11 dic 2015

Usa, ogni 19 minuti un bambino nasce tossicodipendente

Usa, ogni 19 minuti un bambino nasce tossicodipendente


Di Ida Artiaco per IL Messaggero.it


Ogni 19 minuti negli Stati Uniti nasce almeno un bambino con una dipendenza congenita da oppiacei, una afflizione devastante ereditata quasi sempre dalle madri tossicodipendenti. Soltanto nel 2013 se ne sono contati più di 27mila in tutto il Paese, cinque volte il numero registrato nel 2003. Dal 2010 a oggi, secondo un’inchiesta della Reuters, sono 110 quelli morti prematuramente una volta dimessi dalle cliniche che li hanno ospitati nei primi attimi di vita.
Si tratta di una delle piaghe sociali degli States meno nota all’opinione pubblica. Per questo è stato diffuso un video dal tabloid britannico Mirror, parte dell’indagine condotta dalla Reuters, che mostra gli effetti devastanti della droga sui corpi dei bambini nati già con una dipendenza, vittime vulnerabili delle cattive abitudini dei genitori. Le immagini mostrano cosa accade nel dettaglio in queste situazioni: scuotono violentemente le gambe nelle piccole culle, si contraggono in maniera incontrollabile e piangono fino a restare senza fiato.
Sono questi i sintomi della cosiddetta Sindrome da astinenza neonatale, che può causare anche attacchi di starnuti e diarrea gravi, oltre al rischio di poter soffocare durante le poppate. Insomma, si tratta a tutti gli effetti di una crisi di astinenza, causata dalla brusca interruzione con il parto dell’apporto di sostanze stupefacenti al feto. Negli Usa gli ospedali hanno l’obbligo di avvisare i servizi sociali in caso di nascita di bambini tossicodipendenti, come previsto da una legge approvata 12 anni fa per la sicurezza dei bambini e delle loro famiglie, ma non sempre questo succede.
Il Mirror riporta anche la testimonianza di Clorissa Jones, americana e mamma di Braxton, nato dipendente da metadone, la droga che lei stessa assumeva durante la gravidanza nel tentativo di abbandonare l’eroina. Il bimbo è uno dei 130mila affetti da astinenza da droga venuti alla luce negli States negli ultimi dieci anni. La sua però è una storia a lieto fine. Nonostante abbia ancora qualche difficoltà nell’alimentazione, altri sintomi come tremore e ipersensibilità sono stati superati. Ed anche lei sta meglio grazie ad un programma speciale per mamme tossicodipendenti.
Clorissa aveva già avuto un figlio affetto dalla Sindrome di astinenza neonatale, di cui aveva perso la custodia prima della seconda gravidanza. “Queste donne vanno aiutate, non abbandonate – ha dichiarato Lauren Jansson, professoressa associata alla Johns Hopkins University che ha curato la ragazza -. Lo si deve fare soprattutto per i bambini, che possono soffrire di numerosi problemi di salute. Non tutte sono fortunate come Clorissa e Braxton”.

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