha escluso di aver mai parlato direttamente con i leader di M5s di ricatti né delle amicizie pericolose di De Robbio, confermando così quanto affermato dal presidente della commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico e dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Gli inquirenti però vogliono altri chiarimenti.
Rosa Capuozzo, espulsa dal Movimento Cinque stelle ma determinata a non lasciare la guida dell'amministrazione, sarà invece martedì prossimo a Palazzo San Macuto per rispondere alla commissione parlamentare Antimafia. Adesso tutti i consiglieri di maggioranza, se continueranno a sostenere la giunta Capuozzo, rischiano l'espulsione dal M5s. Nel verbale di martedì sera, il sindaco ha spiegato di non aver denunciato le pressioni di De Robbio per tutelare il Comune. E ha escluso di aver mai parlato direttamente con i leader di M5s di ricatti né delle amicizie pericolose di De Robbio, confermando così quanto affermato dal presidente della commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico e dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Gli inquirenti però vogliono altri chiarimenti.
La
sindaca di Quarto: "Faremo un grande progetto del Movimento
Cinque Stelle senza il simbolo"
"Le
conversazioni via whatsapp che ho avuto con Di Maio rappresentano
unicamente la condivisione con i vertici del M5S delle difficoltà
politiche che stavamo affrontando", ha scritto il sindaco in una
nota. Intanto il prefetto Gerarda Pantalone ha chiesto ai pm gli atti
per verificare se sussistano i presupposti per insediare la
commissione d'accesso nel comune già sciolto due volte per
infiltrazioni camorristiche.
I
magistrati trasmetteranno solo la documentazione già depositata. A
cominciare dall'informativa dei carabinieri di Pozzuoli che riporta
le intercettazioni poste alla base di questo primo capitolo
dell'indagine. Pagine ricche di spunti. In una delle conversazioni,
il 23 agosto 2015, l'ex consigliere comunale del Pd Mario Ferro,
indagato con De Robbio per voto di scambio con l'aggravante mafiosa,
discute con un politico di Pozzuoli della scelta di proporre ai
politici locali volti nuovi. "Facciamo un passo indietro tutti i
vecchi... mettiamo i ragazzi avanti... i nuovi... e noi ci stiamo
dietro", dice l'amico di Ferro. E quest'ultimo annuisce:
"L'abbiamo fatto proprio a Quarto... con questi dei Cinque
Stelle... lo abbiamo fatto con i Cinque Stelle e lo abbiamo fatto
pure con De Robbio".
Quarto,
i 5 stelle: "Niente dimissioni, andiamo avanti"
Ma
a Roma, il Movimento ha una gran fretta di dimenticare e andare
avanti. "Le dichiarazioni di Rosa di oggi dimostrano che contro
di noi è stata fatta un'infamia ", si sfoga Roberto Fico. "È
lei stessa a dire che non sapevamo nulla". È il giorno in cui i
5 stelle rifiatano e tornano in buvette. Quello segnato dalla parola
d'ordine: contrattacco. Per questo, il blog continua la campagna con
cui chiede le dimissioni ai sindaci pd indagati. E per questo Beppe
Grillo si è fatto vedere a Pitti Immagine Uomo, a Firenze, a
sentenziare: "Il caso è chiuso", per poi fuggire dai
cronisti facendo l'autostop e invitandoli a inventare quel che
vogliono.
Ma
il caso Quarto ha di fatto tirato giù il capo politico dei 5 stelle
dal palco in cui era intento a provare lo spettacolo che porterà nei
teatri a febbraio. Lo ha riportato a "mettere la faccia"
sul Movimento dopo mesi di disimpegno. Per questo la vendetta
meditata, una serie di blitz nei comuni amministrati dal Pd con
sindaci o consiglieri indagati, per portare lì le
stesse
telecamere arrivate a Quarto, non è solo una vendetta contro chi
oggi accusa l'M5S. È anche la rivalsa del fondatore nei confronti di
quel direttorio che era stato osannato come la "normalità"
vincente nei sondaggi e promettente alle urne, e che ha invece
mostrato tutto a un tratto la sua vulnerabilità. L'incapacità di
conoscere e tenere a bada il magma complesso che è diventato -
crescendo - il Movimento 5 stelle.



