Basta orari non stop negli ospedali: il governo vuole assumere 3 mila medici
PAOLO
RUSSO per LA STAMPA.IT
ROMA
Piano straordinario per adeguarsi alla direttiva europea sui turni negli ospedali
Da
domani in corsia (sia negli ospedali pubblici che privati) avremo
anche meno medici stressati da turni massacranti, ma con l’entrata
in vigore della direttiva europea che dice basta agli orari non-stop
rischiano di andare in tilt soprattutto servizi d’emergenza e
pronto soccorso. Mentre in sala operatoria potrebbe saltare più di
un intervento per penuria di anestesisti. Il governo di proroghe non
vuol sentir parlare perché significherebbe andare sicuramente
incontro a pesanti sanzioni da parte della Corte di giustizia
europea, visto che l’Italia già si è vista sventolare da
Bruxelles il cartellino giallo della procedura d’infrazione, dopo
il rinvio di un anno del nuovo orario deciso per legge nell’estate
del 2014. Ma il ministero della Sanità e quello della Funzione
pubblica in queste ore stanno mettendo giù una norma che, in deroga
ai vari blocchi del turn over, consenta quello che loro stessi
definiscono «un piano straordinario di assunzioni».
I
dati sui buchi in pianta organica che stanno affluendo dalla regioni
parlano di almeno 3mila medici da assumere, tacendo il fatto che
all’appello mancano anche 20mila infermieri. Un costo che si aggira
sui 4-500 milioni di euro. La copertura sarebbe stata già
individuata e verrebbe dalle nuove norme anti-cause sanitarie da
inserire nella legge di stabilità, che riducendo il contenzioso tra
medici e pazienti porrebbero un freno anche a quella medicina
difensiva che, facendo prescrivere anche quel che non serve, costa
allo Stato una decina di miliardi. Del resto dal 25 novembre l’Europa
impone anche ai nostri ospedali massimo 48 ore di lavoro settimanale
(reperibilità compresa), turni mai superiori alle 13 ore e,
soprattutto, 11 ore di riposo filate da garantire a tutti. Paletti
oggi rispettati in pochi angoli d’Italia. Tant’è che uno studio
del sindacato dei camici bianchi ospedalieri, l’Anaao, parla di 4
medici su dieci con disturbi del sonno.
«E
come potremmo non essere stressati se ogni giorno gestiamo più di 20
pazienti, facendo in media 13 guardie al mese e lavorando anche dopo
il turno di notte», afferma il dottor Mario R. alla fine di una
interminabile giornata trascorsa al pronto soccorso del Sant’Andrea
di Roma. «Sa quante ore accumulo di straordinari al mese? Oltre
150...», dice Roberto L. che lavora al «Cardarelli» di Napoli. «Il
numero di medici presente in un reparto – spiega Diego Piazza,
presidente di ACOI, l’associazione dei chirurghi- risponde ad una
legge dello Stato. Poi però vediamo che ci sono reparti con un solo
chirurgo e mi chiedo come sia possibile far rispettare un orario di
servizio adeguato, quando casomai su quattro medici a supporto del
chirurgo due hanno la 104 e un altro ha un’invalidità per cui non
può fare le notti».
E
se per i camici bianchi lavorare così è uno stress per i pazienti
diventa un rischio. Ma non lo è da meno quello paventato dal
presidente della Federazione di asl e ospedali (Fiaso), Francesco
Ripa di Meana: «Il problema è molto più ampio perché la direttiva
europea va applicata a tutto il personale sanitario non solo ai
medici e così rischiamo di sospendere servizi anche importanti come
quelli di emergenza». «Confido che il buon senso faccia adottare
una soluzione con effetti immediati», conclude. Facendo capire che
le assunzioni non si fanno dall’oggi al domani, mentre il nuovo
orario rischia di creare il panico in ospedale già tra 24 ore.

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