Iran, amore e prostituzione nelle nozze temporanee
di Nicole
Di Giulio per Lettera43
Fare sesso fuori dal matrimonio è reato in Iran. Così ci sono unioni 'a scadenza'. Giusto per avere un rapporto. E legalizzare il proibito. La storia del sighegh.
Un
gruppo di donne iraniane cammina davanti a un maxi-poster di Ali
Khamenei, guida suprema dell'Iran.
(©
Getty Images) Un gruppo di donne iraniane cammina davanti a un
maxi-poster di Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran.
Nella
Repubblica islamica dell’Iran avere rapporti sessuali fuori dal
matrimonio (nikah) non è solo moralmente inaccettabile, ma è un
reato.
Un
reato punito severamente.
Cento
colpi (di frusta) prescrive il Corano alla sura 24.
DA
UN'ORA A 99 ANNI. Nel Paese degli Ayatollah c’è però un
escamotage per assolvere necessità sentimentali - soprattutto dei
giovani fidanzati - e sessuali, per chi vuole andare con una
prostituta senza incorrere nella guardia rivoluzionaria iraniana
adibita a far rispettare i rigidi precetti khomeinisti.
Si
chiama sighegh in farsi, nikah al mut’a in arabo: è il matrimonio
temporaneo che può durare da un minimo di un’ora a un massimo di
99 anni.
SERVE
UNA DOTE. Si tratta di un contratto matrimoniale in cui però viene
stabilita a priori la durata.
L’uomo
deve corrispondere alla sposa una somma di denaro, una dote, che
molte volte altro non è che la cifra pattuita per beneficiare di un
po’ di piacere.
Il
matrimonio di godimento è conservato nell’islam sciita duodecimano
(©
Getty Images) Una donna iraniana prova un rossetto a Teheran.
Nell’Arabia pre-islamica il matrimonio a termine era molto comune.
Nel
mondo nomade gli uomini viaggiavano per mesi e avevano necessità
fisiche da soddisfare.
Tutto
questo avveniva in una società estremamente maschilista in cui le
donne, in primis le vedove, non avevano alcun diritto al pari degli
orfani.
E
LE FASCE DEBOLI? Per Maometto, che perse i genitori in tenera età,
l’islam avrebbe dovuto invece tutelare queste fasce deboli
soprattutto dal punto di vista economico.
Da
qui l’importanza della dote, mahr, proprietà della donna di cui
può disporre in piena libertà.
Per
l’islam infatti il matrimonio non è valido se non viene
corrisposta la dote.
L’istituto
del matrimonio a termine o di godimento è stato conservato
nell’islam sciita duodecimano, quello professato in Iran, ma non in
quello sunnita.
L'ABOLIZIONE
DEL PROFETA. Per i sunniti sarebbe stato lo stesso Maometto a mettere
fine a questa pratica.
Gli
ulema - i sapienti per eccellenza in materia religiosa - citano
spesso un hadith (racconti che si riferiscono a detti o fatti del
profeta) che recita: «Ecco, vedi, il profeta proibì la mut’a e la
carne degli asini domestici».
In
certi casi però si fa riferimento all’autorizzazione al mut’a,
concessa sempre dall’inviato di Dio in casi eccezionali.
A
decretare la fine del matrimonio temporaneo fu Umar, il secondo
califfo.
Si
tramanda che disse: «Al tempo dell’inviato di Dio esistevano due
forme di matrimonio: io le proibisco e le punisco».
Un'istituzione
rilegittimata con la Rivoluzione del 1979
L'ultimo
shah di Persia, Reza Pahlavi.
Il
sighegh venne abolito sotto la dinastia Pahlavi e rilegittimato con
la Rivoluzione khomeinista nel 1979.
La
Repubblica islamica decretò il ritorno della poligamia (che sotto lo
Shah era possibile solo con il consenso della prima moglie).
Per
il clero il matrimonio temporaneo permetteva da un lato di evitare
l’adulterio garantendo al marito la soddisfazione sessuale con
donne diverse dalla moglie e dava la possibilità ai giovani di avere
rapporti sessuali leciti prima del matrimonio.
Anche
con il sighegh l’uomo deve corrispondere alla donna una somma di
denaro e i figli eventualmente nati all’interno di questo matrmonio
sono considerati legittimi e quindi l’uomo deve provvedere al loro
mantenimento.
IRA
DELLE FEMMINISTE. Le donne iraniane hanno un carattere forte.
Sono
loro ad aver alzato la testa nei confronti dello Shah.
In
migliaia scesero in piazza, nelle strade per chiedere la fine della
dittatura.
Volevano
decidere liberamente del proprio futuro anche se negli Anni 60 l’Iran
era un Paese in cui le donne potevano votare e andare all’Università
e molte erano le professioniste nei settori più disparati.
INTERE
CLASSI ESCLUSE. Le iraniane avevano anche il diritto di abortire.
Quello
che contestavano era però la modalità con cui questi diritti erano
stati concessi; calati dall’alto e di fatto a vantaggio di una
ristretta fetta della società, ovvero la classe media di città.
Per
tutte le iraniane dei villaggi questi diritti erano ancora molto
lontani.
Khomeini
si servì delle donne, poi le allontanò dalla sfera pubblica e le
indebolì in quella privata intaccando il loro status nella famiglia.
Negli
Anni 90 fu Rafsanjani a incoraggiare le giovani coppie
(©
Getty Images) Mahmud Ahmadinejad, presidente dell'Iran dal 2005 al
2013.
Per
quanto riguarda il sighegh, l’uomo può contrarre più matrimoni
contemporanei alla volta, mentre la donna uno solo e deve rispettare
un periodo di attesa di due mesi prima di sposarsi di nuovo.
Questo
perché potrebbe essere rimasta incinta e bisogna tutelare la
paternità del nascituro.
A
dare ulteriore legittimazione al sighegh negli Anni 90 fu Rafsanjani
che amava definirsi «conservatore pragmatico».
Rafsanjani
in un sermone definì la sessualità come un dono di Dio e incoraggiò
le giovani coppie a contrarre matrimonio dalla durata di due-tre
mesi.
DONNE
CONTRO AHMADINEJAD. Negli Anni 2000 il presidente Ahmadinejad, ex
militare ed ex sindaco di Teheran, proseguì su questa strada.
Nel
2008 cercò di modificare ulteriormente il codice di famiglia per
rendere la pratica del matrimonio temporaneo ancora più libera (per
gli uomini, a detrimento delle donne).
La
risposta delle iraniane non si fece attendere. Raccolsero 15 milioni
di firme per fermarlo.
Volevano
recuperare, ancora una volta, la loro dignità. La campagna “Change
for Equalty” venne applaudita a livello internazionale.
Le
divorziate contraggono il sighegh solo per motivi economici
Sposarsi
per un’ora, giusto il tempo di un rapporto sessuale, è un buon
stratagemma per legalizzare la prostituzione.
A
pensarla così sono molte femministe iraniane per le quali sarebbero
solo gli uomini a trarre beneficio dal matrimonio temporaneo.
Le
donne - a detta di chi si oppone a questa pratica - lo farebbero solo
per motivi economici.
In
effetti sono tante le vedove e le donne divorziate che decidono di
contrarre il sighegh.
SILENZIO
E VERGOGNA. Spesso infatti non lo dicono a nessuno perché si
vergognano.
Non
è raro però trovare anche giovani donne, in molti casi studentesse,
che si sposano 'a tempo' con uomini molto più grandi di loro che
magari si trovano in viaggio d’affari e non badano a spese.
In
tanti sono però favorevoli a questo istituto che permette di amarsi
prima del matrimonio classico.
INNAMORATI?
SI RINNOVA. Il certificato di matrimonio è un lasciapassare da non
sottovalutare.
Le
giovani coppie non sposate devono inventarsi mille sotterfugi per
viaggiare su una stessa auto e dormire nella stessa camera di hotel.
Con
il sighegh è tutto legale e se il contratto scade - e si è ancora
innamorati - basta rinnovarlo.
Fioriscono
siti internet per sposi temporanei
Negli
ultimi anni sono fioriti siti internet dove è possibile incontrare
la futura “sposa temporanea”.
Chiaramente
viene indicato anche il prezzo della “dote”.
Questi
siti vengono oscurati, ma nel giro di pochi giorni ne vengono aperti
di nuovi.
Intanto
la società iraniana sta cambiando e il matrimonio, anche quello
normale, finisce con un divorzio nel 22% dei casi.
GOVERNO
PRO MATRIMONI. Per far fronte a questo fenomeno, nel maggio del 2015
il ministro degli Affari giovanili e dello Sport Golrazi ha
annunciato l’apertura di un sito governativo per incontri che
dovrebbe - a detta sua - creare almeno 100 mila nuovi matrimoni.
Si
chiama Hamsan.tebyan.net e c’è anche una versione in inglese e
francese.
Qui
si possono trovare i consigli, supervisionati dalla guida suprema
Khamenei, per avere un matrimonio felice seguendo i dettami
dell’islam sciita.




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