Luna piena, meteore, comete. Che spettacolo il cielo della Vigilia
Di
VITTORIO
SABADIN per LA STAMPA.it
Il
plenilunio a Natale non accadeva da 38 anni e il prossimo sarà solo
fra 19 anni, nel 2034 Catalina avrà la massima luminosità il 1°
gennaio, poi il 3 e 4 è prevista una pioggia di meteore
Agli
astronomi in fondo fa piacere che continui a non piovere. Nel cielo
c’è un po’ più di smog, ma almeno non ci sono state e non ci
saranno nuvole ad oscurare lo spettacolo di questa settimana di
Natale, che presenta davvero non pochi eventi eccezionali. Il primo e
più visibile a tutti sarà la Luna piena del 25 dicembre. Una Luna
piena non è una grande novità, ma vederla proprio nella notte di
Natale è una ricorrenza rara. Dal 1900 al 2099 è accaduto e accadrà
in tutto solo otto volte, e la prossima sarà fra 19 anni, nel 2034.
Il
cielo è particolarmente agitato, in questi giorni. Vicinissimo alla
Terra, a soli 59 mila chilometri, è appena passato l’asteroide
2015YB (i nomi degli asteroidi sono tutti molto burocratici), una
roccia di 12 metri di diametro che è stata soprannominata dagli
astronomi «La pulce», perché è minuta come il calciatore Messi.
E’ vero che l’asteroide era così piccolo che se fosse caduto
sulla Terra avrebbe fatto pochi danni, ma la Nasa l’aveva
individuato solo due giorni prima, confermando quanto siamo
vulnerabili alla caduta di oggetti dal cielo. Oggi sono in arrivo
altri due asteroidi più grossi, il 2015XX378 di 50 metri di diametro
e il 2003SD220, di 1500 metri, ma passeranno a una distanza di tutta
sicurezza, rispettivamente a 2,6 e a 10 milioni di chilometri.
Il
Solstizio
La
Nasa ha individuato e sorveglia continuamente il 95% degli asteroidi
di almeno 1 km di diametro che orbitano intorno al Sole e che
potrebbero costituire una minaccia per la civiltà umana, e ha
calcolato che nessuno di loro ci cadrà sulla testa per milioni di
anni. Ma altri corpi celesti restano sconosciuti e appaiono nei
telescopi senza preavviso. Un gruppo di scienziati ha così
sollecitato l’ente spaziale americano a guardare con più
attenzione oltre l’orbita di Giove, dove negli ultimi anni sono
state individuate centinaia di gigantesche comete del diametro di
50-100 km, centauri che vengono da molto lontano e attraversano le
orbite di Nettuno, Urano, Saturno e Giove. La massa di ognuna di
queste comete è pari a quella di tutti gli asteroidi conosciuti
messi insieme e potrebbe distruggere ogni forma di vita sulla Terra.
E’ già successo ai tempi dei dinosauri e potrebbe accadere ancora:
l’attrazione gravitazionale dei pianeti che queste comete
incrociano nel loro millenario percorso potrebbe mutarne le orbite e
spedirle molto vicino a noi. Sarebbe uno spettacolo meraviglioso, ma
anche l’ultimo che l’umanità vedrebbe.
Una
cometa molto più piccola, piacevole e rassicurante è invece apparsa
dal 15 dicembre nell’emisfero settentrionale. È Catalina, così
chiamata dal nome dell’osservatorio di Tucson nell’Arizona che
l’ha scoperta. Il 15 novembre ha raggiunto il punto più vicino al
Sole e ha cominciato il suo lungo viaggio di ritorno. Di colore
verde, con due bellissime code lunghe 800 mila km, è visibile verso
Est prima dell’alba, anche solo servendosi di un buon cannocchiale
o di un modesto telescopio amatoriale. Catalina sarà presente nel
cielo di Natale proprio come la cometa dei Re Magi e a gennaio si
vedrà ancora meglio.
Ieri
Aldebaran, una delle stelle più luminose della costellazione del
Toro, è stata completamente oscurata dalla Luna, anche questo un
evento non così comune. Aldebaran è una delle stelle più
riconoscibili nel cielo notturno, circa 40 volte più grande e 500
volte più luminosa del Sole, una stella fortunata che secondo la
tradizione araba porta ricchezza e onori. Il suo oscuramento da parte
della Luna, durato circa un’ora, non è considerato un buon
presagio per l’economia globale del 2016. Il 22 dicembre, con un
po’ di ritardo, c’è stato il Solstizio d’inverno, il giorno
nel quale la durata della notte è la più lunga dell’anno. In
molte culture pagane, i cui rappresentanti si radunano per l’evento
in luoghi come Stonehenge, è questo il vero Natale, il giorno nel
quale le giornate cominciano ad allungarsi e la luce ritorna e
rinasce. Guardando in alto in queste notti sarà anche possibile
vedere qualche residuo di «stella cadente» delle Geminidi, uno
sciame meteorico attivo dal 13 al 19 dicembre. A Capodanno, ma
proprio e solo per i fanatici dell’astronomia, ci sarà infine una
congiunzione tra la Luna e Giove. Subito dopo, si spera, finalmente
pioverà.

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