Gran Bretagna, i raid in Siria contro l'Isis in 3 punti
Ok dei Comuni alla mozione di Cameron. Modalità, rischi e motivi dell'azione.
Anche
Londra va alla guerra. Subito dopo il voto della Camera dei Comuni
favorevole all'allargamento dei raid anti-Isis in Siria, quattro
Tornado britannici sono decollati dalla base aerea cipriota di
Akrotiri.
I cieli della Siria, oltre a quelli dell'Iraq, si aprono ai bombardieri della Royal Air Force (Raf) che si aggiungono a quelli della coalizione internazionale guidata dagli Usa.NETTO VIA LIBERA IN AULA. Il premier britannico David Cameron ha ottenuto un via libera netto ai raid (397 sì e 223 no) che invece furono negati nel 2013 contro le forze del presidente siriano Bashar al-Assad.NIENTE 'BOOTS ON THE GROUND'. La mozione del governo conservatore autorizza solo attacchi aerei contro l'Isis in Siria, mentre è esclusa l'ipotesi 'boots on the ground', quella delle truppe di terra.
I cieli della Siria, oltre a quelli dell'Iraq, si aprono ai bombardieri della Royal Air Force (Raf) che si aggiungono a quelli della coalizione internazionale guidata dagli Usa.NETTO VIA LIBERA IN AULA. Il premier britannico David Cameron ha ottenuto un via libera netto ai raid (397 sì e 223 no) che invece furono negati nel 2013 contro le forze del presidente siriano Bashar al-Assad.NIENTE 'BOOTS ON THE GROUND'. La mozione del governo conservatore autorizza solo attacchi aerei contro l'Isis in Siria, mentre è esclusa l'ipotesi 'boots on the ground', quella delle truppe di terra.
Un
Tornado della Raf nella base cipriota di Akrotiri (Getty).
La flotta aerea attuale: otto Tornado e droni Predator
Quattro
Tornado della Raf hanno condotto i primi attacchi aerei contro lo
Stato islamico in Siria.
Dalla base cipriota di Akrotiri, già utilizzata dalla Gran Bretagna per le operazioni contro l'Isis in Iraq, sono pronti a partire altri quattro Tornado GR4s dotati di missili di precisione Brimstone (considerati l'arma più efficace in queste azioni), un velivolo di rifornimento e droni Predator senza pilota armati con missili Hellfire.
È inoltre previsto l'invio di altri otto fra Tornado e Typhoon verso la base di Cipro.I RAID POTREBBERO NON BASTARE. Secondo molti osservatori, i raid non basteranno da soli a sconfiggere l'Isis. Il think thank inglese Royal United Services Institute (Rusi) ha spiegato che i Tornado della Raf «non faranno molta differenza» all'interno della coalizione e piuttosto servirebbero «credibili forze arabe pronte a combattere sul terreno».
Dalla base cipriota di Akrotiri, già utilizzata dalla Gran Bretagna per le operazioni contro l'Isis in Iraq, sono pronti a partire altri quattro Tornado GR4s dotati di missili di precisione Brimstone (considerati l'arma più efficace in queste azioni), un velivolo di rifornimento e droni Predator senza pilota armati con missili Hellfire.
È inoltre previsto l'invio di altri otto fra Tornado e Typhoon verso la base di Cipro.I RAID POTREBBERO NON BASTARE. Secondo molti osservatori, i raid non basteranno da soli a sconfiggere l'Isis. Il think thank inglese Royal United Services Institute (Rusi) ha spiegato che i Tornado della Raf «non faranno molta differenza» all'interno della coalizione e piuttosto servirebbero «credibili forze arabe pronte a combattere sul terreno».
Il dibattito: Cameron invoca i raid in nome della sicurezza
Cameron
aveva sollecitato l'intervento come una necessità, sullo sfondo
delle invocazioni d'aiuto del presidente francese François Hollande,
dell'incoraggiamento del Dipartimento di Stato Usa e dell'inedito
invio di sei Tornado da ricognizione anche da parte della
Germania.
«Questi terroristi pianificano di ucciderci. Ci attaccano per quello che siamo, non per quello che facciamo», ha detto in Aula.
Il premier non ha negato che occorra una strategia più ampia oltre all'uso delle armi ma ha anche ricordato che molte delle trame terroristiche degli ultimi mesi contro il Regno Unito (sette, secondo Downing Street) sono state «orchestrate in Siria».
Un modo per dire che i raid dovrebbero aiutare a proteggere la sicurezza dei cittadini britannici.CORBYN: NON RIPETERE VECCHI ERRORI. L'esatto contrario di ciò che pensano il leader laburista Jeremy Corbyn e gli altri oppositori, come gli scozzesi del Snp, secondo i quali l'ennesimo ordine di fuoco agli aerei di Sua Maestà è un brutto film già visto dopo quelli dell'Afghanistan, dell'Iraq e della Libia.SPACCATURA INTERNA AL LABOUR. Ma a spianare la strada al successo in Aula di Cameron è stata anche la spaccatura interna al Labour, sfociata nella libertà di scelta che Corbyn ha dovuto concedere alla fronda interna.
«Questi terroristi pianificano di ucciderci. Ci attaccano per quello che siamo, non per quello che facciamo», ha detto in Aula.
Il premier non ha negato che occorra una strategia più ampia oltre all'uso delle armi ma ha anche ricordato che molte delle trame terroristiche degli ultimi mesi contro il Regno Unito (sette, secondo Downing Street) sono state «orchestrate in Siria».
Un modo per dire che i raid dovrebbero aiutare a proteggere la sicurezza dei cittadini britannici.CORBYN: NON RIPETERE VECCHI ERRORI. L'esatto contrario di ciò che pensano il leader laburista Jeremy Corbyn e gli altri oppositori, come gli scozzesi del Snp, secondo i quali l'ennesimo ordine di fuoco agli aerei di Sua Maestà è un brutto film già visto dopo quelli dell'Afghanistan, dell'Iraq e della Libia.SPACCATURA INTERNA AL LABOUR. Ma a spianare la strada al successo in Aula di Cameron è stata anche la spaccatura interna al Labour, sfociata nella libertà di scelta che Corbyn ha dovuto concedere alla fronda interna.
I rischi: stragi di civili, nuova ondata di profughi e attacchi terroristici
Secondo
gli oppositori, i rischi principali degli attacchi aerei sono
l'uccisione di altri civili siriani innocenti, la creazione di una
nuova ondata di profughi e il pericolo di attacchi terroristici
contro la Gran Bretagna, come accaduto ad altri Paesi schierati in
prima linea (Russia e Francia).
Il piano di Cameron include azioni di tipo militare, diplomatico e umanitario. Rivendicando il diritto a difendersi contro la minaccia dell'Isis, il premier britannico ha anche esortato la transizione al potere in Siria. INCOGNITE SULLA DURATA DELLA MISSIONE. La durata della missione non è stata decisa. Per alcuni esperti basterebbero mesi, o addiruttura settimane, per sconfiggere lo Stato islamico.
Ma gli scettici credono che l'operazione possa trasformarsi in una guerra lunga e costosa, le cui conseguenze a lungo termine sarebbero solo negative.
Il piano di Cameron include azioni di tipo militare, diplomatico e umanitario. Rivendicando il diritto a difendersi contro la minaccia dell'Isis, il premier britannico ha anche esortato la transizione al potere in Siria. INCOGNITE SULLA DURATA DELLA MISSIONE. La durata della missione non è stata decisa. Per alcuni esperti basterebbero mesi, o addiruttura settimane, per sconfiggere lo Stato islamico.
Ma gli scettici credono che l'operazione possa trasformarsi in una guerra lunga e costosa, le cui conseguenze a lungo termine sarebbero solo negative.
Da
Lettera43.it

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