Travaglio e la difficile digestione della peperonata M5S
C’è
chi non accetta il passare del tempo e le rughe: il direttore del
Fatto non sopporta la crisi del Movimento di Grillo e di fronte ai
fatti preferisce chiudere gli occhi
E
niente, certe cose non vanno proprio giù. C’è chi non si rassegna
alle rughe e all’inesorabile trascorrere del tempo, chi non
digerisce la peperonata, e chi proprio non si ritrova con la realtà.
Quest’ultimo è il caso del gentile direttore del Fatto, che al
cospetto dello scandalo di Quarto si aggira per le colonne del suo
giornale come un ragazzino impegnato in una gara di moscacieca,
sbatacchiando di qua e di là nel tentativo sempre mancato di
sfiorare i suoi compagni di gioco.
L’editoriale
di oggi è un esempio preclaro di digestione difficile,
difficilissima, impossibile: il partito di Casaleggio che Travaglio
vorrebbe dirigere appare ormai a tutti ciò che molti già sapevano
essere – un partito identico a tutti gli altri, tranne che per la
convinzione di essere l’unico onesto e per l’assenza di
qualsivoglia forma di democrazia interna – e l’improvvisa
rivelazione s’abbatte sul direttore come una pioggia di rane.
Anziché
aprire gli occhi, il valoroso Travaglio li chiude a doppia mandata, e
si lancia in un elenco disordinato di malefatte altrui, vere o
presunte o inventate non fa differenza, purché targate Pd. Da Marino
a De Luca, dai “50 comuni Pd sciolti per mafia” alle “centinaia
di indagati e condannati Pd fra Camera, Senato, Parlamento europeo,
governo, comuni, regioni e città metropolitane” (mancano soltanto
gli asili nido e i cineclub), fino all’inesistente trattativa
Stato-mafia in cui sarebbe coinvolto nientepopodimenoché Giorgio
Napolitano, il crimine è ovunque e il suo nome è Pd.
E
allora? Che il Partito democratico sia peggio di Cosa nostra e
dell’Isis messi assieme noi lettori attenti del Fatto lo sapevamo
da tempo, e da tempo ci siamo rassegnati all’idea. Oggi però è
del Movimento 5 stelle che si parla, caro Marco: l’inferno è
entrato in paradiso, e le mani degli angeli sono sporche come quelle
dei diavoli. E’ terribile, lo sappiamo: ma è la realtà – quella
stravagante, antipatica cosuccia che accade fuori dal tuo bel
giornale
Fabrizio
Rondolino per Lunità.TV

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