8 dic 2015

Cinque Stelle, Pizzarotti: "Regole sui sindaci o è il caos"

Cinque Stelle, Pizzarotti: "Regole sui sindaci o è il caos"


Di Caterina Giusberti per http://www.repubblica.it

Il primo cittadino di Parma critica la designazione dall'alto avvenuta a Bologna e le scelte fatte caso per caso: "Ora assemblea nazionale per definire criteri uniformi". Attacco al direttorio: "Sul territorio problemi irrisolti"

BOLOGNA - "Servono regole chiare, non possiamo continuare a scegliere i candidati con metodi diversi in ogni città. A Roma si fa in un modo, a Bologna in un altro, a Milano Torino in un altro ancora". Dopo alcuni parlamentari, è Federico Pizzarotti a schierarsi al fianco dei ribelli bolognesi contro ilcandidato sindaco calato dall'alto Massimo Bugani. Il primo cittadino di Parma chiede al Movimento uno scatto in avanti, verso quello che negli altri partiti sarebbe un congresso e che per i 5 Stelle è "un meetup nazionale per ridefinire le nostre regole, un luogo di confronto fisico in cui incontrarsi a scriverle".
Perché va bene diventare "di governo", ma strutturarsi, dicono da questa parte della via Emilia, non significa dimenticarsi della base. Altrimenti si rischia di andare a sbattere. "Non è possibile - spiega il capogruppo di Parma Marco Bosi, stretto collaboratore di Pizzarotti - che i consiglieri di Livorno vengano espulsi dallo staff di Milano per email, o che per difendere Bugani a Bologna arrivi Di Maio. "Candidato naturale" lo diceva Berlusconi di Alfano: non possiamo diventare come Forza Italia". E a proposito del partito di Silvio Berlusconi avverte: "Il consenso creato in televisione evapora in fretta se ai banchetti per la strada non ci va più nessuno".
I cambiamenti introdotti fin qui in casa 5 Stelle insomma non bastano a Parma, capitale storica del grillismo critico. "Il direttorio, quali risultati ha ottenuto? Sul territorio non ha risolto i problemi: c'erano e ci sono ancora adesso", ragiona il sindaco ribelle. "Si è diventati molto romanocentrici. Va bene che il timone sia passato da Milano a Roma, e nei sondaggi voliamo, ma stiamo perdendo il contatto con quello da cui eravamo partiti: i meet up, il territorio", gli fa eco Bosi. La situazione per Pizzarotti è chiara: "I raduni nazionali al Circo Massimo o a Imola vanno benissimo, sono momenti di aggregazione importanti, ma il Movimento è cresciuto e ha bisogno anche luoghi di discussione politica. Non si può sempre aver paura di chiamare le cose con il loro nome". A Bologna Bugani è stato benedetto da Grillo senza primarie, e quest'estate, prima ancora di candidarsi, ha chiesto (e ottenuto) il permesso di potersi scegliere la squadra in autonomia. "Quindi non contesteremo mai più il listino bloccato scelto dalle segreterie di partito?", sbotta su Facebook la senatrice Elisa Bulgarelli e con lei lo sfidante Lorenzo Andraghetti (ma in panchina ci sarebbe anche un terzo candidato), a cui si aggiungono i novanta firmatari della petizione che chiede "partecipazione e trasparenza", appellandosi allo statuto. Dall'altra parte, i fedelissimi di Bugani rilanciano la #cura5stelle e applaudono alle espulsioni di Livorno, invocando anche qui l'intervento dei "garanti". Tutto ciò mentre Alessandro Di Battista, che domenica doveva partecipare ai banchetti per Bugani sindaco e poi ad una cena, ha dato forfait. Una scelta che da alcuni è stata interpretata come la volontà di non invischiarsi in una partita scivolosa, soprattutto per lui che a Imola, solo due mesi fa, assicurava: "A Bologna non abbiamo ancora un candidato, lo decideremo come sempre insieme ai cittadini". Grillo e Di Maio lo hanno poi smentito a più riprese, ma non è escluso che ora Di Battista preferisca non metterci la faccia. "Io credo che nel Movimento ci siano due grandi correnti - ragiona la Bulgarelli -. Chi sostiene che qualunque cosa va bene pur di arrivare al potere e chi crede che devi dimostrare in corso d'opera come ti comporterai: con coerenza e trasparenza".
Da Parma, Pizzarotti e i suoi suggeriscono una terza via, tra il nuovo Movimento di governo e il buon vecchio "uno vale uno". Un'assemblea, un congresso. "La richiesta di poter scegliere una lista di nomi di fiducia - spiega Bosi - è comprensibile da chi come noi è in maggioranza e si rende conto che i voti servono a governare. Vero è che contrasta con i principi

di democrazia diretta alla base dei 5 Stelle. Quindi non è più procrastinabile un confronto allargato anche a livello nazionale sulle regole che devono governarci". Una richiesta che non a caso arriva dall'Emilia: culla del Movimento, ma anche terra delle prime espulsioni.

Nessun commento:

Posta un commento