Prima mossa di Sinistra italiana: aprire alla nuova destra grillina
Purtroppo Fassina conferma: al ballottaggio a Roma potremmo appoggiare M5S
Avevamo
sperato che Stefano Fassina si fosse espresso male, stamane ad Agorà,
quando aveva detto: “Non precludo la possibilità di sostenere un
candidato del Movimento Cinque Stelle a Roma se sul piano
programmatico è più compatibile con la nostra idea di sviluppo di
una città. Vogliamo stare sui programmi”.
E
quindi gli abbiamo telefonato: “Stefano, ma che hai detto? Votare
Grillo?”.
Lui
ci ha risposto così: “Ho detto che al ballottaggio valuteremo i
programmi. Se il Pd va con Marchini o la Lorenzin come si fa a
votarlo? Potremmo votare Cinque Stelle, certo”.
Un
po’ più chiaro. “Ma non metterla come una correzione, non
correggo nulla di quanto ho detto ad Agorà”, ha precisato.
Comunque
è una brutta partenza, per Sinistra italiana. Nata 48 ore fa, già
commette un primo serio errore. Già si fa prendere dallo spirito
antagonistico e polemico verso il Pd, a rischio di offuscare le
ragioni della sua esistenza.
Già,
perché l’obiettivo strategico che avevamo intravisto nella nuova
avventura dei post-Sel era quello della (ri)conquista di pezzi
dell’elettorato anti-sistema che sta trovando casa nel movimento
grillino per (ri)portarlo a sinistra, nel campo del progresso e della
politica. Esattamente il contrario dell’appoggiarlo, quel
Movimento.
La
vittoria di Cinque Stelle rappresenterebbe la vittoria
dell’antipolitica. In questo senso è una nuova destra, agli
antipodi di un partito super-politico come Sinistra italiana vuole
essere. Per quanto polemico con il Pd di Renzi, una persona
intelligente come Stefano Fassina non dovrebbe imboccare scorciatoie
da anni Venti, quando i comunisti preferivano i fascisti ai
socialdemocratici. Non vorremmo che la tragedia si ripetesse come
farsa.
Da
http://www.unita.tv

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