Visualizzazione post con etichetta Salvini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salvini. Mostra tutti i post

30 mar 2016

Salvini, quando una (legittima) battaglia politica diventa una campagna d’odio

Salvini, quando una (legittima) battaglia politica diventa una campagna d’odio

Il segretario della Lega convoca una marcia nel comune natale dell’ex ministra Fornero. E’ l’ennesimo tentativo di cavalcare le pulsioni più becere del popolo italiano per provare a cambiarne (a suo favore) l’identità

In Italia c’è un uomo che professa odio. Quest’uomo risponde al nome di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, assiduo frequentatore di talk show televisivi e noto strumentalizzatore di tragedie globali.
Colui che vuole trasformare la politica in una collezione di felpe per tutte le stagioni, se la prende, e non è una novità, con l’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero e la sua “infame” riforma delle pensioni. Questa volta lo fa da Gerusalemme, dove è in visita, invitando all’invasione del comune natale della professoressa piemontese. Una vera e propria marcia contro la persona, convocata su Facebook dal capopopolo leghista: “La Fornero, con la sua legge infame (votata dal Pd), ha rovinato milioni di italiani! E Renzi non ha mosso un dito per cambiarla. Schifo e vergogna! Vi aspetto questo venerdì, primo aprile, in piazza a San Carlo Canavese (TO), paese natale della signora: noi non molliamo!”, scrive Salvini.
E poco dopo, questa volta su Twitter, ribadisce il concetto, sottolineando che lo fa da Gerusalemme, dove probabilmente nessuno sa di cosa stia parlando.


Quel “via la Fornero”, quell’appello all’invasione di piazza, sono qualcosa di davvero odioso e sconcertante. Dietro questa parole non c’è una (legittima) battaglia politica ma una campagna d’odio verso colei che secondo Salvini “dovrebbe essere esiliata”. Una campagna che, proprio perché proveniente da colui che si erge a difensore dell’identità e della cultura di casa nostra contro l’invasione straniera, assume un significato ancora più forte e paradossale. E ci sentiamo a gridarlo a gran voce: costui non rappresenta l’identità del popolo italiano, costui ne cavalca le pulsioni più becere e profonde per provare a cambiarla questa identità. Siamo certi che non ci riuscirà.
“Non rispondo a queste provocazioni – afferma la diretta interessata – devo presumere che Salvini si muova strettamente in un contesto di legalità. Se poi ci fossero degli elementi di illegalità, sarà compito delle autorità competenti occuparsene”.
Chapeau.
Di Stefano Cagelli per L' Unità.TV


28 ott 2015

Salvini, l’antitaliano contro la flessibilità europea

Salvini, l’antitaliano contro la flessibilità europea

Junker apre alla possibilità di sconti per i Paesi impegnati per l’accoglienza
Le parole del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker rappresentano un passo avanti per Roma, che da tempo chiede che la famosa flessibilità venga parametrata in base agli sforzi che ogni paese sostiene sul fronte dell’accoglienza. È una novità importantissima.
Va ricordato che nel testo della legge di stabilità presentata da governo sono presenti richieste di flessibilità per 0,2 punti di Pil (cioè di potersi indebitare per altri 3 miliardi di euro circa) proprio in ragione dell’emergenza migranti.
Il fatto è che oggi Bruxelles ha aperto sulla concessione di margini finanziari in risposta alla crisi dei migranti: la Commissione europea “applicherà la flessibilità” alle spese per i rifugiati perché “siamo di fronte ad una situazione di eccezionalità”, ma tale flessibilità sarà “applicata Paese per Paese” e purché siano dimostrati “sforzi straordinari”. Questo ha detto  ha detto Juncker, precisando che “anche tra i grandi Paesi c’è chi non fa sforzi sufficienti”.
Ma ecco che invece di plaudire, Matteo Salvini si è scatenato in una reazione furibonda, bollando come “una vergogna” l’apertura Ue, un esempio di “mondo al contrario: spiace che Renzi sia complice di questo mondo al contrario”.
Un’uscita propria di “un anti-italiano”, come il capogruppo del Pse Gianni Pittella ha definito il capo leghista. Disgustato dal fatto che forse al nostro Paese arriveranno alcun miliardi in più. Non come regalia ma come riconoscimento dell’impegno italiano a salvare alcune decine di migliaia di vite umane.
Da http://www.unita.tv/focus