Addio a Umberto Eco, intellettuale di fama mondiale
La
cultura italiana in lutto per la scomparsa di
uno dei più grandi
intellettuali italiani
Con
la morte di Umberto Eco, che si è spento questa notte all’età di
84 anni, il mondo della cultura, anche internazionale, perde non solo
uno scrittore ma uno degli intellettuali di maggior
spessore. Filosofo e semiologo, fine cultore del Medioevo, padre
della semiotica interpretativa, ma anche saggista e professore
emerito dell’Università di Bologna.
Nato
ad Alessandria nel 1932, Eco si Laurea in filosofia nel 1954
all’Università di Torino con Luigi Pareyson con una tesi
sull’estetica di San Tommaso d’Aquino e inizia a interessarsi di
filosofia e cultura medievale, campo d’indagine mai più
abbandonato, anche se successivamente si dedica allo studio
della semiotica soprattutto nella cultura popolare contemporanea e
all’indagine critica sullo sperimentalismo letterario e artistico.
Nel 1956 pubblica il suo primo libro, un’estensione della sua tesi
di laurea dal titolo Il problema estetico in San Tommaso. Sempre
negli anni ’50 inizia a interessarsi all’influenza dei
mass media nella cultura di massa.
Con
il saggio Opera
aperta scritto
nel 1962 getta le basi teoriche del Gruppo
63,
movimento d’avanguardia letterario e artistico italiano.
Nel
1961 inizia anche la sua carriera universitaria che lo porta a tenere
corsi come professore incaricato in vari atenei a Torino,
Milano, Firenze. Successivamente a Bologna ottiene la cattedra di
semiotica nel 1975, diventando professore ordinario.
Nell’ateneo
bolognese diventa prima direttore dell’Istituto di
Comunicazione e spettacolo del Dams, poi dà inizio al Corso di
Laurea in Scienze della comunicazione e infine viene nominato
presidente della Scuola Superiore di Scienze Umanistiche coordinando
l’attività dei dottorati bolognesi del settore umanistico. Negli
anni ’80 fonda il Dipartimento della Comunicazione
dell’Università di San Marino.
Insegna anche
in varie università straniere tra cui UC-San Diego, New York
University, Columbia University, Yale, College de France, Ecole
Normale Superieure. Si ritira dall’insegnamento solo nel 2007 per
limiti di età.
In
tutta la sua lunga carriera Eco ha ricevuto 40
lauree honoris causa da
università europee e americane.
Dal
2008 era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di
Studi Umanistici dell’Università di Bologna. Dal 12 novembre 2010
Umberto Eco diventa socio dell’Accademia dei Lincei, per la classe
di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.
Viene
ricordato soprattutto per il suo libro più famoso, Il
nome della rosa (1980), giallo
filosofico di ambientazione medievale (con il quale vincerà il
Premio Strega e numerosi premi a livello internazionale), ma l’elenco
dei suoi lavori è immensa. Tra le sue opere più importanti nel
1963Diario
minimo,
volume che raccoglie saggi come Fenomenologia
di Mike Bongiorno ed Elogio
di Franti. E
ancora, Apocalittici
e integrati del
1964.
Dopo
il successo de Il
nome della rosa,
sono arrivati Il
pendolo di Foucault (1981), L’isola
del giorno prima (1994), Baudolino (2000). L’ultimo
suo libro, pubblicato nel 2015, proprio il giorno del suo compleanno
è stato “Anno Zero”, pubblicato da Bompiani.
Dal
1959 al 1975 fu condirettore editoriale della casa editrice Bompiani.
Da
L' Unità.TV

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