Addio tristezza: ecco 10 cose che ti faranno sentire felice
"Ciò
che accade fuori non è mai responsabile del nostro stato d’animo
interiore. Il vero e unico responsabile è il nostro atteggiamento
mentale nei confronti di ciò che accade. Ecco perché nel Coaching
alleniamo la mente a pensare in maniera diversa, più efficace"
così il life coach Alessandro Cozzolino spiega come affrontare
quella sensazione di infelicità che troppo spesso proviamo. “Molti
di noi vogliono tutto, subito e senza sforzo e finiscono puntualmente
con l’essere infelici" continua e ci fornisce 10
cose da ricordare per essere felici
Siamo
continuamente bombardati da messaggi mediatici che ci dicono che
possiamo essere felici solo a determinate condizioni: se siamo magre,
in coppia, con un lavoro di successo… Questo ci porta
inconsciamente a rincorrere modelli che forse non ci appartengono, ma
a cui aspiriamo solo perché gli altri lo fanno, solo perché sono
largamente condivisi. In realtà la felicità è intima e personale e
ognuno di noi può esserlo se veramente scopre quello che desidera
nel profondo. Ne parliamo con il life coach Alessandro Cozzolino
(www.alcoach.it)
che ci spiega perché e cos’è che ci fa sentire infelici, come
invertire questa tendenza, liberandoci dall’omologazione e puntando
agli obiettivi che veramente ci rendono gioiosi e appagati.
Da
dove nasce quella sensazione di infelicità che può inficiare il
nostro umore?
“Il
nemico peggiore della nostra felicità siamo noi stessi. Un po’
perché siamo stati indotti e abituati a guardare sempre prima gli
altri e un po’ perché abbiamo difficoltà a osservarci nel nostro
profondo. Il paragone è continuo, costante. Quella cosa è meglio di
quell’altra, lei è più magra di me, lui ha più soldi me,
eccetera. Nessuno ci ha mai detto che in realtà siamo tutti su una
scala: se guardi in alto vedrai chi è più su di te, se guardi in
basso troverai coloro che sono al di sotto. Inoltre, la cosa tanto
assurda quanto ridicola è che la felicità pare si nasconda in un
insieme di regole e se non le segui non potrai mai sperimentarla,
come ho scritto nel mio ebook “Per essere felici ci vogliono le
palle!”. Viviamo in un mondo in cui per essere appagati, ad
esempio, dobbiamo avere una casa bella, un corpo mozzafiato e una
personalità sicura e accattivante. Dopo una certa età dobbiamo
godere di un matrimonio che va a gonfie vele, con dei figli che a
nove anni parlano già inglese e cinese meglio dell’italiano;
inoltre dobbiamo lavorare e produrre il più possibile. Siamo
diventati la società del "fare" e ci siamo completamente
dimenticati di "essere". E allora non c’è da stupirsi se
siamo depressi e se sentiamo dentro un vuoto interiore che cresce
sempre di più. Vale molto di più ciò che gli altri pensano di noi
e ciò che la società ci impone di seguire, che non quello che siamo
e vogliamo davvero. Essere felici è la nostra natura, è un nostro
diritto, ma ce ne siamo dimenticati. Pensiamo che la felicità sia
qualcosa da "acquistare", da "rimorchiare", da
"noleggiare". Invece è come un muscolo, va solo allenato.
E il miglior allenatore è la nostra interiorità, così come il
nostro miglior maestro è il nostro ultimo errore”.
Perché
e quando ci sentiamo infelici?
“Accade
quando diamo spazio all’ego e gli permettiamo di guidare le nostre
vite. È l’ego che vive in ciascuno di noi la causa principale
della nostra scontentezza, perché è quella parte di noi sempre
inappagata, mai contenta né soddisfatta, se non per pochissimo
tempo. L’ego è un giudice che non smette mai di sentenziare,
spesso in senso negativo, facendoci sentire che non siamo all’altezza
e che non siamo mai abbastanza. Inoltre spesso dà importanza a cose,
eventi e persone più del dovuto, creando attaccamenti e dipendenze,
completamente ignaro della natura impermanente di tutto ciò che
esiste e che viviamo. È sempre l’ego che si attacca al passato e
che guarda con ansia al futuro, allontanandoci puntualmente
dall’attimo presente, l’unico vero momento esistente e l’unica
vera opportunità per essere felici. Insomma ci sentiamo infelici
quando gli lasciamo fare tutto questo. La bella notizia, però, è
che noi non siamo il nostro ego. L’ego è figlio di costruzioni
mentali imposte e indotte con cui siamo cresciuti, non con cui siamo
nati, pertanto non è ciò che siamo interiormente”.
L’infelicità
è una cosa che accade o una scelta?
“Molti
di noi vogliono tutto, subito e senza sforzo, il che è praticamente
impossibile, nonché innaturale. Non avendo né la voglia né il
coraggio di prendere in mano le redini della propria vita, finiscono
puntualmente con l’essere infelici, che è la strada più breve e
più comoda che tutti intraprendono e di cui poi tutti si lamentano.
Ci sono sicuramente cose ed eventi che ci arrecano dolore e sono
ineludibili. Fanno parte di quel pacchetto che chiamiamo vita, ma non
sono mai insormontabili. Ciò che accade fuori non è mai
responsabile del nostro stato d’animo interiore. Il vero e unico
responsabile è il nostro atteggiamento mentale nei confronti di ciò
che accade. Ecco perché nel Coaching alleniamo la mente a pensare in
maniera diversa, più efficace. Cambiando la qualità dei nostri
pensieri, trasformiamo automaticamente la qualità della nostra vita.
Perché, a conti fatti, la vita accade nella nostra testa. Sono le
nostre percezioni a creare la realtà, e non viceversa. Pertanto
occorre essere consapevoli del fatto che il più delle volte la
nostra mente ci mente, ci inganna. Quindi c’è una scelta da
compiere ogni singolo istante della nostra estistenza: o lasciamo che
i pensieri ci governino o decidiamo di dirigerli. E questa è una
decisione che ti cambia la vita”.
Quanto
influiscono i modelli di felicità proposti dai media?
“I
media sin da bambini ci hanno indotto a credere che difficilmente
saremmo stati felici senza quel prodotto, quella bibita,
quell'oggetto. L’errore più comunemente commesso è credere che la
felicità sia quella descritta proprio in tutti questi messaggi con
cui siamo cresciuti. Ecco perché la maggior parte di noi è tutto
tranne che felice. La felicità vera e propria è qualcosa di
estremamente personale. Tu e solo tu sai qual è la tua”.
Perché
si fa così fatica a liberarsi dai modelli di felicità imposti e
trovare la capacità di guardarsi dentro per scoprire quello che
realmente vogliamo?
“L’essere
umano è un animale sociale a cui piace il branco pertanto è incline
a seguire, per sua natura, la massa. Facciamo tutti le stesse cose
solo per timore di essere etichettati come strani, diversi. Eppure, a
ben guardare, non sono pochi quelli strani e diversi che sono davvero
felici per ciò che sono. La gente ha paura di guardarsi dentro. Ha
paura di ciò che non conosce. Meglio quel prodotto X o quella marca
Y sponsorizzata in TV che tutti hanno. È più facile e veloce
comprare qualcosa per possederla e sembrare di essere qualcuno, che
lavorare su stessi per diventare e far emergere ciò che si è
davvero. Peccato che facile non sia sempre sinonimo di felice e
veloce non sia sinonimo di duraturo”.
Qual
è il modo per invertire questa tendenza ed evitare di cadere nelle
trappole dell’infelicità?
“Disimparare
è molto più difficile che imparare. Se siamo stati cresciuti con
certe idee, convinzioni e paradigmi mentali, è necessario iniziare a
metterli in discussione, a pensare (e quindi ad agire) in maniera
diversa, nuova. Occorre quindi un “allenamento” della mente. In
primis, è fondamentale ridimensionare l’idea secondo cui ci manca
sempre qualcosa per essere pienamente felici. L’essere umano nasce
già felice, semplicemente perché nasce in amore. La parola amore
viene dal latino amors (a-mors), letteralmente “senza morte”. Noi
non solo ce ne siamo completamente dimenticati, ma ne abbiamo anche
spietatamente deturpato il significato. L’amore vogliamo trovarlo,
riceverlo e mantenerlo. Ma non funziona così. L’amore è un verbo,
si fa. Non è una cosa che si cerca, si compra, si trova, si baratta.
L’amore, a differenza dell’ego, è la nostra vera natura. È già
dentro di noi, occorre solo lasciarlo emergere e fluire. In primo
luogo verso noi stessi e poi verso il prossimo. Si crede erroneamente
che l’amore possa o debba esistere solo ed esclusivamente in
presenza di un partner, di una famiglia, di figli a cui donarlo. E
questo è un gravissimo sbaglio. L’amore è quella parte di noi che
andrebbe condivisa con tutti, perché è lo strumento attraverso il
quale ciascuno di noi per un istante diventa immortale. Provate a
sorridere a uno sconosciuto, a fare un gesto di cuore a casaccio, a
distribuire complimenti e parole gentili a chiunque abbiate intorno a
voi, o anche semplicemente a ringraziare alzando la mano in segno di
riconoscimento quando qualcuno vi cede la precedenza in strada.
Provate e riprovate. Ma senza aspettative di ritorno. Fatelo e basta.
Poi vedrete da soli l’effetto che fa”.
Come
si fa a scoprire cosa ci rende veramente felici?
“La
maggior parte delle persone delega qualcun altro a decidere per sé e
per la propria felicità oppure copia e imita ciò che ritiene abbia
reso felice qualcun altro. Ecco perché in giro c’è tanta
infelicità. La felicità, invece, consiste proprio nello scoprire
cosa ci rende felici. È un percorso, non una destinazione. E
soltanto noi in prima persona possiamo percorrerlo. Non possiamo
sperimentare la felicità seguendo le indicazioni di qualcun altro.
Ai miei clienti ripeto sempre: “Non date ascolto a chi vi dice cosa
fare per essere felici. Ascoltate voi stessi. Solo e soltanto voi
sapete cos’è meglio e più giusto per la vostra felicità”. Le
nostre emozioni sono un’ottima bussola e inequivocabilmente ci
indicano se siamo sulla strada giusta o no. Sperimentare, mettere un
po’ di disordine nell’ordine della routine quotidiana, cambiare
meta, scoprire il mondo facendo cose diverse tutti i giorni. Solo
così possiamo liberare la felicità che è dentro di noi”.
Nella
pratica come si fanno emergere e si realizzano gli obiettivi che ci
rendono felici?
“Zittire
quel nostro cattivissimo giudice interiore che puntualmente ci
offende, ci mortifica, fa paragoni e ci umilia è la condizione
necessaria per dar voce alla nostra naturale interiorità che sa
indicarci il cammino. La maggior parte di noi non è e non fa ciò
che davvero desidera. Si limita a essere e a fare ciò che gli altri
(i genitori, la società, il marito, la compagna, il capo, la
religione…) vogliono che sia e che faccia. E quando fai le cose
solo per piacere agli altri e per compiacerli, il più delle volte
sono tutti felici e contenti. Tranne te. Occorre iniziare a dialogare
interiormente in maniera più efficace e soprattutto più gentile.
L’ego spara sentenze in continuazione, non di rado proprio contro
noi stessi. Ci soffermiamo più sui nostri limiti o difetti che non
sulle nostre qualità. E quando improvvisamente ci balena per la
testa l’idea di raggiungere un certo obiettivo, i primi a tarparci
le ali siamo proprio noi. Inventiamo scuse, ci raccontiamo bugie,
solo per restare in quella “zona di comfort” in cui sguazziamo,
ma che di confortevole, a ben vedere, non ha proprio alcunché.
Seguire ciò che ci emoziona deve essere la priorità. È lì il
segreto. Poi poco importa se gli altri approveranno o meno,
gradiranno o meno, ci sosterranno o meno. Il vero successo non è
quello che fa felice il pubblico, grande o piccolo che sia. Il vero
successo è la capacità di far succedere le cose. Ecco perché
occorre chiedersi: “Cosa mi piace davvero?” “Cosa mi
emoziona?”, “Cosa mi fa gioire?”, “Cos’è quell’energia
che ho dentro che non vede l’ora di emergere fuori?”, “In che
modo posso realizzarla e realizzarmi?”. Ognuno ha la risposta per
sé. Eppure i più, disgraziatamente, hanno paura di ascoltarla.
Forse solo perché non sanno che in realtà non c’è mai motivo di
aver paura della paura. In effetti, riflettici: o ti salva la vita o
è una bugia”.
Le
10 cose da ricordare per smettere di essere infelice:
1.
Hai un potere enorme che si chiama "scelta" e ti permette
di vivere davvero la vita che vuoi e, soprattutto, di agire e di
reagire a essa come meglio credi.
2.
Ogni decisione comporta una rinuncia e anche il non-scegliere è di
per sé una scelta.
3.
Amati e di lasciati amare: ti salverà la vita, credimi.
4.Fai
buon uso delle parole, in primis con te stesso e ovviamente anche con
il prossimo.
5.
Non tutto ciò che pensi, senti e percepisci corrisponde sempre a
verità assoluta e universale.
6.
Non nutrire aspettative. Se proprio non ci riesci, metti sempre in
preventivo che rischiano per loro natura di restare deluse.
7.
Siamo tutti interdipendenti, cioè dipendiamo gli uni dagli altri,
pertanto non sentirti né inferiore né superiore.
8.
Un sorriso, un "grazie" e un abbraccio possono cambiare la
giornata a qualcuno, ma soprattutto a te.
9.
"Ego", "io" e "mio" sono pericolosi per
te e per gli altri, pertanto vanno maneggiati con cautela e
attenzione.
10.
Niente e nessuno è immobile e permanente, ma tutto nasce, cresce,
cambia, muore e si trasforma in qualcos'altro. E tu non puoi farci
assolutamente niente.
da Repubblica.it

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