Andrea Zappacosta contro Berlusconi: «Forza Italia? Un marciume»
Di
Francesca Buonfiglioli per Lettera43.it
Azzurra libertà scarica il Cav. Il ''falchetto'': «Il partito è una cortigianeria. Aveva ragione Bondi».
C'erano
una volta i
Berlusconi boy.
Credevano nelle parole del leader e seguivano la linea della Pitonessa Daniela Santanchè che, nelle ore della scissione di Angelino 'senza quid' Alfano, aveva giurato fedeltà all'ex Cavaliere.
C'erano, perché ora i ragazzi di Azzurra Libertà capeggiati dai fratelli Zappacosta hanno ufficialmente sbattuto la porta.TUTTI DIETRO AL CAPO. Dicendo addio al partito - «una cortigianeria» -, ai dirigenti - «che passano le loro giornate a chiedersi dove sia il capo». E pure a Silvio.
Vero, lo strappo era nell'aria da tempo.
Frizioni, accrediti negati alle convention e silenzi avevano raffreddato l'entusiasmo di quelli che sono stati definiti falchetti.
«Erroneamente», precisa a Lettera43.it il presidente del movimento Andrea Zappacosta.
«Siamo sempre stati leali nei confronti del presidente».NIENTE SPAZIO PER I GIOVANI. Eppure quella lealtà si è rotta. E bruscamente. Basta scorrere il comunicato del movimento.
«Alla base della decisione l'influenza negativa della vita privata del presidente Berlusconi sull'attività politica del partito», ha scrito Zappacosta, «l'assenza di una reale volontà di costruire un progetto al fianco dei giovani, nonostante i ripetuti tentativi fatti dal Movimento per ricercare una collaborazione fattiva con la vecchia classe dirigente. E, infine, l'impossibilità di condividere ulteriormente la linea politica assunta da Forza Italia, in particolare il mancato sostegno alle riforme proposte dal governo Renzi, a loro tempo sottoscritte dal partito di Berlusconi».
Credevano nelle parole del leader e seguivano la linea della Pitonessa Daniela Santanchè che, nelle ore della scissione di Angelino 'senza quid' Alfano, aveva giurato fedeltà all'ex Cavaliere.
C'erano, perché ora i ragazzi di Azzurra Libertà capeggiati dai fratelli Zappacosta hanno ufficialmente sbattuto la porta.TUTTI DIETRO AL CAPO. Dicendo addio al partito - «una cortigianeria» -, ai dirigenti - «che passano le loro giornate a chiedersi dove sia il capo». E pure a Silvio.
Vero, lo strappo era nell'aria da tempo.
Frizioni, accrediti negati alle convention e silenzi avevano raffreddato l'entusiasmo di quelli che sono stati definiti falchetti.
«Erroneamente», precisa a Lettera43.it il presidente del movimento Andrea Zappacosta.
«Siamo sempre stati leali nei confronti del presidente».NIENTE SPAZIO PER I GIOVANI. Eppure quella lealtà si è rotta. E bruscamente. Basta scorrere il comunicato del movimento.
«Alla base della decisione l'influenza negativa della vita privata del presidente Berlusconi sull'attività politica del partito», ha scrito Zappacosta, «l'assenza di una reale volontà di costruire un progetto al fianco dei giovani, nonostante i ripetuti tentativi fatti dal Movimento per ricercare una collaborazione fattiva con la vecchia classe dirigente. E, infine, l'impossibilità di condividere ulteriormente la linea politica assunta da Forza Italia, in particolare il mancato sostegno alle riforme proposte dal governo Renzi, a loro tempo sottoscritte dal partito di Berlusconi».
- Silvio Berlusconi e Andrea Zappacosta.
DOMANDA. Solo adesso vi siete accorti della turbolenta vita sentimentale di Berlusconi?
RISPOSTA. Vede, un conto è leggere certe cose sui giornali magari di sinistra, un altro...D. Un altro?
R. È rendersi conto che è tutto vero. Noi abbiamo avuto la sfortuna di avere avuto a che fare con Berlusconi per due anni. Aveva ragione Sandro Bondi.D. Cioè?
R. In una recente intervista ha dichiarato che non è possibile comprendere Forza Italia senza conoscere la vita privata del suo leader.D. La vita privata inquina quella politica?
R. Sì, è così. Eppure ora Berlusconi non decide più nulla.D. In che senso?
R. Ormai è un giocattolo nelle mani di personaggi che lo tengono in pugno.D. Quali personaggi?
R. Facciamo prima a dire chi non lo manovra.D. E così avete deciso di abbandonare Forza Italia.
R. Noi giovani siamo contro il marciume del partito. Sa per quali motivi è nata Forza Italia?D. Una idea ce la siamo fatti, ma dica.
R. Per tutelare gli interessi giudiziari e aziendali di Berlusconi. Ed è questo il motivo per cui resta ancora in politica.D. Boccia tutto il partito?
R. È una cortigianeria. Non c'è spazio per i giovani.D. Un problema che aveva vissuto anche il formattatore Alessandro Cattaneo.
R. Anche lui ormai è nella macchina.D. Parla come un 'comunista'...
R. Sa qual è l'attività preferita dei parlamentari forzisti?D. Quale?
R. Chiedersi quando atterra il capo, dove è il capo, se è già arrivato il capo... insomma leccavano il capo. Dei problemi del Paese non gliene frega nulla a nessuno. Forza Italia non ha più una linea politica.D. Adesso si sta discutendo il disegno di legge Cirinnà. Voi cosa ne pensate?
R. Siamo per il riconoscimento sanitario e previdenziale del partner. Ma contro ogni forma di adozione e di equiparazione delle unioni civili al matrimonio.D. Portate in dote circa 3 mila iscritti tra i 18 e i 28 anni. Non briciole in un momento di crisi dei partiti e della politica. Avete già individuato un nuovo interlocutore?
R. La notizia è ancora calda e non sarebbe appropriato fare nomi. Comunque ogni partito che ci aprirà la porta avrà il suo tornaconto.D. Verdini vi attrae?
R. Ci rivolgiamo all'elettorato moderato, alternativo agli estremismi. Siamo contro sia alle derive xenofobe della Lega Nord di Matteo Salvini sia a quelle autoritarie di un certo centrodestra. Se a livello nazionale stiamo valutando, sul locale abbiamo già le idee chiare.D. E cioè?
R. A Roma voteremo per Alfio Marchini.D. Santanchè è stata la vostra madrina. Anche con lei i rapporti si sono raffreddati?
R. Sono cordiali, ma politicamente interrotti da mesi. Appoggiavamo la sua linea di fedeltà a Berlusconi. Poteva essere lei come chiunque altro.
Nessun commento:
Posta un commento