"L'olio non era extravergine", indagate sette note aziende nazionali
di
SARAH MARTINENGHI
per Repubblica.it
Il
pm Guariniello accusa di frode i rappresentanti legali delle società
olearie. Sarebbero coinvolti anche marchi entrati nella storia della
pubblicità come Carapelli, Bertolli e Sasso
Non
era extravergine l'olio venduto da una serie di grandi case
produttrici, ma era di categoria "2", ovvero semplice "olio
vergine", meno pregiato e soprattutto meno costoso. Lo ha
scoperto il procuratore Raffaele Guariniello che, dopo la
segnalazione di un periodico specializzato in alimenti, ha mandato i
carabinieri dei Nas di Torino a prelevare alcune bottiglie campione
nei supermercati torinesi. A sorpresa, però, sono risultati
"taroccati" alcuni condimenti tra i più venduti, e sette
rappresentanti legali delle aziende olearie coinvolte sono così
stati indagati con l'accusa di frode in commercio. "Si
tratterebbe dei marchi Carapelli,
Santa
Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna (confezionato per la
Lidl) e Antica Badia (per Eurospin)", tutti oli prodotti in
Toscana, Abruzzo e Liguria.
Il
pm ha iniziato a indagare dopo aver ricevuto una segnalazione da una
rivista di tutela dei consumatori, e dopo aver ricevuto i risultati
dal monopolio delle dogane, ha informato il ministero delle Politiche
agricole. Ora le indagini proseguiranno per fare ulteriori
accertamenti sulla provenienza delle olive.

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