L’insostenibile inconsistenza di Salvini
Fenomenologia
di un accusatore seriale, senza mai lo straccio di una proposta.
Questa volta l’obiettivo è Pisapia
L’implacabile
Salvini colpisce ancora. Fa passare giusto un giorno di tregua
natalizia e a Santo Stefano riparte all’attacco
di chiunque rappresenti in qualche modo un’istituzione con
responsabilità di governo.
Il 26 dicembre, però, potrà essere ricordato come il giorno in cui
il leader della Lega non parla di Renzi e non prende di mira il
governo nazionale.
Dopo
la twittata mattutina con l’invito a “ripulire Genova”,
si butta su Milano e in particolaresferra
il suo attacco contro il sindaco Giuliano Pisapia,
colpevole di aver adottato la misura estrema del blocco del traffico
per tre giorni per combattere l’emergenza inquinamento. Salvini,
questa volta su Facebook, bolla l’iniziativa come “una
cazzata inutile che non risolve i problemi dell’aria (che fa
schifo) e disturba solo chi vorrebbe lavorare”.
Un’uscita
in pieno stile Salvini. Un
atto d’accusa vuoto, senza lo straccio di una proposta alternativa.
La solita strumentalizzazione di problemi oggettivi solo per
lucrare qualche elemento di consenso, o almeno per provarci.
Quando il ‘felpato’ scegli i social, poi, non ce n’è per
nessuno. Per
il suo ruolo di accusatore seriale le regole di comunicazione
imposte da Twitter e Facebook sono perfette:
poche parole (tanto non c’è niente da spiegare), il solito
super-concentrato di demagogia.
E
così quando un sindaco sceglie una misura estrema come il
blocco del traffico, ecco Salvini che riemerge dal breve letargo
natalizio e in un colpo solo dice che “l’aria di Milano fa
schifo” (lavandosi le mani del fatto che la Lega governa in
Lombardia e al Nord ormai da decenni) e soprattutto che la scelta di
Pisapia “è una cazzata” perché mette in difficoltà chi
“vorrebbe lavorare”. Appena
c’è uno spiraglio di malcontento, Salvini ci si infila senza
pudore.
Facciamo
nostra la risposta del senatore del Pd Franco Mirabelli

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