Il caso Quarto e la difesa “pasticciata” del M5S
Dopo
un silenzio assordante, la posizione dei Cinquestelle sul caso Quarto
appare contraddittoria e scoordinata
Prima
un silenzio assordante, ora il contrattacco. Cercano di risalire la
china e di superare l’imbarazzo i Cinquestelle dopo aver incassato
il duro colpo del caso
di Quarto, primo
comune campano conquistato dai grillini su cui grava l’ombra della
camorra e dell’inquinamento del voto.
“A
Quarto valutiamo ogni strada, compreso lo scioglimento del Comune.
Quel che è certo è che l’ex consigliere comunale
indagato, Giovanni De Robbio, è stato subito espulso dal M5S, e
il sindaco Rosa Capuozzo sta portando avanti una battaglia di
legalità: siamo con lei”. Così il deputato e membro del
direttorio M5S
Roberto Fico in
un’intervista al Fatto
Quotidiano cerca
di trovare una via d’uscita. Una difesa da equilibrista,
contradditoria che rende la posizione del movimento Cinquestelle
ancora più pesante. Fico cerca di trovare una scappatoia e difende
il sindaco a spada tratta: “Noi come M5S e come
amministrazione siamo parte lesa, lo afferma anche la magistratura”.
Per
Fico “ci sono i presupposti per andare avanti. Se le cose sono
andate come si dice nell’intercettazione, parte di quei voti era
sicuramente inquinata. Ma non sono stati consensi determinanti.
Avremmo vinto anche senza le preferenze di De Robbio. Comunque –
ribadisce – noi valutiamo ogni strada”, anche lo scioglimento,
“prima però vogliamo attendere la chiusura delle indagini,
per avere un quadro chiaro”. Su Giovanni De Robbio, ex
consigliere grillino, espulso dal Movimento, l’uomo del presunto
accordo con la camorra che attualmente è indagato per tentata
estorsione aggravata ai danni del sindaco M5S, Fico spiega che il
sindaco gli ha riferito “di non aver mai ricevuto minacce chiare,
esplicite. Altrimenti le avrebbe denunciate”.
Insomma
il movimento abituato alla gogna in rete, ai processi del web, alle
espulsioni facili, ora si sottrae da quel gioco e restituisce alla
magistratura il compito di chiarire cosa sia successo. Un lavoro che
la magistratura sta portando avanti con solerzia. E’ chiaro che,
però, la valutazione politica di ciò che sta
emergendo dall’inchiesta
del pm John Henry Woodcook è
tutt’altra cosa. Ed è su questo piano che i grillini appaiono
scoordinati, sconnessi, impauriti. Soprattutto i paladini
del M5S Roberto
Fico e Luigi
Di Maio che
in quella campagna elettorale si sono dati parecchio da fare, ma
anchei stessi vertici del M5S che continuano a decidere a loro
piacimento e convenienza chi tenere e chi cacciare.
Insomma
il caso
Quarto si
è ormai trasformato in
un terreno di scontro
politico tra
movimentoCinquestelle e Partito
Democratico e
il tentativo del M5S è di liquidare il prima possibile l’intera
faccenda. Secondo Fico, insomma è tutto “un pretesto” a cui gli
esponenti del Pd “si attaccano” ma spiega “sono ridicoli”. Il
sindaco, invece sembra attendersi un applauso e dei ringraziamenti:
“Ci si dovrebbe riconoscere di aver risolto brillantemente la
questione su cui verteva il tentativo di infiltrazione”.
Ora
il sindaco che è stata invitato in commissione
Antimafia,
dice: “Sarò felice di spiegare tutto anche alla Commissione
Antimafia, se vorranno” e anche Fico afferma: “Se vogliono
questo, Rosa andrà e risponderà su tutto. Ci stiamo già
coordinando con i nostri rappresentanti in Antimafia”.

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