Soldini alla Sydney-Hobart, la regata dei duri: "In partenza qualche problema ma ora andiamo a gonfie vele"
E' partita alle 13 (alle 3 di notte ora italiana) la competizione velica più popolare dell'emisfero australe. Qui corrono i marinai più forti del mondo. Unico italiano, Giovanni Soldini sul "Maserati" al debutto in questa gara fino all'ultimo respiro. "Abbiamo agganciato una cima e uno dei nostri si è dovuto tuffare, ma ora è tutto ok", racconta lo skipper italiano, in quarta posizione dopo 14 ore di regata. Meteo con venti di tempesta, già dieci ritiri
Il
tradizionale suono del corno ha messo in riga 109 imbarcazioni,
ritenute le migliori del mondo, con equipaggi di venti paesi diversi,
in corsa lungo le 628 miglia nautiche più leggendarie dell'emisfero
australe. Tra loro anche un italiano in regata, uno dei pochi in
grado gareggiare laggiù, Giovanni Soldini a bordo del suo Maserati.
E'
partita il 26 dicembre alle 13 (3 di notte ora italiana) la 71a
edizione della Rolex Sydney-Hobart Yacht Race, una delle più
combattute e muscolose regate internazionali, nota soprattutto per le
difficili condizioni che barche e equipaggi devono solitamente
affrontare a quelle alte latitudini solcate da correnti e da forti
venti stagionali.
Soldini
alla Sydney-Hobart: "Qui è come Capo Horn"
Maserati
è partita sulla prima linea, insieme alle barche più grandi. I
super maxi hanno preso immediatamente il comando: in prima posizione
Comanche, seguito da Wild Oats XI, Rambler, Ragamuffin 100, Black
Jack. Poco dopo però Wild Oats XI, che è anche detentrice del
record della corsa, ha subito un'avaria e si è ritirata.
Per
Maserati la partenza è stata movimentata: subito dopo lo start il
Vor 70 italiano ha agganciato nella chiglia tre boe di delimitazione
della zona di navigazione per il pubblico. Maserati ha dovuto
fermarsi per risolvere il problema e ha perso tempo prezioso, finché
due membri dell'equipaggio si sono calati lungo lo scafo e hanno
tagliato le cime che erano rimaste bloccate nella chiglia.
Così
racconta Giovanni Soldini, poche ore dopo lo start: “La partenza è
andata bene, era molto pericolosa con un canale da fare a bordi molto
piccolo. Tra le secche e il pubblico c’era pochissimo spazio.
Mentre partivamo abbiamo sentito uno schianto bestiale sottovento:
due barche si sono scontrate. Alla fine del canale, eravamo a pochi
metri da Black Jack e abbiamo tirato la virata fino all’ultimo.
Siamo entrati di una lunghezza nella zona spettatori e abbiamo virato
attorno a una delle boe gialle che la delimitano. In questi giorni di
allenamenti lo avevamo già fatto ma oggi la chiglia ha agganciato
una cima che legava la boa con quella successiva e quando ci siamo
messi in assetto abbiamo visto che ci tiravamo dietro ben tre boe.
Abbiamo cercato di liberarci facendo retromarcia in mezzo alla flotta
che arrivava, poi ci siamo messi sopravento a tutti e con la prua al
vento abbiamo calato Carlos in mare che è riuscito a liberare solo
una delle boe. Alla fine Sam si è buttato con un coltello e ha
tagliato quello che ha potuto. Ora stiamo navigando con spi e randa
piena, il vento varia tra i 19 e i 26 nodi. Black Jack sta andando un
po’ più di noi. Ha il bompresso più lungo di due metri rispetto
al nostro, potrebbe essere questa la ragione. Spero solo che non sia
rimasta un pezzo di cima nella chiglia. Aspettiamo l’arrivo del
fronte nelle prossime ore”.
Sydney-Hobart:
la partenza
A
bordo, insieme allo skipper Soldini, ci sono altri tredici membri
dell'equipaggio, tra cui gli amici storici come Guido Broggi e
Francesco Malingri, gli spagnoli Carlos Hernandez e Oliver Herrera,
il principe monegasco Pierre Casiraghi, l'inglese Sam Goodchild e,
tra gli australiani a bordo, anche Liz Wardley, quattro Sydney-Hobart
e un giro del mondo nella Volvo Ocean Race nel supercompetitivo
equipaggio femminile di Sca, signora che come prossima sfida ha
annunciato di attraversare l'Atlantico in piroga.
Determinanti
le condizioni meteo, previste dure e così confermate. Spiegava
Soldini: "Le prime ore navigheremo sotto spi, nel pomeriggio ci
passerà sulla testa il fronte freddo con temporali e groppi che mi
aspetto essere abbastanza violenti, sui 35, 40 nodi, forse anche di
più. Allontanandosi dal fronte il vento dovrebbe stabilizzarsi sui
30 nodi da sud. Nella notte dovrebbe cominciare a calare e tendere a
sud est. Il giorno successivo vento in calo e passaggio di un'alta
pressione che per ora non risulta ben chiara nei modelli
meteorologici. Vedremo come passarla".
Qualche
giorno fa le previsioni meteo erano anche peggiori. Si aspettava una
profonda depressione che avrebbe scaricato sui concorrenti montagne
d'acqua e venti tumultuosi, un bollettino che aveva fatto ricordare
quello che si presentò nella tragica edizione del 1998, quando
morirono sei velisti. E, caso rarissimo nella storia della regata,
quest'anno si parlava di un rinvio della data di partenza.
L'evoluzione del meteo ha poi tranquillizzato gli organizzatori, ma
lo sparo del via viene dato comunque con una certa suspence.
La
Rolex Sydney-Hobart Yacht Race, organizzata dal Cruising Yacht Club
of Australia e dal Royal Club of Tasmania, venne ideata nel 1945. Il
record di velocità appartiene all'australiano Wild Oats XI
(vincitore di otto delle ultime dieci edizioni) che nel 2012 ha
compiuto il percorso in un giorno, 18 ore, 23 secondi e 12 centesimi.
Quest'anno se la vede con l'altro grande superfavorito, il 100 piedi
Comanche e altri comprimari come Ragamuffin 100 e Rambler 88.
Tra
i diretti rivali di Maserati c'è il Vor 70 Black Jack, ex Telefonica
(di quattro anni più giovane rispetto alla barca italiana), che ha
già partecipato a due edizioni della regata aggiudicandosi un quarto
e un quinto posto e che staziona in modo permanente in Australia
preparandosi tutto l'anno per la leggendaria regata.
In
partenza è stato proprio il 100 piedi americano Comanche a tagliare
per primo la linea di partenza e dopo sette ore di regata ha
mantenuto un distacco di circa otto miglia sul secondo Wild Oats XI,
tra i favoriti ma sfortunata in questa edizione. Poi seguivano
Ragamuffin e Rambler 88. Il Maserati di Soldini, che pure gareggia
nella categoria di imbarcazioni più piccole, dopo
14
ore di navigazione era in quarta posizione. E' già impresa. Lo
skipper di Comanche, Ken Read, ha dato voce al timore di tutti: "Con
le previsioni meteo così poco certe, quello che non vogliamo è che
la regata diventi una gara di sopravvivenza". Via via, anche i
primi ritiri: dieci barche, tra cui la favoritissima Wild Oaks, hanno
abbandonato per danni dovuti a collisioni o per improvvise rotture
dell'equipaggiamento. Buon vento al resto della flotta.
Di
SIMONA
CASALINI
per Repubblica.it

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