A che ora inizia la rivoluzione?
Come
rifare la sinistra più a sinistra della sinistra con il ceto
politico di sempre
di
Fabrizio Rondolino per L' Unità.TV
Chissà
a chi è venuto in mente di chiamarla “Cosmopolitica”, e perché.
Cosmonauti erano gli astronauti sovietici,
,
che partivano dal cosmodromo di Bajkonur cercando invano di arrivare
sulla Luna prima degli americani. Oggi la Luna è più vicina, il
desiderio più prossimo: rifare per l’ennesima volta la
sinistra-più-a-sinistra della-sinistra (un’operazione cosmetica,
dacché il ceto politico è sempre lo stesso), sconfiggere il Pd,
disarcionare Renzi. Poi si vedrà: forse edificare finalmente il
socialismo in un paese solo, forse ritornare in Parlamento nonostante
il fascistissimo Italicum (è sufficiente il 3%).
Fatto
sta che “Cosmopolitica” è il titolo del convegno che si
concluderà oggi con l’intento di avviare la “fase costituente”
del nuovo partito – provvisoriamente intitolato “Sinistra
italiana” – che, a dicembre, dovrà raggruppare la maggioranza di
Sel oggi controllata da Nicola Fratoianni (la minoranza è nel Pd da
tempo) e una parte della minoranza del Pd, quella che fa capo a
Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre, con la benedizione (e la
malcelata aspirazione alla leadership) di Sergio Cofferati e in
attesa che i Bersani e i D’Alema si decidano a compiere il grande
passo. Mancano però all’appello il partito di Pippo Civati,
“Possibile”, e Rifondazione comunista, di cui peraltro Sel è
stata una costola. Di un’altra costola di Rifondazione, il Partito
dei comunisti italiani, sembrano essersi perse le tracce. In compenso
il Partito comunista di Marco Rizzo corre da solo per il Campidoglio.
Il campo dei rivoluzionari è dunque assai affollato, e assai più
diviso che in passato: un motivo in più per “aprire un processo
costituente – spiega Fratoianni – con l’obiettivo, entro
l’anno, di arrivare al congresso fondativo di un’unica forza
politica”.
La
“Leopolda con l’eskimo”, secondo la felice definizione
dell’Huffington Post, era iniziata con una giornata di riflessione
nel corso della quale professori, giornalisti e sindacalisti si sono
avvicendati a spiegare quanto il mondo sia orribile e destinato a
peggiorare ancora, secondo il modello retorico del marxismo
scolastico, che invocava ad ogni sospiro il crollo inevitabile del
capitalismo. Il catastrofismo è parte essenziale della subcultura
che ha attraversato la sinistra dal ’68 in poi (e che il Pci ha
sempre strenuamente combattuto in nome di Marx e soprattutto di
Gramsci); ne consegue che i problemi non possono e non debbono essere
risolti, perché il bene è nemico del meglio e la concretezza è
nemica dell’utopia. L’esito, inevitabile, è il romanticismo
rivoluzionario: “La sinistra vince sulla tecnica e sul marketing –
si legge nel documento preparatorio di “Cosmopolitica” – se si
trasforma in connessione sentimentale, in racconto performante capace
di incidere sui bisogni, capace di mettersi in ascolto del
desiderio”. Ieri l’assemblea si è divisa in 24 gruppi tematici,
e oggi tornerà in seduta plenaria per la discussione politica: “Si
parte, per cambiare l’Italia”. Per cominciare, però, bisogna
cambiare il Pd: anzi, abbatterlo. Tutte le battaglie dei prossimi
mesi hanno infatti come unico obiettivo il partito di maggioranza:
referendum anti-trivelle, candidati alternativi al Pd in tutte le
maggiori città (anche a Milano, se prevarrà la linea di Fratoianni
e Cofferati), promozione di due referendum abrogativi del Jobs act e
della Buona scuola, “no” al referendum sulle riforme
costituzionali. Resta da capire chi farà il leader, cioè come si
comporrà l’equilibrio non facile fra quel che resta di Sel e la
pattuglia di ex-Pd, e se la spunterà Fratoianni o Fassina. Ma è in
piena attività anche Cofferati, forte di una carta esclusiva: l’età.
Già, perché i nuovi miti della nuova sinistra sono due vecchietti,
Corbyn e Sanders, e così l’ex leader della Cgil può sorridere
soddisfatto: “Nulla va mai escluso”. “A che ora è la
rivoluzione, signora? – chiedeva Vittorio Gassman a Stefania
Sandrelli in una strepitosa scena della Terrazza – Come si deve
venire? Già mangiati?”

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