Auto,
boom 2015 per il "made in Italy":
produzione a +47% e
2.700 assunzioni

Il
2015 è stato l'anno della
rinascita dell'industria automobilistica italiana. Le cifre parlano
chiaro: la produzione di vetture e di furgoni è salita del 47%
passando da 631.000 pezzi a 927.000; sono state effettuate circa
2.700 assunzioni dirette, soprattutto in Basilicata (1.848 a Melfi),
Abruzzo (306 ad Atessa) e in Friuli (180 a Tolmezzo per la produzione
di fari) e la cassa integrazione è crollata dal 30% del monte ore
complessivo al 12%.
A
fare il punto della situazione,
fabbrica per fabbrica e modello per modello dell'universo Fiat
(pardon FCA), un puntiglioso dossier della Fim-Cisl. Dal quale emerge
con certezza quello che l'Istat ha già certificato con i dati
mensili della produzione industruiale: gran parte dell'aumento del
Pil italiano del 2015 si è formato lungo le catene di montaggio
della Fiat. Un dato “nuovo” per l'economia italiana che ormai da
decenni si era “abituata” a non essere trainata dall'industria.
Così come può destare sorpresa la distribuzione delle assunzioni
che – come si vede dalla tabella Fim – è distribuita su larga
parte del territorio italiano.
Ma
vediamo i dati nel dettaglio.
A guidare il boom dell'auto “made in Italy” è la fabbrica di
Melfi che ha sfornato ben 390.000 vetture (180.000 Jeep Renegade;
120.000 Fiat 500X e 90.000 Punto) contro le 123.000 del 2014. Poi
viene l'abruzzese Sevel, dove si costruisce il furgone Ducato (e i
suoi due cuginetti della Peugeot e della Citroen) che resta lo
stabilimento di veicoli commerciali più grande d'Europa con i suoi
160.000 pezzi, 30.000 più che nel 2014, assemblati su tre turni
giornalieri spesso estesi anche al sabato. Terza posizione per
Pomigliano con la Panda, assemblata in 177.000 esemplari che
equivalgono al nuovo record annuale (162.000 nel 2014) della fabbrica
campana.
Le
cifre non sono dappertutto così lusinghiere poiché altri
stabilimenti FCA hanno segnato il passo. Grugliasco e Modena che
assemblano le Maserati e l'Alfa 4C sono scese a 32.700 pezzi (41.800
nel 2014) e qui – a sorpresa – è riapparsa la cassaintegrazione
sia pure per periodi limitati; Mirafiori con la Mito si è fermata a
14.000 contro le quasi 17.000 del 2014 e Cassino ha assemblato 45.668
Giulietta contro le 51.000 dell'anno precedente. Benissimo, infine,
la Ferrari che ha “battezzato” ben 7.400 supercar e ha assegnato
ai suoi dipendenti un bonus superiore ai 5.000 euro.
di Diodato
Pirone per IL
Messaggero.it