“La scoperta delle onde gravitazionali è realtà”
Ad annunciarlo un articolo comparso su Science Magazine: le probabilità di errore sono le stesse con cui fu annunciata la scoperta della particella di Higgs
La
voce della scoperta delle onde gravitazionali gira
da mesi.
Ora un articolo di Adrian Cho su Science
Magazine (del
5 febbraio) la trasforma in una certezza: le antenne americane LIGO
hanno davvero registrato il fenomeno che Einstein previde esattamente
cento anni fa con la teoria della relatività generale.
A
produrre le increspature dello spazio-tempo – scrive Cho citando
informazioni di prima mano di Clifford Burgess, fisico teorico alla
McMaster University di Hamilton, Canada – è stato un fenomeno di
estrema violenza: la fusione di due buchi neri che spiraleggiavano
sempre più vicini l’uno all’altro. La massa dei buchi neri in
gioco è stimata rispettivamente in 36 e 29 volte quella del Sole,
l’oggetto generato dalla loro fusione sarebbe un buco nero di 62
masse solari. Tre masse solari si sarebbero quindi in gran parte
trasformate in onde gravitazionali.
La
probabilità di errore, secondo Clifford Burgess sarebbe soltanto una
su 3 milioni e mezzo (5,1 sigma, cioè la stessa certezza con cui fu
annunciata la scoperta della particella di Higgs). Arrotondando,
l’osservazione delle onde gravitazionali fatta con le antenne Ligo
avrebbe una certezza superiore al 99,9 per cento.
Un
po’ minore ma sempre alta la probabilità che a questo risultato
scientifico vada il premio Nobel per la fisica già quest’anno:
Burgess azzarda un 90 per cento. L’articolo con l’annuncio
ufficiale dovrebbe comparire su Nature l’11
febbraio. Certo, a rigore sono ancora notizie di fonte spionistica,
osserva Adrian Cho, ma tanti particolari, e così precisi,
contribuiscono a rafforzarne la credibilità.
Di
PIERO
BIANUCCI per La Stampa.it

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