La rivolta immaginaria di Milano è solo sul Fatto Quotidiano
Fabrizio
Rondolino per http://www.unita.tv
Oggi
Renzi arriva in una Milano assediata. Posti di blocco, mobilitazione
straordinaria delle forze dell’ordine, esercito in stato di allerta
permanente. Numerosi cortei attraversano fin dalle prime ore del
giorno la metropoli lombarda, il centro è paralizzato e le periferie
sono in fiamme. Le manifestazioni dei centri sociali bolognesi di
domenica, contro l’adunata di Salvini a piazza Maggiore, sembrano,
al confronto, un ballo di educande. Si teme per l’incolumità del
presidente del Consiglio: la scorta è stata triplicata, due
elicotteri si sono alzati in volo, una batteria antimissile è già
stata allertata.
Non
spaventatevi, non è vero niente: abbiamo controllato i notiziari e
Milano è serena e operosa come sempre. E’ che leggendo il Fatto,
stamattina, ci eravamo spaventati davvero: “Renzi oggi è a Milano
– si legge in prima pagina – e la città è già in rivolta
contro il ‘Progetto 2040’”, cioè la
proposta di destinare una parte dell’area Expo alla costruzione di
un polo di ricerca sulle tecnologie umane.
E
in che cosa consisterebbe la “rivolta” annunciata dal giornale di
Travaglio? Siccome il progetto prevede la guida dell’Istituto
italiano di tecnologia di Genova e il coinvolgimento di un istituto
di Torino e un altro di Trento, qualcuno a Milano (per esempio il
rettore della Bicocca) s’è lamentato. Niente di grave e niente di
irreparabile, come spiega sul Corriere di
oggi Gianluigi Condorelli, scienziato di punta dell’Humanitas, il
centro d’eccellenza alle porte del capoluogo lombardo: “Nella
ricerca non bisogna fare campanilismi, l’intelletto non deve avere
aree geografiche”. Quanto a Milano, “deve essere fiera di essere
stata scelta perché è la dimostrazione che è la migliore piazza
italiana dove fare ricerca oggi”, tanto più che “i poli
scientifici milanesi saranno capaci di giocare un ruolo da
protagonista”.
E
pensare che secondo il Fatto Renzi
“in un colpo solo è riuscito a scontentare tutta la Milano
dell’università, della ricerca, dell’innovazione”. Salvo che
nessuno se n’è accorto. L’insurrezione è rimandata.

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