Il mondo domani: ecco i dieci Paesi che tra 20 anni potrebbero non esserci più
da L' Unità.TV
E’
l’ipotesi del canale Youtube Top List che ha creato un video con le
dieci Nazioni che nel 2036 non ci saranno più
Che
si tratti di motivi geopolitici, economici o ambientali il risultato
potrebbe essere lo stesso per dieci Paesi in tutto il mondo che tra
20 anni potrebbero non esistere più o per lo meno non avranno più
la stessa struttura che hanno attualmente. E’ l’ipotesi del
canale Youtube Top Lists che ha pubblicato un video in inglese e
spagnolo con una classifica dei dieci Paesi che secondo gli autori
stanno attraversando una fase importante che porterà a dei
cambiamenti radicali e in alcuni casi alla scomparsa del Paese
stesso.
Spagna
– Il Paese esisterà ancora tra 20 anni, ma potrebbe non avere più
la stessa struttura regionale dal momento che sia la Catalogna che i
Paesi Baschi potrebbero nel frattempo ottenere l’indipendenza e
quindi non far più parte della monarchia.
Corea
del Nord – Il rischio in questo caso è nella tenuta stessa del
Paese, attualmente completamente isolato dal resto del mondo.
Situazione non sostenibile in eterno: prima o poi la Corea del Nord
non avrà più risorse sufficienti per restare autonoma. La sua
politica di autosufficienza non può durare per sempre, per
sopravvivere il Paese dovrà uscire dall’isolamento e creare legami
di cooperazione e commercio con altri Paesi. Con l’apertura verso
l’esterno, però, la dittatura è destinata a tramontare.
Belgio
– La divisione tra fiamminghi (nord) e valloni (sud) potrebbe
portare alla nascita di due Paesi indipendenti l’uno dall’altro.
Cina
– L’economia più forte del mondo rischia di scomparire a causa
dei suoi problemi ambientali e per l’eccessivo sfruttamento delle
risorse, prima fra tutte quella idrica. Secondo le stime, infatti,
entro il 2030 la Cina avrà usato tutta l’acqua potabile.
Iraq
– Paese nato artificialmente dai coloni britannici, che hanno unito
tre etnie completamente diverse: curdi, sunniti e sciiti. Saddam
Hussein ha tenuto insieme le tre etnie con la forza e la repressione,
ma è probabile che nei prossimi anni i gruppi si separino, formando
tre diverse Nazioni.
Libia
– Come l’Iraq, anche la Libia, è frutto di una crazione
artificiale di una colonia straniera, quella italiana. Dopo la caduta
di Gheddafi il Paese si sta dividendo ed è più probabile che la
guerra civile in corso nel Paese si concluda con una Libia
frammentata piuttosto che unita.
Stato
Islamico – Nel corso del 2014 il potere dello Stato Islamico è
aumentato vertiginosamente con il golpe in Siria e Iraq. Da allora
però Daesh è stato coinvolto in un crescente conflitto contro
diversi Paesi tra cui gli stessi Iraq e Siria, ma anche Kurdistan,
Arabia saudita e Iran. E la lista è destinata a crescere,
rappresentando una vera e propria minaccia alla sopravvivenza dello
Stato Islamico.
Regno
Unito – Nonostante il referendum del 2014 non abbia portato
all’indipendenza della Scozia, il Paese non si darà per vinto e la
battaglia politica per la totale autonomia prosegue. Se la Scozia
dovesse staccarsi dalla corona britannica, è probabile che anche il
Galles e l’Irlanda del Nord, dove i movimenti per l’indipendenza
sono da sempre molto forti, chiedano di separarsi.
Stati
Uniti – Solo nel 2012 50 stati hanno inviato petizioni per chiedere
l’indipendenza dagli Usa quindi è possibile che uno di questi
stati raggiunga il suo scopo nel giro dei prossimi 20 anni. I più
probabili? Alaska e Texas.
Maldive
– Il Paese rischia letteralmente di scomparire a causa dell’aumento
del livello delle maree.

Nessun commento:
Posta un commento