A Pomezia sanatoria Cinquestelle per abusi edilizi
La
Regione Lazio contro il sindaco del comune laziale Fabio Fucci che ha
cambiato col sostegno del gruppo grillino le norme urbanistiche per
l’edilizia
È
una stella appannata, che brilla ad intermittenza, quella
dell’ambientalismo grillino. Da Parma(con
l’inceneritore) a Ragusa (con
le trivelle) passando per Civitavecchia (con
l’accordo Enel), per gli amministratori
pentastellati si
tratta di un campo minato su cui si può saltare come nel caso
diGela,
dove il primo cittadino Domenico
Messinese è
stato espulso
dal M5S per
avere, tra l’altro “avallato il protocollo di intesa tra Eni,
Ministero dello Sviluppo economico e Regione Siciliana”.
Alla
lista dei voltagabbana dei valori grillini si aggiunge in corsa
il Sindaco
di Pomezia Fabio Fucci per
una vicenda di abusi
edilizi,
procedure amministrative irregolari ed omissive e due indagini
attualmente in corso.
Al
centro dei fatti ci sono nove
palazzine, realizzate
da altrettante cooperative edilizie in via Almirante e via Romualdi,
a Pomezia.
Per costruire quegli edifici, dice una sentenza del Tribunale
di Velletri,
n. 2500 del 2014, furono rilasciati tra il 2006 e il 2007 una serie
di permessi a costruire irregolari, che consentivano la realizzazione
di altri due piani (il 6° e il 7°). Per quei fatti andarono a
processo l’ex
dirigente all’urbanistica,
per abuso
d’ufficio e falso ideologico,
e altri dipendenti del Comune. Nei loro confronti intervenne la
prescrizione dei reati ma il Tribunale inviò comunque al Sindaco di
Pomezia (nel 2014 era già Fabio Fucci) copia degli atti “per le
determinazioni di sua competenza in ordine agli abusi”.
Al
Sindaco, che nel 2013 deliberò con la sua Giunta che il Comune si
sarebbe costituito parte civile nel processo a carico di quei
dipendenti, spettava quindi il compito di intervenire sulle
irregolarità edilizie riscontrate.
E
invece il Sindaco Fucci cosa decide di fare? Semplice: cambia
le norme tecniche urbanisticheche
rendevano abusivi il 6°
e 7° piano.
Così lo scorso 29
settembre,
approvando una delibera
in consiglio comunale,
il gruppo del movimento Cinquestelle ha cercato di “sanare” la
situazione. Il documento non è stato discusso ed è passato in
quattro minuti in assenza dell’opposizione che era uscita
dall’aula.
Peccato
che secondo la Regione
Lazio si
sia trattato di un atto illegittimo perché cambia le regole del
gioco proprio in virtù del fatto che sono state violate. Tant’è
che anche l’area
anti-abusivismo edilizio della Regione Lazio ha
inviato una serie di lettere al Comune pentastellato. In particolare
lo scorso 24 novembre la Direzione regionale ha accusato il Comune di
aver messo in atto “procedure amministrative irregolari e omissive”
(e annuncia di aver mandato tutte le carte alla Procura di Velletri).
La
Regione Lazio inoltre ha prima richiesto al Comune di Pomezia di
procedere immediatamente o alla demolizione degli abusi o
all’emanazione di una forte sanzione pecuniaria, e poi ha avvertito
che in caso contrario avrebbe usato i suoi poteri sostitutivi. Diceva
la Regione, tra l’altro, che nonostante diversi solleciti e
nonostante la chiara sentenza del Tribunale, fino a novembre 2015 il
Comune non avrebbe proceduto a effettuare i controlli sulle palazzine
in questione.
Perché
allora tutti questi ritardi nei controlli? Eppure ci ricordiamo bene
di quando Fucci sin dal suo insediamento (e prima ancora in campagna
elettorale) aveva annunciato una battaglia a favore della lotta agli
abusi edilizi. Intanto è interessante sapere che uno degli
appartamenti in questione è stato acquistato dal padre di Lorenzo
Sbizzera,
assessore grillino molto vicino a Fucci all’interno del Comune. Il
rogito, inoltre, ha una tempistica particolare: viene fatto proprio a
cavallo tra la sentenza del tribunale di Velletri e prima della
“sanatoria” promossa dal M5S.
Nel
frattempo molti di quegli appartamenti sono stati prenotati, altri
rogitati, nonostante sulle palazzine siano ancora presenti abusi
edilizi, con le famiglie che vivono al loro interno che rischiano di
dover pagare il prezzo più alto di questa storia vista la gestione
incauta che è stata fatta finora della vicenda. Tutto è
naturalmente al vaglio degli inquirenti, a seguito di un esposto
contro due delle nove cooperative da parte degli avvocati
Falco e Fiorini,
che seguono alcuni prenotatari e che per primi si sono rivolti alla
Regione per accertare le eventuali responsabilità.
Dai
grillini un silenzio assordante. Nonostante gli elementi preoccupanti
emersi negli ultimi mesi, da quando la Regione Lazio ha iniziato a
bersagliare il Comune di solleciti e inviti più o meno “energici”,
a Pomezia l’argomento non viene sfiorato nemmeno da lontano. Non ne
parla l’Amministrazione, non ne parla il Movimento 5 Stelle e,
curiosamente, non ne parla nemmeno l’opposizione: un arco di
partiti e movimenti che va da destra a sinistra. Eccezion fatta, va
detto, per il segretario
locale dei Giovani Democratici Danilo Risi (che
però non siede in consiglio comunale) e che ha chiesto al Sindaco di
ritirare la delibera con cui, di fatto, si convalidavano i permessi a
costruire irregolari. Quale migliore occasione per il Movimento 5
Stelle di dimostrare la propria trasparenza amministrativa, magari
affrontando in modo aperto e pubblico la questione con una
commissione d’inchiesta?
Maddalena
Carlino
per L ' Unità.TV

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