Fico: sono in arrivo anche le altre espulsioni. Si tratta solo di formalità
di Emanuele Buzzi per IL Corriere Della Sera.it
«A Quarto ormai il Movimento non c’è più. Ripresentarci alle prossime elezioni? Si vedrà. La gestione è stata rapida. Il Pd ha tenuto in scacco Roma un anno per Mafia Capitale. Unioni civili? Non cambia nulla. Senza compromessi al ribasso le voteremo»
Roberto
Fico, state per espellere i consiglieri comunali del Movimento a
Quarto che continuano ad appoggiare Rosa Capuozzo?
R
«Di fatto a Quarto il Movimento non c’è più da quando
abbiamo espulso il sindaco».
Altri
allontanamenti, quindi?
R
«Si tratta solo di una formalità».
Se
la giunta cadrà vi ripresenterete?
R
«Spero anzitutto che il sindaco si dimetta. E poi si vedrà».
Crede
che la vicenda Quarto stia volgendo al termine?
R
«In questo momento c’è una indagine della magistratura, che ha la
nostra piena fiducia. Da un punto di vista politico, invece, il Pd mi
fa ridere: se avessero fatto nei loro comuni quello che abbiamo fatto
noi ora vivremmo in un’Italia più onesta».
In
una intercettazione Rosa Capuozzo dice che il comune è «da
commissariare». A cosa alludeva?
R
«Si parlava di gettoni di presenza. Che fossimo all’oscuro
di minacce e ricatti l’abbiamo dimostrato e chi afferma il
contrario verrà querelato».
La
base si è lamentata per i tempi e i modi delle vostre scelte. In
Rete si è aperto un dibattito...
R
«Ben vengano le discussioni. La nostra gestione è stata
molto rapida. Pensi invece a quella del Pd che ha tenuto Roma in
scacco per un anno con Mafia capitale».
Avete
preparato una controffensiva. Domani (oggi per chi legge, ndr) sarete
in tour a partire da Brenta?
R
«Sì, andremo nei comuni dove ci sono degli indagati dem a
vedere se mettono in pratica lo stesso trattamento che propongono per
i nostri eletti».
Ci
sarà Grillo? Si parla di una sua possibile presenza ad Arezzo.
R
«Anche Beppe è coinvolto, ci stiamo organizzando».
Siete
tornati in tv. Si parla di una vostra black list di ospiti sgraditi
al Movimento...
R
«Non esiste nessuna black list. Tant’è vero che avevamo in
programma un confronto da Enrico Mentana con Andrea Romano, ma lui
non può e al suo posto verrà Stefano Esposito».
Siete
disponibili per un confronto tv con il premier Matteo Renzi o con il
ministro Maria Elena Boschi?
R
«Assolutamente sì. In qualsiasi momento».
I
rapporti con il Pd si sono inaspriti. Ci saranno ripercussioni
politiche? Voterete il testo sulle unioni civili che aveva già avuto
il vostro consenso?
R
«Sia chiaro: noi con il Pd non abbiamo niente a che fare. Sui
singoli temi ognuno mette il proprio contributo e se un testo finale
lo reputiamo buono noi lo votiamo».
Farete
così allora anche sulle unioni civili?
R
«Non possiamo far pagare a chi aspetta da tempo dei diritti civili
l’immaturità politica del Pd: se il testo finale ci convince e non
ci saranno accordi al ribasso come sembra in queste ore, noi lo
voteremo».
Avete
presentato un accordo per il microcredito con Intesa Sanpaolo. Non
suona un paradosso l’asse M5S-banche?
R
«No, anzi: è la dimostrazione che quando la politica si
muove con un progetto vero può modificare il modello di lavoro delle
banche, che finanziano idee e cittadini. Noi ad oggi abbiamo
finanziato mille progetti con i 14 milioni di euro restituiti dai
nostri stipendi: e questo è solo un assaggio di quello che potremmo
fare una volta al governo».

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