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9 gen 2016

Russia, la neve blocca 80 auto «Come in un film dell’orrore»

Russia, la neve blocca 80 auto
«Come in un film dell’orrore»

Una gigantesca bufera su un’autostrada negli Urali ha colto di sorpresa dozzine di automobilisti lasciandoli intrappolati per 16 ore. Una persona è morta di freddo. Rabbia sui social network. Appello a Putin


Gli abitanti nella regione dell’Orenburg, in Russia, sono abituati ad un clima spesso rigido. Tuttavia, la bufera che si è abbattuta nella notte del 3 gennaio sull’autostrada che collega Orenburg con Orsk, lungo il fiume Ural, ha colto di sorpresa dozzine di automobilisti rimasti letteralmente sepolti sotto cumuli di neve. I soccorsi sono arrivati dopo oltre 16 ore. Una persona è morta di freddo, oltre ottanta quelle bloccate al gelo (anche molti bambini), senza una via di fuga in un ingorgo di oltre 40 chilometri. Sui social i sopravvissuti sfogano ora tutta la loro rabbia, appellandosi direttamente al presidente Putin.
«Abbandonati»







I responsabili del ministero russo per le emergenze hanno comunicato di aver inviato sul posto «tutte le forze e i mezzi» disponibili non appena i conducenti hanno iniziato a chiamare il 112 - l'equivalente russo del 118 - dopo le 20 di quel sabato sera. I sopravvissuti a quella bufera di neve contestano però quanto dichiarato dalle autorità e, parlando coi media russi, spiegano di essere stati abbandonati a se stessi per oltre 16 ore. Raccontano di aver iniziato a bruciare cartoni, vestiti, le loro cose, per proteggersi dal freddo. «È stato come un film dell'orrore», ha detto il giovane di Orenburg, Pavel Gusev, che su YouTube ha pubblicato un video-appello piuttosto arrabbiato. «Per un’intera giornata nessuno è venuto a soccorrerci», accusa Gusev nel filmato, già cliccato oltre mezzo milione di volte. In quell’ingorgo una persona è morta di freddo; più di una dozzina hanno riscontrato gravi principi di congelamento.

Appello a Putin
Gusev si rivolge direttamente a Putin: chiede di aiutare i sopravvissuti e domanda come sia possibile una cosa così in un Paese generalmente abituato al freddo. «Mi appello a lei, presidente Vladimir Vladimirovich Putin: le chiedo di aiutare coloro che hanno sofferto di gravi congelamenti ... di indagare su questa questione e anche sullo stato dei nostri servizi di emergenza». Aggiunge: la Russia manda aiuti all'estero, ma «non siamo in grado di salvare la nostra gente». La stazione televisiva russa, Vesti TV, riferisce intanto che un poliziotto che ha salvato una donna dal congelamento dandole la sua giacca e i suoi guanti, verrà insignito di una medaglia dal ministero dell'interno regionale.

di Elmar Burchia per IL Corriere Della Sera.it

23 nov 2015

Russia, Putin svela la gigantesca "war room": le azioni militari in diretta su megaschermi

Russia, Putin svela la gigantesca "war room": le azioni militari in diretta su megaschermi

da Repubblica.it

Sembra di essere nella scena di un film quando si entra nella nuova "war room" del ministero della Difesa russo. È di questi giorni la notizia che il presidente russo, Vladimir Putin, ha svelato alla stampa la "stanza dei bottoni" che si sviluppa su tre livelli ed è racchiusa all'interno del Centro di controllo nazionale della difesa di Mosca. È dotato di schermi cinematografici dove si potranno coordinare e seguire in diretta le azioni militari in tutto il mondo e, come ha sottolineato Putin, rappresenta il primo passo nella coalizione con la Francia alla lotta al terrorismo







19 giu 2015

Russia, con le sanzioni a Putin l'Europa brucia 100 miliardi

Russia, con le sanzioni a Putin l'Europa brucia 100 miliardi

Inchiesta di sette giornali europei: la Ue può perdere due milioni di occupati. Per l'Italia si stima un buco di quasi 12 miliardi con 215 mila persone che resteranno senza lavoro
L'INCHIESTA LENA
Questa inchiesta è stata condotta da giornalisti del Lena (Leading European Newspaper Alliance), alleanza  di cui Repubblica fa parte con Die Welt, El Pais, Le Figaro, Le Soir, Tages-Anzeiger e Tribune de Genève. Il servizio qui pubblicato è stato realizzato da: Carlo Bonini, Nicola Lombardozzi e Jenner Meletti (La Repubblica), Jörg Eigendorf, Andreas Maisch, Andre Tauber ed Eduard Steiner (Die Welt), Mario Stäuble (Tages-Anzeiger), Claudi Pérez (El Pais) e Pierre-Alexandre Sallier (Tribune de Genève)


Le sanzioni commerciali dell’Unione europea alla Russia costeranno agli Stati membri un prezzo più alto di quanto previsto e comunicato ai governi nazionali alla fine del maggio scorso dalla Commissione europea. Un’inchiesta del Lena (Leading European Newspaper Alliance) di cui La Repubblica è parte insieme ad altre sette testate europee documenta come l’Europa si prepari a fronteggiare nel lungo periodo uno scenario che comporterà la perdita di due milioni di posti di lavoro e una diminuzione di 100 miliardi di euro in valore aggiunto di beni e servizi destinati all’export.

 la grande caccia ai capitali di oligarchi, uomini politici e funzionari dell’apparato di sicurezza russo coinvolti nella crisi ucraina e inseriti in una black-list di 150 nomi ha prodotto risultati anche solo appena soddisfacenti. Con l’eccezione dell’Italia che è riuscita a sequestrare 30 milioni di euro di beni ad Arkadj Rotenberg, multimiliardario russo intimo di Putin, in ben nove dei 27 Paesi membri (Spagna, Malta, Finlandia, Croazia, Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Irlanda e Lituania) non è stato trovato un solo euro. In Germania i congelamenti di beni non sono andati oltre alcuni cavalli da corsa e 124mila euro. A Cipro, storica piazza finanziaria utilizzata dai russi, sono stati “trovati” solo 120mila euro.
Due i dati del costo pagato dall’economia russa. La Banca centrale di Mosca ha bruciato riserve per 150 miliardi di dollari. Centoquaranta miliardi di dollari sono stati invece bruciati dal calo dell’export verso l’Europa e dal crollo del prezzo del petrolio.
© Copyright Lena. Traduzione di Emilia Benghi
L'ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA E REPUBBLICA+

Vogliamo controllare quanti miliardi invece ci guadagna l' America ? cosi solo per curiosità ?