Fabrizio De Andrè: 76 anni fa nasce Faber, poeta dell’inclusione
Il
18 Febbraio 1940 viene al mondo uno dei più importanti cantautori
italiani, la cui opera testimonia, ancora oggi, il valore della
tolleranza e dell’inclusione tra le culture. Lo ricordiamo con 5
brani storici
Uno
dei molteplici temi di cui sono impregnate le canzoni di Fabrizio De
André è quello dell’inclusione, intesa come una spinta tesa a
integrare a livello emotivo, umano e sociale, gli individui con le
loro pulsioni e le loro storie. Uno sguardo che riesce a tenere
insieme le contraddizioni dell’umanità, spesso focalizzato su
coloro che ne sono ai margini, sulle loro vicende di dannazione e di
peccato. La capacità di comprendere a fondo l’intima lacerazione
dell’uomo va sempre di pari passo, in De André, con la schietta
condanna dei soloni e dei moralisti di turno, i benpensanti che si
ergono a metro di giudizio: come quelli che oggi pensano di essere i
veri depositari del suo verbo e di poter scegliere chi sia degno di
parteciparne e chi meno. Invece, uno degli insegnamenti maggiori che
possiamo trarre dalla sua opera è che ognuno di noi può farne
tesoro, ma nessuno può rivendicare il diritto più degli altri di
prenderla ad esempio, citarla come metro di paragone, farla propria.
Oggi, nel giorno del 76esimo anniversario della sua nascita, vogliamo
celebrare De André riproponendovi cinque sue storiche canzoni, in un
percorso che, senza alcuna pretesa di esaustività, segue un filo
conduttore puramente emotivo e soggettivo. I primi due pezzi trattano
di temi universali come la guerra e l’amore: negli altri tre domina
la tematica dell’inclusione alla quale abbiamo sopra accennato.
La
guerra di Piero
Eletto
a metà anni sessanta come inno antimilitarista, la ballata in
questione è una riflessione sulla mortalità dell’uomo e
l’insensatezza della guerra, ricca di echi della chanson francese e
debitrice della poesia di Rimbaud. La figura di riferimento per
Fabrizio De André nel trattare tematiche belliche è quella di suo
zio Francesco, un reduce della campagna di Albania.
Amore
che vieni Amore che vai
Ultima
canzone del lato A del Volume III di De André, Amore che vieni Amore
che vai è l’ideale ancella de La Canzone Di Marinella; entrambi i
brani, infatti, trattano del lato più oscuro dell’amore: quello
legato alla morte, alla fugacità del tempo e alla finitezza umana.
Brano immortale per la portata di verità che riesce a comunicare in
maniera semplice e diretta, se ne ricorda una toccante
interpretazione live di Franco Battiato, la cui voce viene rotta dal
pianto a metà dell’esecuzione.
Il
Bombarolo
Storia
di un impiegato, disco fondamentale nella carriera del nostro,
ospita, nella sua facciata B, uno dei brani maggiormente rimasti
scolpiti nell’immaginario collettivo: Il Bombarolo. Canzone nei cui
solchi echeggia di nuovo uno sguardo che comprende prima di
condannare, il pezzo si iscrive nel più ampio disegno di un concept
album che risulterà una delle opere più lungimiranti dello scorso
secolo. “Se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato” canta
Faber riguardo ai propositi dinamitardi del disperato trentenne
protagonista della canzone, con la volontà di mettere in risalto i
baratri profondi che agitano la sua anima.
Quello
che non ho
Siamo
agli inizi degli anni ottanta. De André e Dori Ghezzi vivono in
Gallura e sono reduci dalla terribile esperienza del sequestro.
Faber, in parte ispirato da quei fatti autobiografici, riesce di
nuovo ad anteporre l’inclusione alla condanna, trasfigurando le
vicende del popolo sardo in una poetica similitudine con gli indiani
d’America. Questa blueseggiante “Quello che non ho” apre il
disco del 1981 con un emozionante crescendo.
Creuza
de ma
Album del 1984, è il lavoro che mette definitivamente a fuoco la volontà di De André di ricercare, attraverso uno sguardo regionale, un punto di vista assoluto e universale. Partendo dal dialetto genovese, Faber dipinge un quadro variegato e omnicompresivo: i contorni di un mondo predisposto alla contaminazione e alle influenze esterne. Un sistema aperto, che si regge definitivamente sull’inclusione linguistica e culturale, meravigliosamente esemplificato nelle canzoni di questo album.

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