16 ott 2015

Tasse, Renzi: "Ue non ha titolo per intervenire nel merito. Non è maestro che fa esami"

Tasse, Renzi: "Ue non ha titolo per intervenire nel merito. Non è maestro che fa esami"

da RepubblicaPolitica.it
ROMA -  "Bruxelles non ha alcun titolo per intervenire nel merito delle misure della legge di Stabilità". Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi a 24 Mattino su Radio 24,rispondendo così ai dubbi espressi dall'Ue sul piano fiscale e in particolare sullo stop alla tassazione sulla prima casa. "Bruxelles non è il maestro che fa l'esame, non ha i titoli per intervenire sulle scelte economiche del governo. In questi anni c'è stata subalternità psicologica dell'Italia verso gli eurocrati. Certo ci deve consigliare ma noi gli diamo 9 miliardi netti
ogni anno e non è che ci deve dire qual è la tassa giusta da tagliare. Se Bruxelles boccia la legge di Stabilità noi gliela restituiamo tale e quale".
"Da due anni - ha detto il premier - l'Italia comincia a tagliare le tasse. Questo interessa le persone. Siamo entrati in un linea di sviluppo per cui le tasse vanno ridotte. La discussione sulle coperture mi stupisce. Sono i benaltristi, quelli che per vent'anni non si abbassavano le tasse e ora c'è chi dice che andava fatto in un altro modo". E rassicura: "Non ci saranno aumenti di altre imposte dopo l'eliminazione dell'Imu".
Renzi risponde anche sui dubbi di legalità dell'inserimento in bolletta delcanone Rai: "La norma della legge di Stabilità che prevede il canone Rai in bolletta è al riparo da impugnative". E sul palinsesto della tv pubblica afferma: "Il direttore generale Campo Dall'Orto ha annunciato che nei programmi sui bambini non ci sarà più la pubblicità ed io sono felice che vi sia una norma del genere".
E sull'aumento del limite al contante che potrebbe aumentare il livello di evasione fiscale dice: "Noi abbiamo un limite al contante più basso d'Europa. Solo il Portogallo lo ha basso come il nostro, a mille euro. I dati dimostrano che non è stato il contanti a ridurre l'evasione, ma l'incrocio dei dati e misure che abbiamo preso come la fatturazione elettronica".
Il premier parla anche della bufera politica che si è abbattuta su Roma, rimasta senza sindaco e con il Giubileo alle porte: "Non metto il naso nelle vicende romane. Il mio obiettivo è cercare di mettere a posto il Paese", dice Renzi. "Questo vale anche per la squadra del commissario". Anzi il commissario, spiega il premier, "lo scelgono il prefetto e il ministro dell'Interno, anche se, come ha detto Gabrielli, trattandosi di Roma e non di una città qualunque" la scelta sarà concordata con il governo. L'esecutivo sarà però in campo per il Giubileo, "un Giubileo particolare, non come quello del 2000, ma annunciato dal papa a sorpresa, e diverso dal solito perché molto legato alle periferie del mondo e che riguarda anche le periferie della città che lo ospita". Su questo potrebbe esserci un decreto ad hoc e un 'dream team' bipartisan. "Nelle prossime ore, nei prossimi giorni ci lavoriamo - spiega Renzi - abbiamo la possibilità di utilizzare un provvedimento normativo legato al Giubileo per tenere in ordine gli autobus e alcune realtà della città". Potrebbe essere "un decreto legge approvato dal governo e poi dal parlamento. Vale la pena di fare una piccola squadrettina fuori dai colori politici, che su 4-5 temi utilizzi la scadenza del Giubileo per mettere a posto la città".
Rispondendo poi a una domanda sulla legge Boccadutri sul finanziamento ai partiti spiega: "I rimborsi pubblici ai partiti sono stati aboliti con una legge del governo Letta, con una diminuzione graduale. Dopodiché era stata messa una voce di bilancio di 9 milioni il primo annoi, 27 il secondo e 45 il terzo che dava la libera scelta ai cittadini, attraverso il 2 per mille, di poter finanziare un partito. In legge di Stabilità abbiamo diminuito questo stanziamento di 10, 20 e 20 milioni, proprio per ridurre il plafond destinato alle libere scelte".
Infine Renzi parla del provvedimento a cui sta lavorando il Governo per garantire ai disabili un futuro dopo la morte dei genitori: "Nella legge di Stabilità ci sono 90-100 milioni per il 'dopo di noi'. Chi ha delle vicende famigliari di questo genere lo sa, ci sono persone che hanno forme di disabilità che fanno un percorso di vita più faticoso di altri. Quello che più preoccupa le famiglie è il tema del dopo. Quando sono nato, nel '75, una

persona con la sindrome di Down aveva un'aspettativa di vita inferiore ai 30 anni, oggi fortunatamente è molto più lunga. Questo significa che sopravvive ai suoi genitori. La politica non ci ha mai pensato".

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