Serata M5S, Di Maio il duro fa quello che può
Mario
Lavia per L' Unità.TV
Il
glaciale vicepresidente della Camera tecnicamente bravo ma antipatico
Eccolo,
il politico di professione, eccolo Luigi Di Maio-il-duro del
Direttorio sottoporsi al fuoco di sbarramento di Massimo Giannini che
non gli fa sconti.
Serata
non facile, per il Duro di Cinquestelle, e lui lo sa, per questo
indossa la maschera imperturbabile, anzi sdegnata alla sola idea che
si possa dire che quelle maledette intercettazioni lo mettono in
mezzo: “Non parlavamo delle minacce”, è il ritornello. E vi
querelo se lo dite, “mi auguro – dice lievemente minaccioso –
che domani la stampa pubblicherà le mie rettifiche”, lui ha gli
screenshot del suo cellulare (boh).
Gia,
non sapevano niente i leaderini. A dicembre (di Quarto Unità.tv ha
cominciato a scrivere a settembre), parlavano con la Capuozzo di
tutto ma non delle minacce del presunto camorrista. Regge poco.
Ma
Giannini, come Damilano con Di Battista a Otto e mezzo, batte sul
tasto davvero dolente e insiste: non vi siete accorti di niente?”È
una strumentalizzazione del Pd”, è il leit motiv. Ghisleri mostra
che in tre settimane hanno perso quasi l’1%… Un contraccolpo? “Ma
dove!”, quasi s’inalbera il pur glacialissimo leader M5S. Che non
si scompone mai, anche se l’occhio è di fuoco.
Com’è
andato, alla fine, il Duro del Movimento? Grande tecnica, non
simpatico, non troppo convincente. Ma obiettivamente stasera di più
non poteva fare.

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