Senza fondi e mezzi: vigili del fuoco dimenticati
Mancano 3.500 uomini (e 300 euro di stipendio)
Di
Stefano De Agostini per il Fatto Quotidiano.it
L’età
media supera i 50 anni e ne mancano 3.500 rispetto all’organico
previsto. Nonostante i rischi del mestiere, rispetto alla polizia
prendono fino a 700 euro mensili in meno (e 300 euro in
media). Mancano i fondi per gli straordinari. E qualcuno aspetta
i propri soldi da mesi. Sono le tante storie dei vigili del fuoco
italiani, circa 30mila persone operative sul campo alle quali si
aggiungono 5mila lavoratori tra impiegati, ispettori, dirigenti.
Fotografia di un corpo spesso dimenticato .
Mancano
gli uomini. E c’è chi si deve fare 250 chilometri a sirene
spiegate. Mancano i mezzi. E capita di rompersi una costola
operando in condizioni rischiose. Mancano i fondi per gli
straordinari. E qualcuno aspetta i propri soldi da mesi.
Sono le tante storie dei vigili del fuoco italiani,
circa 30mila personeoperative sul campo alle quali si aggiungono
5mila lavoratori comeimpiegati, ispettori, dirigenti.
Fanno circa 730mila interventi all’anno, 2mila al giorno, ma
durante le feste natalizie celebrate a suon di botti e fuochi di
artificio le chiamate aumentano. In queste settimane,
però, del corpo dei pompieri si è parlato anche perché molti di
loro sono scesi in piazza in diverse città italiane per
chiedere il rinnovo del contratto e l’estensione del bonus di
80 euro. Su quest’ultima rivendicazione hanno incassato il sì del
governo (solo per il 2016, come gli altri corpi di polizia): un
contentino che non modifica di una virgola le difficoltà che
incontrano nel lavoro di ogni giorno. E a fronte delle
quali l’incolumità dei cittadini risulta meno tutelata
“MANCANO
3.500 UOMINI”. E IL TURN OVER È BLOCCATO –
“Poche settimane fa, c’è stato un incendio in una palazzina
di tre piani a Padova. Non c’erano abbastanza uomini in servizio e
sono dovuti arrivare i rinforzi da Milano”. Circa 250 chilometri di
distanza. A parlare è Antonio
Jiritano,
responsabile vigili del fuoco per il sindacato Usb.
“Non c’è da stupirsi. In Italia abbiamo in media un pompiere in
servizio ogni 15mila abitanti, ben al di sotto degli standard
europei”. Personale insufficiente: un problema cronico per i vigili
del fuoco italiani. Due decreti legge, datati 2013 e 2014, hanno
previsto ciascuno l’assunzione di
nuovi mille lavoratori. Ma non è bastato. Perché lo scorso 31
luglio un decreto del ministero dell’Interno ha stabilito la
ripartizione del personale del corpo partendo dal presupposto
che ci fossero 32.734 pompieri operativi. Peccato che un
documento dello stesso ministero, pubblicato una settimana dopo,
fotografasse un’effettiva presenza sul territorio molto meno
consistente. “Mancavano 3.854 unità rispetto ai numeri indicati
dal ministero – spiega Riccardo
Boriassi,
portavoce del sindacato Conapo –
Ora, grazie all’ultima tranche di assunzioni, ne mancheranno
circa 3.500. Non è ancora sufficiente”. Ad aggravare la situazione
ci ha pensato il turn
overlimitato,
che fino al 2015 si è fermato al 55%. In poche parole, per ogni 100
vigili del fuoco che sono andati in pensione se ne potevano assumere
solo 55. E oltre a contenere la disponibilità di uomini, questo
limite ha stoppato anche il ricambio generazionale. L’età
media di
un vigile del fuoco italiano, spiegano i sindacati, supera
ormai i 50 anni.
Ogni
100 pompieri che vanno in pensione se ne possono assumere solo 55.
L’età media supera i 50 anni
IL
NODO STIPENDI: “PAGATI 300 EURO IN MENO DEGLI ALTRI CORPI” –
Ma quanto guadagnano i pompieri italiani? Lo stipendio medio di un
vigile del fuoco si aggira attorno ai 1.300 euro al mese, riportano i
sindacati, arrivando a 1.500-1.700 euro a fine carriera. “Siamo
retribuiti molto meno dei colleghi di altri corpi”, spiega Antonio
Brizzi,
segretario generale del sindacato Conapo. “Un divario che va
dai 300 euro mensili, nelle qualifiche più basse, sino a circa 700
euro di differenza nei gradi più elevati. Il personale vive questa
cosa come un’ingiustizia delle istituzioni, visto che il ministro
Alfano continua a trattare diversamente i suoi due corpi preposti
alla sicurezza dei cittadini, lapolizia e
i vigili del fuoco”. Insomma, i pompieri soffrono una disparità di
trattamento rispetto alle altre forze dell’ordine. A questo si
aggiunge una differenza anche a livello di pensioni.
“Ogni cinque anni di servizio operativo, – aggiunge Riccardo
Boriassi – ai dipendenti degli altri corpi ne sono conteggiati sei
ai fini pensionistici. A noi invece non è riservato questo
trattamento”. Va poi ricordato che anche i vigili del fuoco, in
quanto dipendenti pubblici, hanno il contratto fermo dal 2009. E
la legge
di Stabilità ha
previsto per il rinnovo uno stanziamento di 300 milioni di euro, che
i sindacati ritengono insufficiente, in quanto pari a un aumento di
circa 5 euro al mese per lavoratore.Le buste paga sono più leggere
rispetto a quelle dei poliziotti. E le pensioni più basse
LA
CARENZA DI MEZZI: IL DISAGIO DI ROMA NELL’ANNO DEL GIUBILEO -
Pochi uomini, pochi soldi. E anche pochi mezzi. L’esempio più
lampante è la capitale. “Per ilGiubileo,
ci hanno appena assegnato sei autopompe nuove – spiega uno dei
coordinatori di Fp
Cgil Roma–
Il problema era che già prima eravamo in carenza di mezzi. Ora,
questa aggiunta ci permette di raggiungere solo il minimo
indispensabile per operare in una situazione normale. E l’avvento
del Giubileo ci lascia comunque in uno stato di crisi”. E i mezzi
da soli non bastano, serve l’equipaggiamento adeguato. “Le nuove
autopompe sono state consegnate senza allestimento – prosegue il
sindacalista – Mancano cesoie, fiamme
ossidriche,manichette, tubi, lance.
Ogni volta dobbiamo recuperarle da altri mezzi”. Ma se per le
autopompe la situazione sembra migliorata, il problema grosso rimane
sugli altri mezzi. “A Roma la situazione delle autoscale è
gravissima – incalza il vigile del fuoco – Hanno tutte più di
dieci anni di anzianità, con picchi di 32 anni, non sono più idonee
a garantire il soccorso. E sono poche: nel territorio del comando di
Roma, ce ne sono solo cinque rispetto alle otto previste. Ci hanno
promesso l’acquisto di nuovi mezzi, ma non abbiamo certezze sulle
tempistiche”. Le conseguenze pratiche si fanno sentire. “Di
recente, abbiamo registrato un infortunio legato a questo problema –
conclude il sindacalista – Siamo intervenuti per salvare una
persona che minacciava di buttarsi nel vuoto, che poi è stata presa
al volo da un collega. Ma l’autoscala era priva delcestello
di sicurezza.
Così, lui si è aggrappato con una mano solo ai gradini, si è rotto
una costola e ha riportato uno strappo muscolare”.
IL
PRECARIATO NEI VIGILI DEL FUOCO: IL DRAMMA DEL PERSONALE
DISCONTINUO –
E anche tra i protetti di Santa Barbara non poteva mancare la piaga
del precariato.
In particolare, si tratta dei cosiddetti vigili del
fuoco discontinui.
Non ci sono cifre ufficiali, ma si parla di un esercito di 40-60mila
persone. Più qualificati dei volontari, ma senza le garanzie dei
colleghi permanenti. In una parola, appunto, precari. Fino all’anno
scorso avevano contratti della durata massima di 20 giorni, dal 2015
accorciata a soli 14 giorni. Tra un richiamo e l’altro, vivono con
il sussidio di
disoccupazione. Per questa categoria è in arrivo una nuova stangata.
A dare l’allarme è stato il deputato Pippo
Civati,
in un’interrogazione parlamentare: “Il governo sembra manifestare
la volontà di superare la figura del vigile discontinuo, fatto che
desta preoccupazione sul futuro in migliaia di volontari che hanno
acquisito professionalità e competenze e hanno servito con
abnegazione”. A spiegare meglio cosa sta accadendo ci pensa Antonio
Jiritano: “Con i decreti attuativi della riforma
Madia,
il governo si appresta a eliminare la figura del vigile del fuoco
discontinuo. Semplicemente, non potranno più essere richiamati al
lavoro”. Per questo motivo, lo scorso 15 dicembre, circa cento
pompieri aderenti al sindacato Usb si sono presentati alla sede del
Pd al Nazareno. “Per fare l’esempio di Roma, – dice Jiritano –
con l’avvento del Giubileo, un padre vigile del fuoco permanente
lavorerà giorno e notte, seguendo turni straordinari. Il figlio,
pompiere discontinuo, non lavorerà quasi mai”.
E
C’È CHI ASPETTA ANCORA GLI STRAORDINARI DI EXPO –
E per un grande evento appena iniziato, ce n’è uno concluso da
poche settimane, Expo 2015. L’esposizione universale ha richiesto
un maggiore carico di lavoro per i vigili del fuoco, in questo caso
quelli della Lombardia: ai pompieri è stato chiesto di effettuare
turni straordinari.
E così ogni provincia, per tutto il periodo di Expo, ha potuto
contare su una squadra in più. Ma i problemi sono cominciati poco
dopo l’inizio della manifestazione. “Fino a giugno, con i
pagamenti andava tutto bene – spiegaMassimo
Ferrari,
coordinatore vigili del fuoco per Fp Cgil Lombardia – Ma da luglio
in poi non ci hanno più pagato gli straordinari”. All’inizio, i
lavoratori non ci hanno fatto molto caso. “Purtroppo siamo abituati
a questi ritardi”, aggiunge Ferrari. Ma poi la pazienza ha
cominciato a venire meno. Fino alla comunicazione della direzione
regionale, arrivata ai primi di novembre. “Ci hanno spiegato che il
pagamento doveva essere autorizzato dal Mef e poi dalla Funzione
pubblica – racconta il sindacalista – Poi, ci hanno comunicato
che la situazione si è sbloccata. Ogni lavoratore attende una media
di 1.500-1.800 euro. Ma i soldi non sono ancora arrivati”.


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