Un acido grasso per combattere il morbo di Crohn
IL segreto
per tenere a bada il morbo di Crohn potrebbe essere l’assunzione di
un particolare acido grasso. E’ questo, in estrema sintesi, il
risultato che emerge da uno studio degli scienziati francesi
dell’Inserm -l’Istituto Nazionale di Ricerca Medica del Paese-
pubblicato dalla prestigiosa rivista Gastroenterology. Una scoperta
che potrebbe ora aprire a nuovi possibili trattamenti per cercare di
spegnere l’infiammazione che si genera a livello intestinale.
CHE
COS’È LA MALATTIA DI CROHN?
Il
morbo di Crohn è una patologia che rientra nella categoria delle
MICI, le malattie croniche intestinali. A soffrirne in Italia sono
circa 200 mila persone, molte delle quali sono giovani tra i 20 e i
35 anni. La patologia è caratterizzata da ulcerazioni della mucosa
intestinale e interessa tutto il tratto digerente. I sintomi più
frequenti sono rappresentati da diarrea, spesso sanguinolenta, dolore
addominale e dimagrimento. Possono essere presenti stati infiammatori
che riguardano anche altri distretti, come fegato, occhi ed
epidermide.
GENETICA
E VIRUS: ECCO LE CAUSE AD OGGI CONOSCIUTE
Ad
oggi, pur sapendo che si tratta di una malattia infiammatoria
autoimmune, le cause del morbo di Crohn non sono ancora del tutto
note. Diversi studi hanno indicato che la presenza di due particolari
mutazioni nei geni NOD2 e CARD15 possono predisporre all’insorgenza
del disturbo. Non solo, altre ricerche hanno dimostrato che l’innesco
della reazione autoimmune può essere anche causata dalla presenza di
infezioni virali intestinali. Ora, con lo studio francese, si
aggiunge un altro tassello alla comprensione della malattia.
UNA
BARRIERA PER IMPEDIRE LE INFEZIONI
Gli
autori dello studio, analizzando il tessuto intestinale malato, hanno
scoperto che in questi pazienti ciò che manca è la produzione di un
particolare acido grasso -15-HETE- da parte delle cellule gliali
dell’intestino, il sistema immunitario del tratto digerente. In
particolare questo acido grasso a livello intestinale funge da
barriera fisica contro l’invasione di virus e batteri. Ecco perché,
una sua scarsa produzione, lascia liberi gli agenti patogeni di agire
indisturbati aumentando di fatto l’infiammazione tipica del morbo
di Crohn. Un risultato che verrà sfruttato a fini terapeutici
per valutare se l’aggiunta di 15-HETE sia in grado di
alleviare i sintomi della malattia.
Da
http://www.ilsecoloxix.it

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