9 dic 2015

L’agenzia di stampa iraniana Fars: «Al Baghadi si trova in Libia, dopo le cure in Turchia»

L’agenzia di stampa iraniana Fars: «Al Baghadi si trova in Libia, dopo le cure in Turchia»

Secondo Teheran, il leader dell’Isis si sarebbe ricoverato dopo le ferite riportate in un raid nel ottobre scorso. La notizia, se fosse confermata, metterebbe Ankara sul banco degli imputati come principale complice dei terroristi
Di Giordano Stabile La Stampa.it
Roma - Il leader dell’Isis Abu Bakr al Baghdadisarebbe rimasto gravemente ferito in un raid dell’aviazione irachena lo scorso ottobre e poi curato in una località sconosciuta della Turchia per poi essere portato a Sirte, capoluogo del Califfato in Libia. La notizia bomba arriva dall’agenzia di stampa iraniana Fars, cita fonti libiche anonime e non è stata ancora verificata da testate indipendenti. Va quindi presa con molta prudenza. Fra Iran e potenze sunnite come la Turchia e l’Arabia saudita è in corso anche una guerra mediatica a colpi di propaganda e disinformazione. Se fosse confermata la notizia metterebbe Ankara pesantemente sul banco degli imputaticome principale complice dell’Isis.
La notizia del ferimento di Al Baghdadi era stata diffusa da media iracheni un prima volta nell’aprile scorso e mai confermata dall’Intelligenze occidentale. In estate altre fonti irachene aveva detto che il leader islamista era rimasto paralizzato. A ottobre ancora Baghdad aveva affermato che il Califfo era stato colpito in un altro raid che aveva distrutto un convoglio dell’Isis vicino a Ramadi.
Anche questa circostanza non è mai stata confermata, anche perché è altamente improbabile che Al Baghdadi si esponga a rischi così alti visitando una regione in prima linea nella lotta contro il governo centrale iracheno. Adesso però Teheran, che appoggia il premier sciita iracheno Al Abadi, rilancia la notizia e coinvolge pesantemente la Turchia. Il contesto, per capire, è quello di uno scontro frontale fra Al Abadi e il governo turco, che ha inviato 1200 soldati e 30 tank nel Kurdistan iracheno senza chiedere il permesso a Baghdad.
Sia l’Iraq che l’Iran, alleati della Russia, cercano in questo momento di mettere in difficoltà Ankara, accusata di collusioni con l’Isis e di essere il maggior beneficiario del traffico illegale di petrolio dai territori controllati dagli islamisti sunniti. Un altra accusa ricorrente è proprio quella di accogliere i combattenti dell’Isis feriti nei propri ospedali. I rumours su Sirte come rifugio ultimo delle alte gerarchie dell’Isis, che temono il collasso del califfato e la loro eliminazione, sono stati diffusi la scorsa settimana sia da fonti libiche che irachene.
Le forze dell’Isis sono in rapida espansione in Libia e questa mattina una colonna è stata bloccata da raid aerei del governo di Tobruk alla periferia di Bengasi. Il territorio attorno a Sirte è ora controllato da 5-10 mila uomini dell’Isis o loro alleati. A Bengasi le forze islamiste sia dell’Isis che di Al Qaeda si battono contro l’esercito regolare che fa capo a Tobruk.
Da LA STAMPA.it


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