Molise, Di Maio spaccia per sua una legge del Pd
L’istituzione
del reddito di cittadinanza è in vigore per iniziativa dei dem
La
storia viene dal Molise. È sintetizzabile in un post del grillino
Luigi Di Maio e in una foto con un titolo – «Approvata la
sperimentazione del reddito di cittadinanza in Molise, grazie al
M5S!» – che come sostengono i vertici del Pd locale sono soltanto
«l’ennesima balla a 5 stelle».
Di Maio
La
storia è quella che segue, come racconta il responsabile
Organizzazione e comunicazione del Pd Molise Luca Iosue. Nel 2012, a
seguito dell’emendamento del consigliere Michele Petraroia
(all’epoca consigliere di opposizione Pd, oggi vice presidente
della giunta regionale del Molise con delega al lavoro, politiche
sociali e formazione), l’istituzione del reddito di cittadinanza è
diventato legge. Per tale legge non sono però mai state attribuite
risorse dal governo di centrodestra guidato da Michele Iorio.
Nel
2013 è stato eletto Governatore del Molise Paolo Di Laura Frattura,
iscritto al Pd e la situazione è cambiata. Nel corso della seduta
sulla legge di stabilità del 27 aprile 2015, a seguito
dell’emendamento contabile a firma del Governatore Paolo Frattura
(a nome della coalizione di centrosinistra a guida Pd), è stato
finanziato il “Fondo per l’inclusione sociale ed il contrasto
alla povertà” per l’importo di 1 milione di euro. Tale azione,
che recepisce le direttive comunitarie sull’inclusione sociale e le
istanze del mondo del terzo settore, associazionismo e sindacati, si
integra alle misure emanate dall’attuale Governo nazionale per il
contrasto alla povertà.
Spulciando
nel resoconto integrale della seduta di consiglio regionale si
possono trovare le dichiarazioni in aula dal consigliere regionale
Antonio Federico, candidato governatore per i 5 stelle: «Voglio
fare, innanzitutto, un plauso al Presidente della Giunta, a tutta il
resto della Maggioranza e alla Giunta che ha predisposto questo tipo
di emendamento; un tipo di provvedimento che anche noi, in un altro
emendamento, sempre in questa legge, sempre in questo contesto,
abbiamo proposto; così come l’abbiamo proposto anche l’anno
scorso. Non possiamo che essere soddisfatti del fatto che si sia
condivisa una strada. E credo che possiamo parlare con il massimo
della serenità quando parliamo di umiltà dell’approccio, per come
l’abbiamo vissuto e come l’abbiamo visto. Come il Presidente
della Giunta ha individuato delle risposte, anche noi come Movimento
5 Stelle abbiamo individuato delle risorse, di cui discuteremo
durante la legge di Stabilità. Poi quello che succede qua fuori io
francamente non lo conosco, e non credo che possa influenzare poi
dopo l’andamento della discussione, soprattutto in merito a un
provvedimento che non può che far ritenere tutto il Consiglio
regionale soddisfatto di un risultato ottenuto molto importante per
tutto il Consiglio regionale. Grazie».
Tutto
chiaro? Per Di Maio non tanto. L’assessore regionale Vittorino
Facciolla ha riportato così la vicenda su Facebook: «Ho ripensato a
quell’antico adagio che vuole il passante domandare al moscerino
posato sulle corna di un bue: “moscerino, cosa stai facendo?’, ed
il moscerino, di pronta risposta: ‘non lo vedi, stiamo arando!’».
di Unità.tv
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