Dal ddl Boschi al terzo settore: leggi e riforme in arrivo nel 2016
Riforma costituzionale, diritti civili e ancora agricoltura, pubblica amministrazione, associazionismo e terzo settore. Sono questi gli obiettivi che il governo punta a raggiungere per questo 2016 attraverso i decreti in attesa dell’approvazione del Consiglio dei ministri e i disegni di legge nell’agenda parlamentare.
Uno
dei più importanti per il governo è senza dubbio la Riforma
costituzionale firmata
dal ministro Boschi e che prevede il superamento del bicameralismo
paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento
dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del
Cnel e la revisione del titolo V della parte seconda della
Costituzione. Dopo
l’approvazione in terza lettura a Palazzo Madama lo scorso 14
ottobre,
nel 2016 il testo proseguirà il suo iter e arriverà alla Camera il
prossimo 11 gennaio per poi tornare, a tre mesi di distanza, come
previsto dalla Carta, in entrambi i rami del Parlamento per il sì
definitivo in primavera.
Infine, saranno gli elettori a esprimersi sulla riforma attraverso
il referendum che
si terrà probabilmente a ottobre.
Parlando
di diritti civili, sempre a gennaio proseguirà l’iter di due
proposte di legge molto attese e discusse: quella sulla cittadinanza
e quella sulle unioni civili. La prima, dopo
una prima approvazione della Camera a ottobre scorso,
approda in Senato, in commissione Affari costituzionali, dal
prossimo 12
gennaio.
Il provvedimento prevede nuove modalità – più semplici e rapide –
per la richiesta
e ottenimento della cittadinanza da
parte dei figli dei cittadini stranieri in Italia. Attualmente
l’acquisizione della cittadinanza avviene per ius sanguinis per i
nati nel nostro Paese da almeno un genitore italiano e, in alcuni
casi molto limitati, per ius soli. Altra possibilità oggi
percorribile è quella riservata agli stranieri nati in Italia che vi
abbiano risieduto legalmente e ininterrottamente fino al
raggiungimento della maggiore età e che dichiarino, entro un anno
dal compimento dei 18 anni, di voler acquistare la cittadinanza
italiana. Il provvedimento in esame introduce due nuovi modi di
acquisto della cittadinanza, per ius soli temperato e per ius
culturae. A Montecitorio, a ottobre, i parlamentari di Lega,
Fdi e FI hanno
votato contro la proposta di legge che a loro avviso è un modo
per “regalare” la cittadinanza “a chi non riconosce le nostre
leggi”, è stato il commento dei parlamentari del Carroccio.
Altro
appuntamento molto atteso è quello delle unioni
civili:
il ddl Cirinnà è uno dei testi su cui Renzi e tutto l’esecutivo
hanno insistito negli ultimi mesi in un botta e risposta molto vivace
con i centristi che si oppongono al testo perché vedono nella
stepchild adoption un pericolo di apertura alla pratica del
cosiddetto “utero in affitto”, pratica attualmente vietata dalla
legge 40. Ma sull’adozione del figlio del partner, buona parte del
Pd (con qualche malumore degli esponenti cattolici) non intende
tornare indietro. E su questo punto è tornato anche Renzi in modo
piuttosto chiaro nella conferenza stampa di fine anno: “Non ci
sarà lo stralcio della stepchild adoption. Io non mi tiro indietro,
la discussione deve essere rapida e deve avere tempi di realizzazione
stretti”. Il testo, che inizialmente doveva arrivare nell’aula
di Palazzo Madama prima della legge di stabilità, è stato
calendarizzato in Senato per il prossimo 26
gennaio,
ma all’orizzonte non si prospetta un’approvazione semplice. A
nome dei centristi il senatore Maurizio Sacconi annuncia già ora
battaglia per tutelare “il diritto dei bambini ad avere un padre e
una madre. I diritti non devono mai essere confusi con i desideri”.
E all’interno del Pd anche alcuni cattolici continuano a chiedere
il confronto su alcuni punti della proposta di legge. Il Partito
democratico, però, potrebbe riuscire a ottenere l’ok della
maggioranza del Senato con il supporto di Sel e del Movimento 5
stelle. Oltre al pdl Cirinnà, c’è un altro testo molto
atteso e che giace da tempo in Parlamento: quello sull’omofobia.
Non si parla di date, ma il premier in conferenza stampa ha
assicurato di aver “parlato con il sottosegretario Scalfarotto” e
che “il nostro impegno è che la legge sull’omofobia si
concluda, mi auguro nel 2016″.
Arriverà
in Consiglio dei ministri, probabilmente il 15
gennaio,
la prima sfilza di decreti che formano il primo pacchetto attuativo
della riforma
della Pa,
targata Marianna
Madia.
Le dieci
misure andranno
a incidere sulla Pubblica amministrazione in attesa di una seconda
tranche di decreti, che dovrebbe arrivare in primavera, e del Testo
unico del pubblico impiego che prevede, tra le altre cose, i
licenziamenti anche per i dipendenti statali. Il primo pacchetto di
riforme contiene una stretta sulle partecipate e sugli stipendi dei
manager che saranno proporzionali alla qualifica e all’impresa
guidata e prevedranno dei tetti massimi. Niente buone uscite e,
laddove i risultati economici siano negativi a causa della cattiva
gestione, stop ai premi. Non solo. Nelle società partecipate da enti
locali, con quote di maggioranza e un certo rilievo potrebbe
addirittura essere possibile la revoca dopo due anni in rosso. Tra i
decreti anche quello che prevede l’assorbimento del Corpo
forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri. Nella riforma
anche una serie di misure per sbloccare la burocrazia con una
riduzione dei tempi di attesa, uno snellimento nelle pratiche e la
garanzia di maggiore trasparenza per i cittadini.
Dal
pubblico impiego al settore
agricolo.
Oltre alle misure contenute nella legge di stabilità 2015 approvata
nei giorni scorsi, è atteso in Senato anche il disegno di legge, a
firma del ministro Martina, insieme a Orlando e Poletti, contro
il caporalato e il lavoro nero in agricoltura,
approvato in Consiglio dei ministri lo scorso 13 novembre. “Il 2016
deve essere l’anno della svolta” ha detto Martina, parlando del
ddl che prevede “un inasprimento delle pene ma anche un cambiamento
di natura delle pene: non solo mere sanzioni di natura reclusiva ma
anche patrimoniali, con il sequestro dei beni e anche dei patrimoni
accumulati” ha spiegato Orlando. Strumenti che, aggiunge il
ministro “hanno più forza deterrente del carcere”. E poi a
Montecitorio c’è il disegno di legge per
semplificazioni, razionalizzazione e competitività nel settore
agricolo collegato alla manovra 2015, approvato dal Senato e ora in
esame in commissione Agricoltura in sede referente.
Territorio
e ambiente sono le altre due questioni al centro di due decreti
attualmente all’esame dell’assemblea della Camera: Misure urgenti
per interventi nel territorio, da approvare entro il 24 gennaio, che
prevede disposizioni urgenti per far fronte a particolari esigenze o
in occasione di determinati eventi (il Giubileo, ad esempio); e
Interventi per l’Ilva di Taranto, il cosiddetto decreto Ilva, in
scadenza il 2 febbraio.
Depositato
da ormai due anni il ddl
Lorenzin,
che affronta, in particolare, la questione degli ordini professionali
e le norme sulla ricerca clinica e sperimentale, è in attesa dello
sblocco in Senato: attualmente infatti è attualmente all’esame
della commissione Igiene e sanità in attesa di poter ricevere
l’ok dall’aula, probabilmente a gennaio, per poter tornare poi
alla Montecitorio.
Complessa
anche la questione del settore giustizia con
la delega al governo per la riforma al processo civile attualmente
all’esame della commissione Giustizia della Camera in sede
referente oltre al ddl sulla prescrizione approvato a marzo alla
Camera, ma in attesa di essere messo in agenda a Palazzo Madama.
Prosegue anche l’iter della legge annuale sulla concorrenza,
approvata alla Camera e ora in commissione Industria del Senato.
Qualche timore è stato sollevato recentemente dal procuratore
nazionale antimafia, Franco
Roberti,
secondo il quale il ddl “azzera le maglie dei sistemi di controllo
e apre un varco formidabile per l’ingresso
delle organizzazionimafiose negli
appalti”.
Un
altro disegno di legge delega è quello sul terzo
settore.
Oltre alle misure contenute nella legge di Stabilità, è previsto il
ddl delega per la riforma del terzo settore, in esame in prima
commissione al Senato, e sono in arrivo, come annunciato nelle scorse
settimane dal sottosegretario al Welfare Luigi Bobba, dei decreti
ministeriali pronti per gennaio per le imprese sociali. E sul terzo
settore e l’associazionismo Renzi è tornato anche nella
conferenza stampa di fine anno: “Il 2016 non sarà solo l’anno
delle unioni civili ma anche dello ius soli temperato, del
servizio civile per tutti, della legge sul terzo settore. Queste non
sono cose di sinistra, sono cose di buon senso” ha detto Renzi
presentando il 2016 come l’anno della svolta dal punto di vista dei
diritti e del sociale: “Se il 2015 è stato l’anno delle riforme,
il 2016 sarà l’anno dei valori”.
Silvia
Gernini
per L' Unità.TV

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