Orfini: “Hanno la camorra in casa sbagliano a minimizzare”
Il
presidente del Pd definisce “inquietante” l’atteggiamento dei
Cinquestelle: “Accuseranno anche Saviano di guidare la macchina del
fango?”
Matteo Orfini, presidente del Pd, adesso anche Roberto Saviano ha chiesto le dimissioni del sindaco di Quarto Rosa Capuozzo. Contenti?
R“Come
noto, Saviano in passato è stato molto critico con il Pd. Immagino
quindi che il M5S non vorrà accusare anche lui di essere strumento
di un’ipotetica macchina del fango. E sarà forse il momento in cui
Grillo la smetterà con marzulliane interviste autoassolutorie sul
suo blog”.
A
Quarto però l’inchiesta va avanti, ma la situazione politica è in
stallo. Il sindaco non sembra pronto a fare un passo indietro, il suo
partito non glielo chiede.
R“Sono
abbastanza sconcertato dalla non-reazione del M5S. Siamo di fronte a
una vicenda grave che dimostra una cosa purtroppo nota: in parti
sempre più diffuse del Paese c’è una capacità della criminalità
organizzata di infiltrarsi nelle istituzioni. Occorre quindi una
forte abilità di tutti i partiti nel costruire anticorpi e alzare il
livello di attenzione”.
Il
movimento di Grillo non lo sta facendo?
R“Non
possono cavarsela dicendo che hanno espulso un consigliere comunale.
Tutti cacciano i loro rappresentanti coinvolti in vicende analoghe.
Come è stato possibile piuttosto non essersene accorti prima e come
si può minimizzare adesso?”.
Beh,
di non accorgersene capita. Lei, che è diventato commissario del Pd
a Roma, lo sa bene.
R“Certo,
a Roma noi abbiamo considerato nostra principale responsabilità
proprio quella di non essercene accorti. Poi abbiamo commissariato il
partito e proceduto a una bonifica radicale. E questo ci ha
consentito altrove, come per esempio a Ostia, di arrivare prima. M5S
invece risponde facendo finta di niente. È inquietante da parte di
una forza radicata che amministra realtà importanti”.
È
il secondo partito italiano, vostro presumibile concorrente al
ballottaggio delle prossime politiche se le cose non cambiano.
R“Anche
per questo certi fatti mi preoccupano. I Cinquestelle hanno nel
curriculum alcuni episodi infelici. Grillo ha detto che la mafia non
esiste. A Ostia hanno denunciato Libera e Don Ciotti. A Quarto sembra
che la responsabilità di avere la camorra in casa sia del Pd. Fanno
fatica a riconoscere di avere un problema, ma allora diventa
difficile affrontarlo”.
Il
sindaco non è indagato. Cosa le rimproverate?
R“I
Cinquestelle dicono che davanti a pressioni e minacce non ha ceduto.
Ma aveva il dovere di denunciarle, e non lo ha fatto. E poi c’è la
vicenda della gara per la manutenzione straordinaria dell’acquedotto
e della fognatura: non solo ha affidato i lavori a una ditta su cui
pendeva un’interdittiva antimafia, ma dopo aver dovuto risolvere il
contratto lo ha dato a una diversa impresa che aveva lo stesso
amministratore delegato della precedente”.
Rosa
Capuozzo deve dimettersi?
R“Sì,
sarebbe insostenibile andare avanti con questa amministrazione. E
aspettiamo che il ministero dell’Interno faccia le verifiche
relative all’eventuale scioglimento del Comune per mafia. Intanto,
abbiamo chiesto che il sindaco sia audito in commissione Antimafia”.
M5S
ha risposto: va bene, ma insieme a tutti i primi cittadini di altri
partiti e liste civiche che si trovano in situazioni simili.
R“Mi
sembra una risposta curiosa. Uno scaricabarile che non paga”.
Il
26 gennaio arriva in aula al Senato la legge sulle Unioni Civili,
senza relatore e con la fronda dei cattolici Dem e Ncd sulla
stepchild adoption. In commissione Giustizia il testo base è passato
con l’apporto determinante dei grillini. Temete
che la vicenda di Quarto possa avere ripercussioni su quell’asse?
R“Dobbiamo
approvare una legge che riconosca diritti a chi non ne ha. Spero che
sia questo a guidare l’azione parlamentare. Scaricare sui cittadini
il costo di polemiche politiche sarebbe una scelta irresponsabile e
incomprensibile per gli elettori”.
La
riforma costituzionale è al giro di boa finale. Renzi la considera
la madre di tutte le riforme e la ragione sociale del governo.
Soddisfatti?
R“Penso
che soddisfatta dovrebbe essere l’Italia. Da trent’anni giravamo
intorno a questa riforma senza portarla a compimento. Ora siamo
vicini a una legge con un impianto importante nel merito, che supera
il bicameralismo perfetto e rafforza il parlamentarismo”.
A
luglio entra in vigore l’Italicum. Con la riforma dell’architettura
istituzionale nel cassetto, inizierà una lunga campagna elettorale?
Crede che si voterà già nel 2017?
R“No,
noi abbiamo sempre detto la verità: si voterà nel 2018. Il Paese si
sta rimettendo in moto, ci sono segnali positivi. Non avrebbe senso
interrompere prematuramente la legislatura”.

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