13 nov 2015

Milano, ebreo accoltellato: intensificata vigilanza nei luoghi a rischio. "Non abbiamo paura"

Milano, ebreo accoltellato: intensificata vigilanza nei luoghi a rischio. "Non abbiamo paura"

In prefettura vertice d'urgenza tra i responsabili della sicurezza. Indagano i magistrati del pool anti-terrorismo. Il presidente Ucei: "Non ci faremo intimidire". Ma l'intifada dei coltelli spaventa la comunità



Immediato rafforzamento della vigilanza su tutti gli obiettivi sensibili, a partire dalla scuola ebraica che si trova a pochi metri dal luogo del ferimento. Il rischio che "l'intifada dei coltelli" avviata dai palestinesi all'inizio di ottobre possa manifestarsi anche qui, spaventa l'Italia. E spaventa Milano, la città in cui è stato ferito per strada Nathan Graff, genero di uno dei rabbini della comunità locale. Per ragionare su come e cosa fare, la prefettura ha convocato una riunione d'urgenza fra tutti i membri del tavolo che si occupa di sicurezza e vigilanza sui cosiddetti 'luoghi sensibili' e i vertici della comuità ebraica milanese.






Indaga il pool anti-terrorismo.
In procura invece il caso è stato affidato al pool coordinato da Maurizio Romanelli che si occupa di anti-terrorismo e reati politici. Non è ancora chiaro se gli inquirenti contesteranno l'aggravante dell'odio razziale: la valutazione del materiale raccolto dalla Digos è appena iniziato. L'ipotesi di reato, comunque, sarà con tutta probabilità tentato omicidio.
Preoccupazione in Israele. 
La notizia ha avuto un grande rilievo in Israele, tutti i mass media riportano il fatto che ha anche aperto il primo notiziario della radio militare. Nei siti web ortodossi locali è forte la preoccupazione che "l'intifada dei coltelli" possa arrivare anche in Europa. Nel frattempo nelle sinagoghe si invita a pregare affiché "Nathan, figlio di Haya-Sarah" si ristabilisca dalle ferite patite. "Non credo che sia una vicenda personale - dice Milo Hasbani, vicepresidente della comunità di Milano - Stiamo cercando di ricostruire cosa è successo: il ragazzo può essere stato attaccato perché ebreo, in quanto individuabile. Dunque un bersaglio abbastanza facile".

Lerner: "Mi auguro solidarietà musulmani".
  "I primi a far sentire la loro solidarietà a Nathan Graff e agli ebrei milanesi, mi auguro che siano coloro la cui religione anche fra noi è stata brandita come un coltello: i  musulmani": a scriverlo sul suo blog è Gad Lerner che definisce l'aggressione "una ferita insopportabile per tutta Milano, la cui matrice è quella più temuta: guerra d'importazione dal Medio Oriente, l'ebreo additato come nemico assoluto". E conclude: "Indigna pensare che qualcuno debba preoccuparsi a Milano di nascondere la propria identità, rinunciando alla kippà o a qualsiasi altro segno di appartenenza, perché ciò lo renderebbe esposto a ostilità e aggressioni".



Shaari: "Questione palestinese fuori dal contesto italiano"
. Arriva immediata la risposta dell'Istituto culturale Islamico di viale Jenner. "E' una condanna senza se e senza ma. Totale - dice il presidente Abdel Hamid Shaari - Se una persona cammina per strada e viene accoltellata la solidarietà è fuori discussione, poi dobbiamo vedere se quanto successo possa essere legato all'Isis o alla questione palestinese, che - sottolinea Abdel Hamid Shaari - vanno tenuti fuori dal contesto italiano". Alcuni membri della comunità ebraica milanese hanno parlato da subito di un aggressore arabo. Su questo Shaari afferma: "Le schegge
impazzite purtroppo ci sono sempre e con l'uso del web - nota - sfuggono ai nostri controlli". Lo definisce un atto vile, da condannare" l'imam di Segrate Ali Abu Shwaima. Ma "non creiamo ipotesi sul caso, non accusiamo la nostra comunità, che non c'entra niente". E se ci fossero delle accuse "sarebbero gratuite e fuori posto, noi pratichiamo la convivenza con tutte le altre comunità". E conclude: "A me dà fastidio che la comunità islamica non venga interpellata quando capitano altre aggressioni".

Il 40enne in prognosi riservata. 

Le condizioni di Graff sono stabili: il quarantenne è ancora in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. La ferita più grave, quella al volto, lunga sette centimetri, è stata suturata con un intervento chirurgico. Quando è stato assalito, Graff indossava la kippah, era 'riconoscibile'. E questo è uno degli elementi che inquieta e preoccupa la comunità ebraica che dai primi istanti ha ripetuto che l'aggressore è di origine araba.



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