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20 feb 2016

Turchia, dietro gli attacchi l'oscura politica di Erdogan

Turchia, dietro gli attacchi l'oscura politica di Erdogan

(© Getty Images) L'attentato contro il mezzo militare ad Ankara, in Turchia.

Bombarda i curdi in Siria, in Iraq e nel Kurdistan interno. E foraggia i jihadisti. Attirando gli attentati in patria. Le manovre di Erdogan si ritorcono contro di lui.



O la resa o la guerra totale: per la Turchia di Erdogan non c’è alternativa.

I curdi siriani della Rojava (Ypg/Pyd) accelerano spinti dai raid russi, in vista dell’improbabile cessate il fuoco del 21 febbraio.
I socialisti, ramo siriano del Partito curdo dei lavoratori (Pkk), controllano ormai l’80% dei territori sul confine settentrionale tra la Turchia e la Siria: una lunga striscia da Est a Ovest attraverso l’Anatolia, interrotta solo dalla regione a Nord di Aleppo dove i ribelli arretrano in favore di Assad e delle brigate Ypg.
LA REAZIONE TURCA. Da questo canale Erdogan ha lasciato entrare negli ultimi giorni centinaia di combattenti islamisti siriani, addestrati in Turchia, con i quali tentare il tutto per tutto, e ha ordinato all’artiglieria turca di aprire il fuoco verso la Siria contro le brigate curde Ypg. Mentre nel Kurdistan turco proseguono i bombardamenti e la guerriglia contro il Pkk, a Diyarbakir e in altre trincee.
In questa cornice caotica - che include l’effetto boomerang degli attentati di Isis e al Qaeda per lo spericolato foraggiamento di gruppi jihadisti del governo - vanno letti gli ultimi gravi attentati che hanno colpito Ankara (almeno 28 morti e 61 feriti per un’autobomba contro un autobus militare) e Diyarbakir (altri 7 morti nell’esplosione di un altro convoglio militare) del 17 e 18 febbraio. L'attentato di mercoledì 17 è stato rivendicato dal gruppo Tak (Falchi per la liberazione del Kurdistan), un tempo legato al Pkk. Sul loro sito, i militanti lo hanno definito una risposta alle politiche del presidente Erdogan e hanno minacciato altri attacchi.
L'AZIONE DEI SERVIZI. Sono i pesanti danni collaterali dello scontro bellico più aspro, e forse irreversibile, in corso nella regione mediorientale dai tempi della Seconda guerra mondiale. Una destabilizzazione, quella della Turchia, che avviene in uno Stato tradizionalmente ostaggio di manovre e complotti dei servizi segreti.
Accusati di avere un ruolo anche nell'espansione dell'Isis e in diversi attacchi recenti.

Erdogan accusa il Pkk e Ypg ma i curdi negano resposabilità

Un quartiere distrutto della capitale del Kurdistan  turco Diyarbakir.
(© Getty Images) Un quartiere distrutto della capitale del Kurdistan turco Diyarbakir.
I bersagli degli ultimi attacchi in Turchia sono entrambi mezzi e soldati dell’esercito e per Ankara non ci sono dubbi: si tratta di una rappresaglia guidata dalle brigate Ypg dei distretti autonomi curdi della Rojava, Kobane e altre due Comuni, e dalla loro casa madre del Pkk.
Il kamikaze dell’attentato nella capitale - nel quadrilatero affollato del parlamento e del quartier generale dell'Aeronautica, un duro colpo inferto a Erdogan - sarebbe un 24enne siriano legato ai curdi del Ypg/Pyd, entrato in Siria a luglio da rifugiato, come proverebbero le sue impronte digitali.
Il Pkk ha una tradizione di azioni di kamikaze e anche la dinamica ha una sua logica: nella settimana dell’offensiva russa su Aleppo che favorisce il regime e i curdi, Erdogan ha ordinato all’artiglieria di «proseguire il fuoco» verso la Rojava.
TEMPISTICHE SOSPETTE. Ma il condizionale è d’obbligo: in 30 anni di lotta armata il Pkk di Abdullah Öcalan non ha mai avuto problemi a rivendicare i suoi attacchi e stavolta invece nega, come le brigate siriane Ypg, la paternità dell’attentato di Ankara, che sarebbe invece di matrice dell’Isis.
Dai curdi, riusciti in Turchia per la prima volta a entrare nel parlamento, Erdogan viene al contrario accusato di avere messo in atto, da mesi, una sanguinosa strategia della tensione, mirata a delegittimare le rivendicazioni della prima minoranza etnica nel Paese (circa il 20% della popolazione), in primo luogo con attentati «dell’Isis» contro i curdi, ma anche con altre operazioni coperte.
Le bombe ravvicinate contro i due convogli militari ad Ankara e Diyarbarkir cadono in concomitanza con le pressioni di Erdogan sugli Usa e sull’Ue per classificare, al pari del Pkk, i curdi siriani del Ypg/Pyd della Royava «organizzazione terroristica».
YPG TRA USA E RUSSIA. Gli Stati Uniti, però, frenano. Fondato nel 2004, il Pyd, che è il primo partito curdo dei curdi siriani, non è mai stato nelle black list dell’Onu e del blocco occidentale.
Deriva ideologicamente dal Pkk, come l’Hdp filocurdo di Selattin Demirtas che è riuscito a superare lo sbarramento elettorale, ma le sue brigate Ypg sono state formate solo nel 2012, per conquistare territori nella guerra civile siriana.
Dal 2014 poi l’Amministrazione Usa ha anche cautamente armato i curdi di Kobane, decisivi nel respingere l’Isis, arrivando anche, come l’Ue, a considerare l’ipotesi  di depennare il Pkk (di rinforzo nella Rojava siriana con i peshmerga curdo-iracheni) dalla lista dei gruppi terroristici.

Terrorismo islamico o ritorno della strategia della tensione?

Non è politicamente nell’interesse del Ypg/Pyd, né del Pkk, far esplodere bombe adesso.
Ma lo scontro frontale tra il “sultano” Erdogan e lo “zar” Vladimir Putin sta polarizzando i fronti, facendo esplodere la questione curda.
Ankara ha disposto raid a tappeto contro le basi del Pkk in Iraq e prepara un’azione di terra in Siria con i sauditi. I curdi siriani della Rojava si sono alleati con la Russia, complice l’appoggio deciso di Putin.
E gli Usa, per bocca del vice di Obama Joe Biden che a suo tempo accusava Erdogan di flirt «con l’Isis», prendono le distanze dai combattenti Ypg.
TURCHIA, HUB DELL'ISIS. Tante turbolenze, non ultima l’essere diventata il principale hub dei jihadisti di Isis e al Nusra (il ramo siriano di al Qaeda, alleato con i ribelli) a causa delle mire espansionistiche del governo islamista, espongono la Turchia a una crescente insicurezza interna.
Dalle campagne elettorali per le Legislative del 2015 (il voto inconcludente di giugno, poi le anticipate a novembre), l’Hdp curdo e i supporter di Kobane sono stati vittime di bombe e kamikaze «dell’Isis» che hanno fatto oltre 130, che l’Isis non ha mai riconosciuto.
ATTENTATI OSCURI. In autunno Demirtas è scampato agli spari contro la sua auto blindata, il capo degli avvocati curdi Tahir Elci è stato ucciso in una sparatoria a Diyarbakir e diversi altri attentati terroristici dai contorni oscuri hanno colpito la Turchia.
Fino alla strage di turisti tedeschi di inizio 2016 davanti alla Moschea blu di Istanbul, quella sì, rivendicata dal Califfato e l'unica dai contorni abbastanza chiari.
Le altre decine di attacchi, e centinaia tra morti e feriti, dell'ultimo anno ricordano ai turchi più la lunga stagione, anche terroristica, dei colpi di Stato che il Califfato dell'Isis: una zona grigia determinata dai depistaggi dalla casta dei militari turchi.
Erdogan li ha prima estromessi dal potere e ha poi cercato di controllare i potenti servizi segreti, non è ancora chiaro con quanto successo.

1 dic 2015

Turchia, esplosione in una stazione della metro a Istanbul: sospesa circolazione, forse una vittima

Turchia, esplosione in una stazione della metro a Istanbul: sospesa circolazione, forse una vittima

Secondo il canale Haberturk Tv, un trasformatore elettrico ha innescato la detonazione

ISTANBUL - Una forte esplosione è avvenuta in una stazione della metropolitana a Istanbul. I media riferiscono di feriti, forse una vittima. La municipalità ha sospeso la circolazione dei treni nella stazione della metro di Bayrampasa. Haberturk Tv riferisce di una vittima, lo stesso canale televisivo attribuisce l'origine dell'esplosione a un trasformatore, che avrebbe fatto da innesco.
Da Repubblica.it


30 nov 2015

Turchia, la rabbia curda al funerale di Elci inni pro Pkk e slogan contro Erdogan ( Foto )

Turchia, la rabbia curda al funerale di Elci
inni pro Pkk e slogan contro Erdogan

Slogan contro il presidente Erdogan, accuse al governo, inni al Pkk: i funerali di Tahir Elci, l'avvocato curdo ucciso a Diyarbakir nel corso di una misteriosa sparatoria, si sono trasformati in una grande manifestazione di popolo antigovernativa. Decine di migliaia di persone hanno accompagnato il feretro coperto dalla bandiera rossa, verde e gialla per i viali di Diyarbakir dove sono arrivate anche delegazioni di avvocati da tutta la Turchia. I leader del partito filocurdo in parlamento hanno ribadito di ritenere la morte di Elci un omicidio politico e di nutrire poche speranze che le indagini facciano luce sui colpevoli. Sabato, a poche ora dall'uccisione di Elci, in diverse città turche, da Istanbul ad Ankara, i cittadini curdi erano scesi in piazza e ci sono stati incidenti e cariche della polizia

da Repubblica.it








Attenzione Erdogan tu si, che stai giocando con il fuoco....e noi Europei  dove abbiamo messo il senso della giustizia ???

25 lug 2015

Turchia, bombe anche sui curdi in Iraq ...Il Pkk sfida Erdogan:

Seconda notte di bombe turche contro l’Isis. Colpito anche il Pkk in Iraq: “Fine della tregua”

Continua l’offensiva del governo di Ankara. 600 arresti delle retate anti-terrorismo

Per la seconda notte consecutiva i jet dell’esercito turco hanno bombardato obiettivi dell’Isis al confine con la Siria. Gli aerei da combattimento hanno anche colpito campi dei militanti curdi del Pkk nel nord dell’Iraq.  
Si tratta della prima volta che Ankara colpisce i curdi da quando nel 2013 venne annunciata la tregua, siglata dallo storico leader del gruppo separatista curdo, Abdullah Ocalan. La reazione del PKK è durissima: «Quell’accordo non ha più significato dopo gli intensi bombardamenti aerei da parte dell’esercito di occupazione turco». Si riaccende così un conflitto che si trascina da 31 anni ed è costato 40.000 morti. 
L’agenzia di informazione privata Dogan ha scritto che i jet turchi hanno colpito strutture di addestramento del PKK, rifugi e batterie contraeree nel nord dell’Iraq. Le tensioni tra Ankara e i curdi erano salite nei giorni scorsi dopol’attentato suicida dell’Isis lunedì a Suruc, nel sud-est della Turchia. I guerriglieri curdi rimproverano al governo turco di non combattere i terroristi dello Stato islamico. Mercoledì scorso poi, il Pkk si era assunto la responsabilità dell’uccisione di due agenti di polizia turchi vicino all’importante città curda di Sanliurfa, nei pressi del confine con la Siria. 
In altri attacchi messi in atto dai curdi, sette ufficiali di polizia erano rimasti feriti a causa di una piccola bomba scagliata da sospetti militanti del PKK contro una stazione di polizia a Bismil, vicino alla principale città curda di Diyarbakir, secondo quanto riportato ancora dall’agenzia Dogan. Gli assalitori avevano anche lanciato un altro piccolo ordigno contro un mezzo della polizia a Semdinli, vicino al confine con l’Iraq. Ankara si muove anche in Patria. Salgono a 590 gli arresti eseguiti nell’ambito delle retate antiterrorismo nel Paese. 
Gli attacchi della Turchia contro le posizioni dell’Isis erano cominciati ieri dopo l’attentato suicida di Suruc e l’uccisione di un soldato turco in un’imboscata dello Stato islamico. Tre F-16 avevano colpito obiettivi dell’Isis tra cui due centri di comando e un punto di raccolta vicino al confine turco con la Siria. E parallelamente il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva confermato diaver concesso agli Usa di utilizzare la base di Incirlik, nella provincia meridionale turca di Adana, per condurre operazioni militari contro l’Isis «entro certe condizioni». 
Da La Stampa.it

Ecco il vero obiettivo di Recep Tayyip Erdogan disfarsi degli scomodi Curdi altro che ISIS ...la scusa era quella che attendeva da molto tempo


24 lug 2015

Turchia, via ai bombardamenti anti-Isis in Siria. Arresti e blitz contro terroristi e curdi

Turchia, via ai bombardamenti anti-Isis in Siria. Arresti e blitz contro terroristi e curdi

Secondo la tv di Stato turca, aerei da guerra di Ankara hanno colpito obiettivi dell'Isis oltre il confine con la Siria. L'emittente Trt afferma che quattro jet sono decollati dalla base aerea sudorientale di Diyarbakir e hanno sparato missili contro obiettivi Isis nel villaggio siriano di Havar, oltre il confine della provincia turca di Kilis. Secondo la tv di Stato, gli aerei non hanno violato lo spazio aereo siriano.Gli aerei da guerra di Ankara hanno ucciso almeno 35 militanti dello stato islamico. Lo riferiscono i media turchi anche se la notizia non è stata confermata da fonti ufficiali.

Intanto 
almeno 251 persone sono state arrestate in Turchia in un blitz anti-terrorismo contro l'Isis e i curdi. Lo riferisce al Arabiya che cita l'ufficio del premier. Nel comunicato si sottolinea che il Paese «è determinato a combattere tutti i gruppi terroristici, senza distinzione».

La polizia, con l'appoggio degli elicotteri, ha condotto il blitz in diversi quartieri di Istanbul a caccia di jihadisti, dei membri del Pkk e di altri gruppi terroristici, riferisce il comunicato del governo. Il numero degli arrestati non è chiaro, ma diverse fonti parlano di 251. L'agenzia Dogan ha poi riferito che sono stati presi di mira 140 indirizzi in 26 quartieri e che l'operazione antiterrorismo ha coinvolto 5mila poliziotti.
Da IL Messaggero.it

Sopratutto una scusa per liberarsi 

dei Curdi ….contro l' Isis è tutto

 da verificare.