13 gen 2016

Serata M5S, Di Maio il duro fa quello che può

Serata M5S, Di Maio il duro fa quello che può

Mario Lavia per L' Unità.TV
Il glaciale vicepresidente della Camera tecnicamente bravo ma antipatico
Eccolo, il politico di professione, eccolo Luigi Di Maio-il-duro del Direttorio sottoporsi al fuoco di sbarramento di Massimo Giannini che non gli fa sconti.


Serata non facile, per il Duro di Cinquestelle, e lui lo sa, per questo indossa la maschera imperturbabile, anzi sdegnata alla sola idea che si possa dire che quelle maledette intercettazioni lo mettono in mezzo: “Non parlavamo delle minacce”, è il ritornello. E vi querelo se lo dite, “mi auguro – dice lievemente minaccioso – che domani la stampa pubblicherà le mie rettifiche”, lui ha gli screenshot del suo cellulare (boh).


Gia, non sapevano niente i leaderini. A dicembre (di Quarto Unità.tv ha cominciato a scrivere a settembre), parlavano con la Capuozzo di tutto ma non delle minacce del presunto camorrista. Regge poco.


Ma Giannini, come Damilano con Di Battista a Otto e mezzo, batte sul tasto davvero dolente e insiste: non vi siete accorti di niente?”È una strumentalizzazione del Pd”, è il leit motiv. Ghisleri mostra che in tre settimane hanno perso quasi l’1%… Un contraccolpo? “Ma dove!”, quasi s’inalbera il pur glacialissimo leader M5S. Che non si scompone mai, anche se l’occhio è di fuoco.


Com’è andato, alla fine, il Duro del Movimento? Grande tecnica, non simpatico, non troppo convincente. Ma obiettivamente stasera di più non poteva fare.


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