Trivelle, Guidi: "Polverone pretestuoso e strumentale, non ci sono perforazioni"
di
AGNESE ANANASSO
per Repubblica.it
Il
ministro dello Sviluppo economico risponde alla denuncia dei Verdi
sulla concessione per la ricerca petrolifera al largo delle isole
Tremiti: "Solo prospezione geofisica"
OMA -
La Petrolcetic al largo delle Tremiti farà solo analisi e indagini
del sottosuolo, senza trivellare. Lo assicurà il ministro dello
Sviluppo economico Federica Guidi: "Un polverone pretestuoso e
strumentale: non c'è nessuna trivellazione". Il ministro
commenta così le polemiche sui permessi di ricerca offshore
nell'Adriatico: non si prevede alcun tipo di perforazione e quei
permessi riguardano una zona di mare ben oltre le 12 miglia dalla
costa e anche dalle isole Tremiti, liquidando la
denuncia fatta dai Verdi e raccolta da Repubblica.
"Il permesso di ricerca concesso alla società Petroceltic - spiega il ministro - riguarda soltanto, e in una zona oltre le 12 miglia, la prospezione geofisica e non prevede alcuna perforazione che, comunque, non potrebbe essere autorizzata se non sulla base di una specifica valutazione di impatto ambientale". Guidi si dice infine "attonita" per alcune recenti dichiarazioni di esponenti politici: "La legge di stabilità, venendo incontro alle richieste referendarie, ha escluso qualsiasi nuova ricerca entro le 12 miglia dalle coste. Il permesso alla Petroceltic non ha quindi nulla a che vedere con la legge di stabilità visto che si tratta di ricerche al di fuori del limite delle 12 miglia". E comunque, ribadisce il ministro, "Nessun altro permesso di ricerca, in nessun'altra parte del Paese, è stato rilasciato alla vigilia dell'approvazione delle legge di stabilità".
La Guidi attacca anche il governatore della Puglia Michele Emiliano: "Il presidente della Regione Puglia conosce benissimo i termini esatti della questione che a suo tempo gli è stata accuratamente rappresentata dal ministero dello Sviluppo economico". Emiliano, criticando i permessi di prospezione petrolifera rilasciati alla fine dello scorso anno, ha detto: "Non sono in collisione con Renzi ma ho il diritto - dovere di essere ascoltato, non è che si decide a Roma punto e basta".
Legambiente porta sul piatto un tema nodale nella risoluzione di equivoci e incongruenze in un settore che si fa sempre più ingarbugliato: la posizione del governo, chiara e semplice. "Il governo deve chiarire le sue intenzioni in attesa del parere della corte costituzionale sui quesiti referendari ancora in forse" dice la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni. "Nonostante il dietrofront dell'esecutivo sulle estrazioni petrolifere con l'emendamento alla legge di stabilità, molti rischi minacciano ancora il mare italiano. In attesa del parere della corte costituzionale anche sugli altri quesiti prevista per il 13 gennaio "chiediamo al governo di abbandonare la Strategia energetica nazionale (Sen), pro-fossili. Considerando che le riserve petrolifere individuate nei nostri fondali coprirebbero il fabbisogno nazionale di petrolio solo per 7 settimane mentre pesca e turismo rappresentano due settori preziosi per l'economia nazionale, chiediamo di attivare subito una moratoria che blocchi qualsiasi autorizzazione relativa alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi".
Il comitato No Triv avverte: "Ci sono ben 23 istanze dei petrolieri che interessano praticamente tutto l'Adriatico, con milioni di ettari richiesti. È urgente un'immediata moratoria sul rilascio di nuovi titoli minerari nell'intero Adriatico altrimenti ogni altra azione rischia di arrivare con i buoi usciti dalla stalla". Tra l'altro "l'unico referendum rimasto purtroppo non incide sull'esito delle istanze nei mari italiani riferendosi solo alla durata dei titoli già rilasciati entro le 12 miglia". L'articolo 239 inserito lella legge di stabilità infatti stabilisce il divieto nelle zone di mare poste entro 12 miglia dalla costa lungo il perimetro nazionale" ma "proroga fino "alla durata della vita utile del giacimento i titoli abilitativi già rilasciati". In sostanza finché il giacimento è attivo può essere sfruttato. Il prossimo 17 gennaio a Termoli si terrà una riunione di coordinamento dei movimenti che in Italia "si stanno battendo contro la devastazione e il saccheggio ambientale e sarà un'occasione per parlare anche delle prospettive della lotta contro le trivelle".
Anche per il Wwf la moratoria sulle trivellazioni è ineludibile, anche per coerenza con gli accordi del Cop21: "Nel campo delle ricerche petrolifere ormai in Italia regna il caos più totale" afferma il vicepresidente del Wwf Dante Caserta: "Il balletto del divieto di ricerche petrolifere in mare entro le 12 miglia dalla costa è emblematico: prima introdotto, poi cancellato e poi nuovamente introdotto. La politica del governo fatta attraverso provvedimenti spot in un settore che necessiterebbe invece di una ragionata e condivisa pianificazione sta determinando anche una situazione di conflitto, da un lato istituzionale con le Regioni e dall'altro sociale con le comunità locali che si vedono completamente scavalcate da decisioni prese dall'alto nel solo interesse dei petrolieri".
I Verdi chiedono al Presidente Sergio Mattarella di intervenire: "Faccia sentire la sua voce contro lo scempio a cui rischiano di andare incontro i mari italiani e le Isole Tremiti, che non solo sono un bene comune di tutti i cittadini italiani, ma che rappresentano un patrimonio naturalistico unico" afferma il leader dei Verdi Angelo Bonelli. "In Italia esistono permessi e istanze di ricerca per idrocarburi per un totale di 36.462 chilometri quadrati: 90 sulla terraferma, per un totale di 27.662,97 chilometri quadrati, e 24 nel sottofondo marino, per 8.800 chilometri quadrati: si sta perforando un territorio equivalente a quello della Lombardia e Campania messe insieme. Le autorizzazioni del ministro dello Sviluppo economico sono un atto gravissimo, che svende per poche migliaia di euro i paradisi naturalistici italiani alle multinazionali del petrolio. Per questo chiediamo al presidente Mattarella di intervenire sul governo per salvare i mari e i tesori italiani. A cominciare dalle Tremiti ma anche l'isola di Pantelleria, di fronte alla quale è in corso l'autorizzazione di ulteriori permessi, insieme all'autorizzazione all'Audax Energy, non revocata, in attesa di un idoneo impianto di perforazione".


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