Tutto quello che devi sapere sul tuo mal di testa: tipologie, cause e rimedi
Cinque
capitoli dedicati a questo disturbo. Clicca sui cerchi con l’icona
per leggere le spiegazioni del dottor G.Battista Allais del centro
Cefalee del Sant’Anna di Torino.
Testa
pesante, che pulsa? Dolore intenso, voglia di vomitare, insofferenza
alla luce? Consolatevi, non siete da soli. Anzi, a dirla tutta, i
numeri sono davvero impressionanti: 7,2 milioni di italiani soffrono
di emicrania, ben il 12% della popolazione, una percentuale che
sale al 18% se prendiamo in considerazione soltanto le donne. In
pratica è la più frequente malattia neurologica nei paesi
sviluppati. E l’emicrania è solo una delle tipologie di mal di
testa – in termini medici, cefalee - che ci possono condizionare la
vita.
Ne
abbiamo parlato con il dott. Giovanni Battista Allais,
responsabile del Centro cefalee della donna dell’Università di
Torino all’Ospedale Sant’Anna, per capire come è possibile
vincere la battaglia.
QUALI
E QUANTI TIPI DI MAL DI TESTA ESISTONO
Per
vincere il nemico bisogna conoscerlo. E nel nostro caso, questo vuol
dire capire esattamente da quale tipo di mal di testa siamo
tormentati, perché da questa conoscenza discendono poi le soluzioni.

Nell’adulto
esistono più di 150 tipi di mal di testa differenti.
Fortunatamente, alcuni sono più frequenti di altri, il che permette
ai medici di distinguerli in due grandi categorie: «Esistono –
ci dice il dottor Allais - le cefalee primarie, che sono quelle
estremamente più frequenti e si chiamano primarie perché non sono
dipendenti da altre malattie, e poi le cefalee secondarie che
invece derivano da un’altra malattia che fa venire mal di testa. In
questo caso, le cause possono essere anche molto brutte, come tumori
cerebrali, infarti cerebrali o una meningite. Ma fortunatamente
queste sono più rare. Nei casi più comuni siamo in presenza di una
cefalea primaria».
LA
REGINA DELLE CEFALEE PRIMARIE È L’EMICRANIA
Ci
sono sostanzialmente quattro tipi di cefalee primarie, che il
dottor Allais ci elenca, dalla più frequente alla più rara: «Quella
più importante di tutte e più diffusa è l’emicrania, poi c’è
la cefalea di tipo tensivo, la cefalea a grappolo e un
gruppo simile dal nome più complesso di cefalee
autonomico-trigeminali e infine ci sono altre cefalee
primarie molto rare, su cui si stanno conducendo ancora degli studi.
Le più diffuse sono la cefalea da emicrania e al limite la cefalea
di tipo tensivo, ma sicuramente quella che impatta di più nella
popolazione è l’emicrania».
EMICRANIA,
UN PROBLEMA SOCIALE: A 35 ANNI NE SOFFRE 1 DONNA SU 4
Di
emicrania soffre una percentuale molto alta della popolazione,
soprattutto femminile. «In media gli studi europei danno un 12% e
l’Italia si allinea su questo dato. Ma se andiamo su statistiche
del Nord Italia, superiamo il 15%».
Una
vera spiegazione a questa percentuale in crescita al nord, sembra non
esserci. Gli studiosi ipotizzano si tratti semplicemente di
una maggiore capacità diagnostica o di una inclinazione
maggiore nella popolazione a sottoporsi all’analisi medica per
un problema che spesso si spera di risolvere ricorrendo ai semplici
antidolorifici, una strategia che però – come vedremo più avanti
– può essere controproducente.
La
prevalenza dell’emicrania nella donna è estremamente più elevata
che nell’uomo. «La percentuale media italiana delle donne che
soffre di emicrania è il 18%, contro solo il 6% dei maschi. Nella
donna, quando siamo in piena età fertile,intorno ai 35 anni, ci
aspettiamo che almeno una su quattro abbia l’emicrania, quindi
siamo al 25%». Al perché, in questo caso, i medici hanno una
risposta: «Questo accade – spiega Allais - perché tutte le
fluttuazioni degli ormoni sessuali modulano l’emicrania. Quindi
determina l’emicrania avere le mestruazioni, prendere la pillola,
essere in gravidanza…». C’è insomma una connessione forte con
gli ormoni.
LA
CEFALEA TENSIVA
Rispetto
all’emicrania, questa è una cefalea più blanda. «Mentre
l’emicrania è una cefalea che batte, che pulsa, che si accompagna
alla nausea, al vomito, alla luce che dà fastidio, la cefalea di
tipo tensivo è come un caschetto, un cerchio sulla testa. E’ una
cefalea che dà una situazione molto più gestibile. Chi ha una
cefalea tensiva può lavorare regolarmente e spesso non prende
analgesici. Chi ha l’emicrania invece deve starsene a letto. È
decisamente più intensa».
Da
LA STAMPA.IT di MARINA
PALUMBO

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